ASSOEURO, serve azione comune per il riconoscimento della progettazione europea
ASSOEURO, l’Associazione Italiana Europrogettisti e European Project Manager, ha lanciato un appello all’unità di tutti i professionisti del settore per avviare un’azione coesa e strutturata volta al riconoscimento dell’inquadramento funzionale ed economico della progettazione europea all’interno dei programmi di finanziamento dell’Unione Europea.
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Per ASSOEURO, la progettazione europea non è un semplice adempimento burocratico, ma una funzione trasversale essenziale per l’attuazione efficace dei programmi UE, incidendo direttamente sulla qualità delle proposte, sulla coerenza con gli obiettivi, sulla solidità dei partenariati e sulla corretta gestione finanziaria e procedurale. Tuttavia, l'Associazione denuncia una grave lacuna: nonostante l’alto livello di specializzazione richiesto, il ruolo degli europrogettisti non è ancora pienamente riconosciuto né valorizzato sia livello normativo, che economico.
Il caso Erasmus+ 2026: un segnale d'allarme
L'appello di ASSOEURO giunge in un momento critico, considerando ad esempio che le nuove linee guida del programma Erasmus+ 2026 scoraggiano esplicitamente il ricorso a consulenti esterni per la stesura delle domande.
Secondo l’Associazione, tale orientamento rischia di compromettere principi fondamentali quali l'equità e la trasparenza, finendo per penalizzare proprio i soggetti più fragili - come scuole, piccoli comuni, ONG locali e piccole associazioni - che non possiedono internamente le competenze specialistiche necessarie per competere a livello europeo.
Inoltre, risulta evidente il rischio che una gestione esclusivamente interna, priva di supporto professionale qualificato, possa spingere gli enti verso un uso incontrollato dell’intelligenza artificiale per la scrittura dei progetti, portando a una preoccupante omologazione delle proposte e a una perdita di aderenza ai reali bisogni dei territori.
L'impatto delle nuove restrizioni non è solo organizzativo, ma economico. In Italia, si stima che nel 2024 il supporto esterno abbia riguardato tra i 240 e i 570 progetti Erasmus+, con un volume di mercato potenziale superiore ai 3 milioni di euro."Ridurre o scoraggiare l’uso di competenze esterne significherebbe mettere in difficoltà centinaia di professionisti che hanno contribuito concretamente alla partecipazione italiana ai programmi UE", aveva sottolineato Fabrizio Canetto, Presidente Nazionale di ASSOEURO, in una recente intervista a FASI.
Le proposte di ASSOEURO per tutelare l'europrogettazione
Adesso da ASSOEURO arriva l'appello per un pieno riconoscimento della progettazione europea. “La tutela e la valorizzazione della progettazione europea - ha infatti sottolineanto Canetto - non sono una rivendicazione corporativa, ma una condizione necessaria per garantire qualità, efficacia e trasparenza nell’utilizzo delle risorse dell’Unione”.
Per far ciò, ASSOEURO avanza tre proposte:
- l’introduzione di standard di riferimento (non vincolanti) per i costi di progettazione, basati su criteri oggettivi;
- la previsione esplicita di voci di costo dedicate alla progettazione e al project management;
- l’adozione di standard professionali comuni e sistemi di certificazione delle competenze.
Allo stato attuale, infatti, l'Associazione sottolinea l'assenza di parametri condivisi per la determinazione dei costi di progettazione, con notevoli differenze applicative tra Stati membri e tra programmi. Una situazione che, secondo ASSOEURO, compromette la parità di trattamento e la coerenza dell’attuazione.
Da quì la richiesta di "un adeguato riconoscimento economico della progettazione europea", considerato come un "fattore abilitante per migliorare la qualità progettuale, la conformità regolatoria e l’impatto delle politiche dell’Unione".