Tax credit 4.0: chiarimento sugli oneri accessori non preventivabili
L'Agenzia delle entrate ha pubblicato un nuovo chiarimento sul credito d’imposta per l'acquisto di macchinari nuovi Industria 4.0. L’oggetto della risposta riguarda gli oneri accessori non preventivabili e la loro copertura con l’agevolazione.
Come per molti altri bonus fiscali, anche per il credito d’imposta 4.0 l’Agenzia delle entrate pubblica periodicamente chiarimenti e risposte che servono a fugare dubbi sul corretto utilizzo dell’agevolazione introdotta dalla legge di bilancio 2021 e poi modificata varie volte, in ultimo dalla Manovra 2025.
Le novità sul credito d'imposta 4.0 previste dalla Manovra 2025
Il credito d’imposta 4.0 in breve
Previsto dalla legge di Bilancio 2021, il credito d’imposta “Transizione 4.0” è un’agevolazione nata per quelle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi e destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.
Essa consiste in un credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, le cui caratteristiche variano a seconda dell’investimento agevolabile e dell’anno in cui è stato realizzato.
L’agevolazione è stata modificata a più riprese. Le ultime, in ordine di tempo, sono le modifiche previste dalla Legge di bilancio 2025 che è intervenuta sia sul termine entro il quale viene riconosciuta l’agevolazione, sia su alcune condizioni riguardanti la tipologia di investimenti, nonché sul periodo di effettuazione degli stessi investimenti e l'effettuazione dei relativi ordini e pagamenti.
In tale contesto, allo stato attuale sono rimasti agevolabili solo gli investimenti in beni strumentali nuovi indicati nell'allegato A (della L. 232/2016, ex Iper ammortamento) se effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025; oppure entro il 30 giugno 2026, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Oltre ad aver introdotto per la prima volta un tetto di spesa (di 2,2 miliardi), superato il quale le domande di incentivo non saranno più effettuabili, la Manovra 2025 ha infatti eliminato la possibilità di agevolare gli investimenti in beni immateriali 4.0 a partire dal 1° gennaio 2025.
Negli anni passati (2021 e 2022) sono stati agevolabili, invece, anche gli investimenti in: altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento) diversi da quelli ricompresi nell’allegato A; altri beni strumentali immateriali immateriali diversi da quelli ricompresi nell’allegato B.
Per quanto concerne le aliquote, esse dipendono dall’investimento e dall’anno in cui è stato realizzato.
A fronte di una disciplina molto stratificata, in questi anni l’Agenzia delle entrate ha pubblicato diversi chiarimenti sull’utilizzo del tax credit 4.0.
Il chiarimento dell’Agenzia delle entrate sugli oneri accessori non preventivabili
L’ultimo in ordine di tempo è arrivato con la risposta n. 60/2025, in cui l’Agenzia ha chiarito la corretta applicazione del credito d’imposta 4.0” per due investimenti effettuati da un’impresa (uno nel 2021 e l’altro nel 2022) e, in particolare, ha specificato qual sia la percentuale di agevolazione in riferimento agli oneri accessori sostenuti per il funzionamento degli impianti.
Più nello specifico la situazione presentata dall’impresa in questione è la seguente. Nel 2021 l’azienda ha acquistato un impianto 4.0, versando l’acconto del 20% e formalizzando l’accordo con l’accettazione da parte del fornitore. Successivamente, nel corso della realizzazione di tale impianto, precisamente nel 2022, ha effettuato un ulteriore investimento con un secondo macchinario che, pur essendo collegato all'Impianto originario, costituisce un elemento autonomo della stessa linea produttiva. Infine, l'installazione dell'intera linea produttiva (comprensiva quindi del secondo macchinario) ha comportato la necessità di realizzare dei lavori idraulici per consentire il funzionamento complessivo dell’impianto (lavori accessori non preventivabili). In tale contesto l'impresa domanda quale sia la corretta applicazione del tax credit per i due investimenti effettuati e, soprattutto, quale sia la percentuale di agevolazione da applicare agli oneri accessori.
Dopo aver ripercorso la storia dell'agevolazione (inclusi i cambiamenti di aliquote nel corso degli anni), con riferimento agli oneri accessori non preventivabili eseguiti nel 2022, riguardanti sia l'impianto sia il secondo macchinario, l’Agenzia ritiene che l’impresa possa fruire del credito nella misura del 40%.
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