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Approvato il rapporto della Commissione HOUS del PE sulla crisi abitativa

 

Source: EC - Audiovisual Service / European Union, 2016 / Photographer: Etienne AnsotteNelle sue raccomandazioni finali sulla crisi abitativa, la commissione Housing del Parlamento europeo avanza una serie di proposte per affrontare l'emergenza alloggi. Tra queste, destinazioni specifiche per i fondi del Piano alloggi accessibili, incentivi fiscali a livello nazionale, un pacchetto di semplificazioni sul tema casa e una minima clausola “Made in EU” nei progetti di housing cofinanziati dall’UE. 

Cosa prevede il Piano alloggi accessibili della Commissione UE

Con 23 voti favorevoli, 6 voti contrari e 4 astensioni, il 9 febbraio la Commissione Housing del Parlamento Europeo ha adottato il rapporto in materia di crisi abitativa che, riflettendo “un ampio e responsabile consenso tra i gruppi politici, fondato sul pragmatismo piuttosto che sull'ideologia” - ha spiegato il relatore del rapporto sull'edilizia abitativa, Borja Giménez Larraz (PPE, ES) - “pone l'offerta di alloggi al centro della risposta, riconoscendo la necessità di consentire la consegna di circa 10 milioni di case aggiuntive in tutta Europa”.

“Il rapporto - ha aggiunto la presidente della commissione per l'edilizia abitativa, Irene Tinagli (S&D, IT) - definisce misure concrete in tutte le dimensioni della sfida abitativa, tra cui la mobilitazione di maggiori investimenti attraverso fondi UE, nazionali e privati, il miglioramento della qualità, sostenibilità e abitabilità delle case, e l'affrontare la carenza di manodopera e la competitività nel settore delle costruzioni. Riflette mesi di lavoro e consultazione da parte della Commissione speciale sulla crisi abitativa, che continuerà a monitorare le prossime proposte e legislazioni per garantire che gli interessi dei cittadini rimangano al centro”.

Tinagli (Parlamento UE): bene il Piano alloggi accessibili, ma ora azioni concrete

Equilibrio nella legge sugli affitti brevi

Uno dei punti salienti del rapporto approvato ieri dalla Commissione HOUS del PE è la richiesta di prevedere “destinazioni specifiche dei fondi inclusi nel Piano per gli alloggi accessibili della Commissione per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici residenziali e per combattere la povertà energetica”, spiegano dall’Eurocamera.

Inoltre, per migliorare gli standard di vita nelle città sovraffollate, gli eurodeputati vogliono che la prossima legge sugli affitti a breve termine trovi “un equilibrio tra la facilitazione del turismo e l'accessibilità degli alloggi”, onde evitare che la proliferazione degli affitti a breve termine minacci l'accessibilità nelle città. 

Infine, tutti i nuovi alloggi dovrebbero soddisfare standard di qualità su isolamento, efficienza energetica e qualità dell'aria e una quota adeguata di edilizia pubblica e sociale nelle città dell'UE dovrebbe aumentare l'accessibilità e l'offerta di alloggi per le persone vulnerabili.

Fondi e incentivi fiscali per rispondere alla crisi abitativa

Dal punto di vista operativo, le raccomandazioni della Commissione HOUS si concentrano anche sul tema delle risorse economiche.

Ad esempio, il rapporto chiede maggiori investimenti dell'UE nell'edilizia abitativa “coordinando meglio i finanziamenti esistenti e riallocando le risorse inutilizzate del Piano di ripresa e resilienza per sostenere la costruzione e la ristrutturazione di alloggi sociali, pubblici cooperativi e accessibili”.

A livello nazionale, invece, gli eurodeputati “esortano gli Stati membri a introdurre sistemi fiscali basati su incentivi per sostenere le famiglie a basso e medio reddito, rimuovere le barriere fiscali (ovvero elevate tasse di registrazione) per chi acquista la prima casa e rendere gli affitti a lungo termine più accessibili”, si legge nella nota rilasciata dopo il voto di ieri pomeriggio.

Infine, per quanto concerne la revisione delle norme sugli aiuti di Stato, il Parlamento europeo ritiene che qualsiasi riforma debba “facilitare gli investimenti pubblici nell'edilizia sociale, rispettando al contempo la diversità dei mercati nazionali".

Semplificazioni per facilitare gli investimenti in alloggi

Sulla falsariga di quanto già promosso in questi mesi dalla Commissione in altri ambiti, la Commissione HOUS del PE chiede un pacchetto di semplificazione sul tema della casa “per ridurre la burocrazia nel settore dell'edilizia”.

In particolare il PE chiede procedure di autorizzazione più semplici, “ad esempio attraverso procedure digitali di rilascio dei permessi, e un termine di 60 giorni quando i permessi riguardano proposte di alloggi sostenibili e accessibili”.

Clausola Made in EU nei progetti di housing finanziati dall'UE

Infine, vale la pena sottolineare le richieste avanzate dalla Commissione Housing del Parlamento europeo per quanto concerne le forniture. Per “rafforzare la propria sovranità industriale nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni”,  gli eurodeputati “esortano” infatti la Commissione “a potenziare i prodotti innovativi e sostenibili, rafforzare il mercato unico delle materie prime e includere requisiti minimi di origine ‘Made in EU’ per i componenti nei progetti cofinanziati dall'UE”. 

Il Parlamento chiede poi tutele sul front del lavoro. Secondo gli eurodeputati, infatti, è necessario “che la prossima strategia europea per la costruzione di alloggi si concentri sul miglioramento delle condizioni di lavoro dei lavoratori qualificati attraverso la formazione e salari equi”. A ciò si aggiunge la richiesta di una più facile mobilità lavorativa all'interno dell'UE, un migliore riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, dove necessario, il reclutamento di lavoratori qualificati da paesi terzi.

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