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Intervista a Euradia sul progetto PLAYGROUND

Progetto PLAYGROUND- Credits: Héctor ManchegoEuradia, società di consulenza specializzata in programmi europei, è partner del progetto PLAYGROUND finanziato da Europa Creativa. Un supporto arrivato grazie alla strutturazione di un partenariato solido e alla messa a punto di un metodo innovativo di promozione degli artisti.

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Orientamenti ed approcci che dovrebbero essere sempre seguiti quando si tratta di fondi europei e dei quali parliamo in maniera dettagliata con Euradia all’interno di questa intervista.

Potete raccontarci il progetto PLAYGROUND ed il valore aggiunto del partenariato anche per l’ottenimento del finanziamento europeo?

Il progetto PLAYGROUND, promosso da PAV https://www.pav-it.eu/ nell’ambito del programma Europa Creativa, nasce con l’obiettivo di sostenere la drammaturgia contemporanea attraverso un meccanismo di collaudo internazionale di opere teatrali. Coordinato da PAV (IT) in collaborazione con Ariel Children and Youth Theatre (RO), Euradia (IT), Heartefact (SR) e La Mousson d’ètè (FR), PLAYGROUND riunisce cinque diverse istituzioni europee con l’obiettivo di promuovere e alimentare un hub diffuso e moltiplicato della creatività. Il partenariato non è stato soltanto uno strumento operativo, ma un vero e proprio valore aggiunto: ha garantito pluralità di visioni, qualità metodologica e una dimensione europea concreta nelle attività sviluppate. Nel momento in cui si predispone una proposta per i programmi europei (Europa Creativa in questo caso), è necessario lavorare con partenariati consolidati, stabili, solidi, con comprovata esperienza, flessibilità di approccio e capacità di visione oltre la fine del progetto stesso.

Cosa rende innovativo il format di PLAYGROUND rispetto ad altri progetti culturali e formativi?

Il format di PLAYGROUND si distingue per un’impostazione che supera il modello tradizionale dei percorsi formativi o delle semplici residenze artistiche. La sua innovazione risiede nell’implementazione di “cantieri di collaudo”, spazi dinamici in cui i testi non vengono soltanto discussi o analizzati, ma messi concretamente alla prova della scena fin dalle prime stesure. In questo modo, la scrittura non rimane confinata alla dimensione teorica, ma entra immediatamente in dialogo con il lavoro di traduttori, attori e registi, permettendo agli autori di osservare come le proprie parole prendano corpo e si trasformino nell’incontro con l’interpretazione.

Un altro elemento di forte innovazione è la struttura progressiva del percorso: PLAYGROUND è pensato come un processo a tappe, in cui le drammaturgie si costruiscono attraverso il confronto, l’ascolto e la riscrittura. I testi non vengono considerati prodotti chiusi, ma organismi vivi che si consolidano, mutano e si arricchiscono grazie allo scambio continuo tra professionisti provenienti da diversi contesti culturali europei. La collaborazione con realtà come Ariel Children and Youth Theatre, Heartefact e La Mousson d’Été contribuisce infatti a creare un hub creativo diffuso, in cui lingue, sensibilità artistiche e pratiche teatrali differenti si contaminano reciprocamente.

Particolarmente significativa è anche la centralità attribuita alla traduzione, intesa non solo come passaggio tecnico ma come atto creativo capace di generare ulteriori livelli di lettura e di stimolare nuove riflessioni sulla scrittura. In questo ecosistema collaborativo, il testo si evolve attraverso un dialogo costante tra pagina e scena, tra parola e corpo, trasformando il momento formativo in un’esperienza concreta di produzione e crescita artistica.

Qual è stato il ruolo di Euradia nel progetto PLAYGROUND come partner responsabile del monitoraggio e della valutazione, e perché le attività di monitoraggio e valutazione sono importanti in un progetto europeo?

Euradia ha contribuito in qualità di partner di monitoraggio e valutazione, supportando la raccolta sistematica di dati, l’analisi dei progressi e la verifica dell’efficacia delle attività progettuali.

Il nostro ruolo è stato quello di facilitatori all’interno del partenariato: tramite un lavoro continuo di osservazione, raccolta informazioni, valutazione del loro peso all’interno delle dinamiche complessive, abbiamo aiutato i partner a far emergere elementi chiave dei processi intrapresi, renderli evidenti e quindi reali, anche sottolineando possibili miglioramenti e celebrando i (tanti!) successi ottenuti. Un ruolo integrato e proattivo, quindi, al servizio del partenariato e delle persone che hanno partecipato al progetto, per una co-costruzione di senso e di prospettiva comuni.

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