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Credito d’imposta investimenti in startup e PMI innovative aperto anche ai forfettari

 

Foto di Tech Daily da UnsplashL’Agenzia delle entrate ha confermato che anche le partite IVA forfettarie possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti in startup e PMI innovative, previsto dalla Legge 162/2024.

Cosa prevede la Legge 162/2024 per startup e PMI innovative?

In questo modo anche i titolari di partita IVA in regime forfettario sono titolati ad accedere alla forma alternativa di fruizione delle detrazioni IRPEF per gli investimenti in startup e PMI innovative, stabilita dall'articolo 2 della Legge n. 162/2024, che permette di trasformare l’eventuale eccedenza di detrazione (non utilizzata per incapienza dell’imposta lorda) in credito d’imposta.

Credito d’imposta investimenti startup innovative: la legge 162/2024

Al fine di sostenere gli investimenti in startup innovative - la cui carenza costituisce uno dei freni maggiori allo sviluppo economico e tecnologico dell’UE (e dell'Italia) - l'articolo 29-bis del DL n. 179/2012 ha previsto una detrazione dall'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), concessa a fronte di investimenti effettuati dal contribuente nel capitale sociale di una impresa innovativa (ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio). In particolare l'agevolazione opera ai sensi del regime de minimis e prevede che l'investimento massimo detraibile non possa eccedere, in ciascun periodo d'imposta, l'importo di 100 mila euro.

In tale contesto, si inserisce l’articolo 2 della Legge 162/2024. Il provvedimento ha infatti disposto che, qualora la detrazione sia di ammontare superiore all'imposta lorda, per l'eccedenza è riconosciuto un credito d'imposta utilizzabile nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute o in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Il tax credit è fruibile nel periodo di imposta in cui è presentata la dichiarazione dei redditi e nei periodi di imposta successivi.

Anche i forfettari accedono al credito d’imposta investimenti startup innovative

Con la risposta n. 29 del 10 febbraio 2026, l’Agenzia delle entrate è intervenuta su questa agevolazione in relazione alle partite IVA forfettarie.

Dal momento che i contribuenti forfettari non sono soggetti ad IRPEF ordinaria, bensì ad un’imposta sostitutiva calcolata su una base imponibile (a sua volta determinata secondo coefficienti di redditività sui ricavi), a loro non è consentito ridurre l’ammontare dell’imposta utilizzando la detrazione. In altri termini, con riferimento all’agevolazione introdotta dall’articolo 2 della Legge 162/2024, trattandosi di una detrazione dall’IRPEF lorda, la detrazione per gli investimenti in questione non può essere utilizzata dai soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a imposta sostitutiva.

Rispondendo al’interpello posto da un contribuente titolare di partita IVA in regime forfettario, il Fisco ha però confermato che anche i forfettari possono utilizzare il credito d’imposta per investimenti in start up e Pmi innovative, sia nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute, sia in compensazione tramite modello F24, anche a riduzione dell’imposta sostitutiva prevista dal regime forfettario.

“La norma - ha spiegato infatti l’Agenzia delle entrate - non pone limiti soggettivi e subordina l’agevolazione ad un’unica condizione: l’incapienza dell’imposta lorda IRPEF rispetto alla detrazione spettante. Pertanto, anche i soggetti in regime forfettario possono, in caso di incapienza dell'IRPEF lorda dovuta, utilizzare il credito d'imposta dell'articolo 2 della legge n. 162/2024 nella dichiarazione dei redditi in diminuzione delle imposte dovute o in compensazione”.

Per maggiori informazioni, consulta la risposta n. 29 del 10 febbraio 2026 dell’Agenzia delle entrate

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