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Erasmus+ 2026: i nuovi formulari escludono la consulenza esterna per la stesura dei progetti. L'allarme di ASSOEPI

Photo credit: European Union, 2024 - Photographer: Bogdan HoyauxLa Commissione europea ha introdotto nel formulario per la call KA220-VET di Erasmus+ 2026 l’obbligo di dichiarare l'assenza di compensi a consulenti esterni per la stesura della domanda. A tal proposito, l’Associazione Europrogettisti Italiani (ASSOEPI) ha espresso un parere critico sulla novità, definendola un "grave passo indietro per l'europrogettazione" e per l'accesso ai fondi europei a gestione diretta.

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Questo irrigidimento tecnico presente nel nuovo template della call KA220-VET segna una rottura rispetto alla prassi consolidata dell'europrogettazione, trasformando le precedenti raccomandazioni introdotte nella Guida Erasmus+ 2026 in un vero e proprio vincolo di ammissibilità.

Tale evoluzione ha innescato la reazione di ASSOEPI, la cui analisi si sofferma sulle ricadute sistemiche della novità, con particolare riferimento all'impatto procedurale per i beneficiari e alla potenziale lesione del principio di parità di accesso per le realtà meno strutturate.

Erasmus+, le nuove restrizioni nel formulario KA220-VET

All'interno della sezione "Original content, authorship and other acknowledgments" del nuovo formulario 2026 per le Cooperation partnerships in VET (KA220), il coordinatore deve ora sottoscrivere una conferma formale sulla paternità della proposta. In particolare, la clausola specifica che il progetto deve contenere esclusivamente contenuti originali e che nessuna organizzazione o individuo esterno al partenariato è stato pagato o compensato per la redazione della candidatura.

Sotto il profilo procedurale, questa dichiarazione abilita la Commissione UE, l'EACEA e le Agenzie Nazionali a monitorare la capacità operativa dei proponenti e a tutelare gli interessi finanziari dell'Unione. L'inosservanza questa clausola configura un rischio di esclusione basato sulla violazione delle condizioni di sottomissione previste per i programmi a gestione diretta, con potenziali ricadute sulla responsabilità del legale rappresentante dell'ente richiedente.

Consulta il "2026 template application form: Cooperation partnerships in vocational education and training (KA220-VET)"

Dalle raccomandazioni della Guida Erasmus+ ai nuovi vincoli 

L'attuale vincolo tecnico recepisce e inasprisce l'orientamento delineato nella l'orientamento della Guida Erasmus+ 2026, che già nella sezione dedicata al diritto d'autore "sconsigliava vivamente" il ricorso a consulenti esterni. Tuttavia, mentre il documento programmatico forniva un'indicazione metodologica per preservare la qualità progettuale e l'aderenza ai bisogni reali dei beneficiari, l'inserimento della clausola nel formulario KA220-VET traduce tale suggerimento in un impedimento burocratico.

Per i beneficiari, il passaggio da una raccomandazione a un obbligo di dichiarazione nel portale dei finanziamenti (Funding & Tenders) limita drasticamente la flessibilità per la preparazione delle proposte. Questa evoluzione normativa riflette una politica di controllo più stringente sulla paternità delle proposte, eliminando la possibilità di avvalersi di supporto professionale qualificato per la fase di "drafting" e strutturazione tecnica del progetto.

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La posizione di ASSOEPI: appello per la parità di accesso

In questo contesto, quindi, ASSOEPI ha espresso un parere fortemente critico sulla novità, evidenziando come tale divieto colpisca un intero settore di professionisti qualificati che operano per facilitare l'accesso ai fondi europei.

Secondo l'Associazione, la norma rischia di penalizzare i soggetti più fragili, quali scuole, PMI, piccoli comuni e organizzazioni del Terzo Settore. Queste realtà, essendo spesso prive di uffici progettazione interni o di personale con competenze specialistiche, rischiano di essere scoraggiate dal partecipare o di presentare proposte tecnicamente deboli rispetto a organizzazioni più strutturate.

L'Associazione rileva inoltre un'evidente asimmetria procedurale nel sistema, sottolineando la contraddizione per cui la stessa Guida Erasmus+ 2026 preveda che le Agenzie valutatrici possano avvalersi di esperti e consulenti esterni per le fasi di valutazione e monitoraggio, negando però la medesima facoltà ai proponenti in fase di stesura.

A fronte di tali criticità, ASSOEPI ha chiesto formalmente alla Commissione Europea e alle Agenzie Nazionali di riconsiderare l'impostazione adottata, sollecitando una distinzione netta tra il necessario contrasto al plagio o alle pratiche scorrette e il legittimo ricorso a consulenze tecniche professionali, essenziali per garantire la conformità delle proposte alle regole UE e la solidità dei partenariati transnazionali.