Consiglio Agricoltura: l'Italia rivendica l'indipendenza della PAC nel prossimo QFP
Alla vigilia della visita a Roma del commissario all'Agricoltura, Christophe Hansen, l'Italia ha ribadito al Consiglio Agrifish del 24 marzo la propria contrarietà all'idea della Commissione di aggregare la PAC ad altri fondi europei in gestione concorrente assegnati agli Stati membri nell'ambito di un unico Piano nazionale. La PAC deve evolversi, ma senza rivoluzioni, ha spiegato il ministro polacco Czesław Siekierski, sintetizzando il dibattito tra i 27 sulla "Visione UE per il futuro dell'agricoltura e dell'alimentazione".
EU Vision for Agriculture and Food: due pacchetti di semplificazione entro l'anno
Il confronto di oggi tra i ministri dell'Agricoltura conferma così la linea dei 27 sul futuro della Politica Agricola Comune già emersa dalle conclusioni sulla PAC post 2027 approvate all'unanimità in occasione del Consiglio Agricoltura del 9 dicembre scorso, prima che la Commissione europea presentasse la "EU Vision for Agriculture and Food".
La futura PAC dovrà garantire stabilità ai redditi agricoli, sicurezza alimentare, prezzi ragionevoli per i consumatori, incentivi per la transizione verde, attraverso un bilancio rafforzato, separato e indipendente. Un punto sottolineato anche dal sottosegretario di stato al Ministero dell'Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, che nella sessione pubblica del Consiglio Agrifish si è espresso contro l'ipotesi di un unico Piano nazionale che, in base alla comunicazione sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, andrebbe a mettere insieme PAC, Coesione e altri fondi europei assegnati agli Stati membri.
Un budget adeguato e indipendente per la PAC post 2027
Mettendo insieme le conclusioni del 9 dicembre e le dichiarazioni rilasciate oggi in conferenza stampa dal ministro dell'Agricoltura della Polonia, che detiene la presidenza di turno del Consiglio, emerge che i ministri dell'Agricoltura vogliono un'evoluzione della PAC, ma non una rivoluzione.
I 27, ha spiegato il ministro Siekierski, sono favorevoli a un rafforzamento dei fondi europei per l'agricoltura e ad una PAC separata e indipendente, che confermi la struttura in due pilastri, con i pagamenti diretti come strumento di sostegno al reddito degli agricoltori e lo sviluppo rurale a sostegno della redditività delle zone rurali.
Non sembra quindi incontrare sostegno da parte dei paesi UE la proposta avanzata dall'Esecutivo von der Leyen di inglobare la PAC nei National Plans prospettati dalla comunicazione sul QFP 2028-2034. Proposta che il commissario all'Agricoltura Hansen non ha commentato in conferenza stampa, limitandosi a confermare che dal Consiglio emerge la volontà di assicurare all'agricoltura un bilancio forte e commisurato alle sfide che il settore ha di fronte.
Per approfondire: Bilancio UE: verso una centralizzazione dei fondi europei per Coesione e PAC
Una PAC incentrata sugli agricoltori
Oltre a questo inquadramento generale della nuova PAC, i 27 ministri dell'Agricoltura dell'UE condividono una serie di priorità per la riforma della Politica agricola comune.
La PAC post 2027 dovrà essere incentrata sugli agricoltori e, quindi, migliorarne la posizione nella filiera alimentare; garantire una remunerazione equa dei prodotti agricoli; sostenere il ricambio generazionale nel settore, la partecipazione delle donne e lo sviluppo delle aziende agricole di piccole dimensioni. Alla competitività del settore potrà contribuire anche una maggiore attenzione a ricerca e innovazione, di cui i fondi europei dovrebbero promuovere la diffusione, incoraggiando un approccio all'agricoltura basato sulla conoscenza. Di questi temi i ministri hanno discusso durante il Consiglio Agricoltura e Pesca del 24 marzo sulle base delle domande predisposte dalla presidenza polacca. Tre le questioni chiave sottoposte ai ministri: come migliorare la competitività e la resilienza dell'agricoltura; come promuovere la diversificazione dei redditi agricoli; come favorire la diffusione delle innovazioni e delle nuove tecnologie nel settore.
In secondo luogo, i Paesi UE si aspettano nella nuova PAC lo spostamento del focus “dalle condizioni agli incentivi", come prospettato dalla Visione UE, per facilitare la transizione del settore verso pratiche più sostenibili garantendo il giusto equilibrio tra sostenibilità economica, sociale e ambientale.
La PAC dovrebbe anche contribuire alla resilienza dell'agricoltura, danneggiata da un numero crescente di eventi meteorologici anomali, diffusione di malattie degli animali e organismi nocivi per le piante, attraverso gli strumenti di gestione del rischio e le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, ma anche aumentando gli spazi di flessibilità nell'utilizzo degli strumenti della PAC in risposta a situazione di crisi.
Infine, i ministri si attendono maggiori sforzi in semplificazione, sia a favore delle autorità di gestione che dei beneficiari finali. In conferenza stampa il commissario Hansen ha confermato che il primo pacchetto di semplificazioni, relativo alla PAC 2023-2027, arriverà tra fine aprile e inizio maggio, seguito entro fine anno dal secondo, più ampio e trasversale.
Alla fine di questa settimana, invece, la Commissione presenterà un pacchetto vino, con misure a sostegno delle imprese vitivinicole.
Per approfondire: Bruxelles lancia il Consiglio europeo su agricoltura e alimentazione
Leggi le Conclusioni del Consiglio Agricoltura sulla PAC post 2027 del 9 dicembre 2024
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