Da Regione Lombardia una legge che mette al centro l’intelligenza artificiale
Con il nuovo progetto di legge regionale in materia di ricerca e innovazione, l’intelligenza artificiale diventa una risorsa strategica per colmare il divario tecnologico tra imprese e pubbliche amministrazioni del territorio lombardo. In arrivo un programma di R&I con investimenti ad hoc ed agevolazioni per le aziende.
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A inizio marzo la Giunta della Regione Lombardia ha approvato il progetto di legge regionale “Disposizioni in materia di Ricerca, Innovazione e Intelligenza Artificiale per lo sviluppo sostenibile”, proposto dall’Assessore all’Università, Ricerca, Innovazione, Alessandro Fermi.
Il PdL riprende e aggiorna la legge regionale n. 29-2016 “Lombardia è Ricerca e Innovazione” con l’obiettivo di “promuovere, diffondere e monitorare l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale (IA) sul territorio regionale, al fine di migliorare la qualità della vita dei cittadini, incrementare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica”.
Inserendo l’intelligenza artificiale all’interno della normativa regionale per R&I, Regione Lombardia intende colmare un gap strutturale nell'utilizzo di sistemi di IA nelle pubbliche amministrazioni locali e tra le PMI, a fronte di un uso già consolidato nelle grandi realtà industriali.
“Dopo un anno di ‘studio’, dunque, abbiamo ricavato una fotografia che ci dice che l’IA allo stato attuale è utilizzata molto dalle grandi imprese, poco dalle medie e piccole imprese e quasi per nulla dalle Amministrazioni pubbliche, che operano nei nostri territori. È necessario intervenire anche in questa direzione”, ha spiegato Fermi.
Con questa legge la Regione punta a trasformare la Lombardia in un hub di eccellenza europeo, capace di: utilizzare l'IA per snellire i processi burocratici e migliorare i servizi ai cittadini; sostenere le PMI nell'adozione di modelli avanzati per l'organizzazione e la produzione e mirato a garantire che l'innovazione segua il solco tracciato dalle normative europee (AI Act), promuovendo uno sviluppo sostenibile e responsabile.
Vediamo più nel dettaglio cosa prevede il progetto di legge, che nel frattempo sta proseguendo il suo iter in Consiglio Regionale, con l’esame istruttorio della Commissione consiliare permanente competente.
Cosa prevede la legge italiana sull’Intelligenza Artificiale
Lombardia: in arrivo incentivi per ricerca, innovazione e IA
Tra le principali novità c'è l'inserimento dell'intelligenza artificiale come risorsa strategica anche all'interno del Programma triennale per R&I, che prevede - tra i vari interventi - incentivi per le imprese.
Il Programma strategico triennale per la ricerca, l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’intelligenza artificiale - che viene approvato dal Consiglio regionale sulla base della proposta redatta dalla Giunta regionale insieme al Comitato scientifico, al Tavolo Tecnico e a soggetti pubblici e privati del sistema regionale della ricerca e i cittadini - individua gli obiettivi operativi e gli interventi realizzabili con riferimento a diversi ambiti, dalle infrastrutture ai ricercatori.
Vengono infatti sostenuti: gli investimenti nelle infrastrutture di ricerca, nelle tecnologie digitali e per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale; le iniziative congiunte tra università, enti di ricerca e imprese per potenziare infrastrutture di eccellenza e realizzare laboratori misti di ricerca con il fine di favorire l'innovazione di prodotto e di processo; investimenti per la valorizzazione del capitale umano impiegato nella ricerca, per la qualificazione del lavoro dei giovani ricercatori e per la realizzazione di percorsi di formazione e ricerca attivati su richiesta delle imprese e di enti pubblici, anche in collaborazione con le università ed enti formatori; il rientro dei ricercatori impegnati all'estero.
A questi interventi si aggiunge poi il supporto alle imprese, in particolare quelle emergenti e innovative, che sviluppano progetti di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, anche nella forma di agevolazioni fiscali.
Non manca, infine, il sostegno a: la creazione e la diffusione di brevetti e alla tutela della proprietà intellettuale; la partecipazione a reti interregionali, parchi scientifici e tecnologici; la sperimentazione e norme tecniche sugli open data e big data della pubblica amministrazione e sulle tecnologie di intelligenza artificiale.
La Giunta regionale, in coerenza con il programma approvato dal Consiglio regionale, definisce le tipologie di intervento prioritariamente finanziabili, insieme ai criteri e alle modalità di attribuzione delle risorse.
Lombardia: cosa prevede la legge regionale su ricerca, innovazione e IA
Dal punto di vista della governance, la legge regionale poggia su tre pilastri che garantiscono un equilibrio tra accelerazione tecnologica e tutela etica: il Comitato scientifico indipendente, il Tavolo tecnico permanente e la Carta regionale per lo sviluppo dell'IA.
Comitato scientifico per la ricerca e l’innovazione
Composto da cinque esperti selezionati tramite evidenza pubblica, il Comitato scientifico per la ricerca e l’innovazione è un organismo indipendente che ha il compito di monitorare gli impatti socio-economici e fornire pareri tecnico-scientifici alla Giunta regionale.
Il Comitato - che resta in carica tre anni - elabora pareri e proposte per la redazione del Programma strategico triennale e contribuisce ad alimentare il dibattito pubblico sull’impatto degli avanzamenti tecno-scientifici e dei fenomeni di innovazione sul tessuto socio-economico.
Inoltre fornisce alla Giunta regionale informazioni sulle tematiche di ricerca emergenti e sui mutamenti di rilievo in atto e partecipa a momenti di confronto con le istituzioni per la ricerca e l’innovazione nazionali e internazionali.
Tavolo regionale per la ricerca, l’innovazione e l’intelligenza artificiale
Il Tavolo Tecnico Permanente, invece, riunisce l'intero ecosistema regionale della ricerca e dell'innovazione (università, ITS Academy, organismi di ricerca, parchi tecnologici, ecosistemi e centri nazionali, cluster tecnologici, filiere produttive, IRCCS, associazioni di imprese, dei lavoratori e degli enti locali) per trasformare l'analisi dei dati in interventi concreti.
Il Tavolo si riunisce almeno tre volte l’anno ed è presieduto dall’assessore regionale competente, che coordina i lavori e favorisce la trasformazione delle analisi e proposte in politiche e interventi concreti.
Il Tavolo funge da luogo permanente di confronto, dibattito e collaborazione per favorire connessioni, individuare criticità e opportunità, promuovere l’adozione di strategie coordinate a livello regionale.
Carta regionale per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale
La Carta regionale per lo sviluppo dell'IA è un documento strategico che codifica i principi di un'intelligenza artificiale "antropocentrica", assicurando che la produttività non prescinda mai dal rispetto dei diritti dei lavoratori e dei cittadini.
La Carta punta a tre obiettivi chiave: rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e altri attori pubblici e privati, creando una rete solida capace di guidare innovazione e crescita economica; sostenere ricerca e sviluppo nel campo dell’intelligenza artificiale, valorizzando eccellenze e competenze presenti sul territorio; promuovere un uso etico e sostenibile dell’IA, garantendo il rispetto dei principi fondamentali e dei diritti delle persone.