Le iniziative della Commissione UE nei suoi primi 100 giorni
A 100 giorni dall’insediamento della nuova Commissione Europea von der Leyen bis, ecco un punto sulle iniziative che, nell’ambito del Competitiveness Compass, Bruxelles ha già avviato per rafforzare la competitività dell’UE e per potenziare le sue capacità di difesa, tutelando al contempo gli obiettivi climatici.
Bussola competitività: innovazione, sostenibilità, sicurezza al centro del Competitiveness Compass
Dal 1° dicembre 2024, primo giorno del suo mandato, la nuova Commissione von der Leyen ha messo una lunga serie di iniziative dirette a rendere l’Europa più autonoma e resiliente in un contesto globale sempre più competitivo, a rafforzare la sicurezza dell’Unione e a garantire che i target climatici al 2030 e al 2050 fissati già nel Green Deal siano raggiunti in tempi ragionevoli.
Ecco le iniziative principali di questi primi 100 giorni dall’insediamento dei commissari.
Il Competitiveness Compass per un’Europa più competitiva
Sul piano della competitività dell’industria europea, Bruxelles ha lanciato il 29 gennaio scorso il Competitiveness Compass (Bussola per la competitività), una roadmap per rafforzare la competitività dell’Europa e garantire la sua prosperità. Al centro di questa tabella di marcia della Commissione, vi è il Clean Industrial Deal (presentato il 26 febbraio), che mira a promuovere la transizione green dell’industria dell’UE, rendendo al contempo l’Unione una sede attraente per la produzione manifatturiera. Il Patto per l’industria pulita, che si basa su sei pilastri, da un lato sostiene le industrie ad alta intensità energetica, colpite dagli alti costi dell’energia, e dall’altro finanzia lo sviluppo delle tecnologie pulite, senza le quali non potrebbe essere garantita né la transizione, né la competitività dell’UE.
Un’altra iniziativa cruciale presentata dalla Commissione è il Piano d’azione per l’energia accessibile (Action Plan for Affordable Energy), lanciato da Bruxelles nel quadro del Clean Industrial Deal, che punta a rendere l’energia accessibile a tutti (cittadini e imprese europei) intervenendo su bollette, completamento dell’Unione dell’energia, attrazione degli investimenti e preparazione alle crisi energetiche future.
In tale contesto, con l’obiettivo di tutelare la competitività della base industriale europea, Bruxelles ha intrapreso due importanti dialoghi strategici. Il primo, avviato a fine gennaio, ha coinvolto il settore automobilistico e ha già dato vita al Piano d’azione per l’industria automotive dell’UE (Industrial Action Plan for the European automotive sector), che prevede diverse misure per garantire la competitività globale dell’industria automobilistica europea e mantenere una solida base produttiva nell’Unione. Il secondo, invece, è stato avviato lo scorso 3 marzo e riguarda il settore siderurgico, un’altra industria chiave per garantire gli obiettivi della Bussola per la competitività.
Ulteriori iniziative, infine, che Bruxelles ha già portato avanti in poco più di tre mesi riguardano: i dialoghi che i commissari hanno tenuto con i giovani; i sette consorzi che sono stati selezionati per istituire le prime fabbriche di intelligenza artificiale in tutta Europa (con un finanziamento nazionale ed europeo previsto di 1,5 miliardi di euro); la nuova iniziativa InvestAI, con cui la Commissione mira a investire 200 miliardi di euro per l’IA, includendo 20 miliardi di euro per le gigafabbriche di IA.
I pacchetti Omnibus per una semplificazione della normativa europea
Sul fronte normativo, invece, nello stesso giorno in cui è stato presentato il Clean Industrial Deal (26 febbraio), Bruxelles ha pubblicato il Pacchetto di proposte Omnibus (Omnibus I e Omnibus II). L’obiettivo è quello di consolidare e semplificare le normative sulla sostenibilità che sono alla base del Green Deal europeo, riducendo in particolare gli oneri amministrativi a carico delle imprese. Questi pacchetti, in base alle stime della Commissione, dovrebbero garantire un risparmio totale annuo nei costi amministrativi di circa 6,3 miliardi di euro e dovrebbero allo stesso tempo mobilitare una capacità di investimento aggiuntiva di 50 miliardi di euro.
ReArm Europe: 800 miliardi per la difesa dell’UE
Per aumentare significativamente la spesa europea per la difesa, von der Leyen ha anticipato lo scorso 5 marzo i contenuti di Rearm Europe, un piano che punta a mobilitare 800 miliardi di euro per il settore della difesa nei prossimi anni. La proposta, che sta scatenando un acceso dibattito e fratture interne ai partiti europei e nazionali, include l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale nell'ambito del Patto di stabilità per permettere ai 27 di sostenere maggiori spese per la difesa, uno strumento da 150 miliardi di euro in prestiti per accelerare gli acquisti congiunti di capacità di difesa paneuropea (SAFE), l'allargamento del raggio di azione dei finanziamenti BEI all'industria della difesa e una maggiore flessibilità per l'uso volontario dei fondi della Politica di coesione per le spese di difesa. In tale contesto, verrà presentato a breve il Libro bianco sul futuro della difesa europea, che illustrerà ulteriori necessità di investimento e opportunità per rafforzare la difesa europea.
Altre iniziative legate alla sicurezza dell’Unione riguardano in primo luogo lo scollegamento di Estonia, Lettonia e Lituania dalle reti russe e bielorusse. I tre Paesi si sono invece uniti alla rete elettrica continentale europea, un risultato raggiunto dopo 18 anni di investimenti e preparativi, che hanno coinvolto 40 progetti infrastrutturali e oltre 1,2 miliardi di euro di finanziamenti europei. In secondo luogo, è stata introdotta una vasta gamma di azioni per migliorare la sicurezza dei cavi sottomarini, tra cui prevenzione, rilevamento, risposta, recupero e deterrenza.
Al centro delle strategie della nuova Commissione vi è anche la sicurezza nel settore agroalimentare, attraverso la pubblicazione della Visione per l'agricoltura e l'alimentazione (EU Vision for Agriculture and Food), un documento che definisce una tabella di marcia per sostenere gli agricoltori europei, proteggere la sicurezza alimentare e garantire il futuro dell'agricoltura e dell'alimentazione in Europa e delinea già alcune prospettive per la PAC post 2027.
Infine, è stato predisposto un Piano d'azione dedicato per rafforzare la cybersicurezza di ospedali e fornitori di servizi sanitari.
Prosegue il sostegno all'Ucraina
Mentre gli Stati Uniti hanno dichiarato la sospensione degli aiuti militari a Zelensky, il sostegno all’Ucraina resta una priorità anche per la nuova Commissione. Tre anni dopo l'inizio della guerra di aggressione della Russia, la presidente von der Leyen e il Collegio dei commissari hanno infatti visitato l'Ucraina, incontrando il presidente Zelensky e il suo governo, per mandare un segnale di continuo impegno e solidarietà.
Allo stesso tempo, sono stati erogati 3 miliardi di euro a Kiev nell'ambito del programma di assistenza eccezionale, da rimborsare con i proventi dei beni russi immobilizzati. Bruxelles ha anche offerto un nuovo pacchetto di sostegno per garantire la stabilità del sistema energetico ucraino e permetterne la piena integrazione nel mercato energetico europeo e ha raggiunto un accordo sulle basi legali per la creazione di un Tribunale Speciale per il Crimine di Aggressione contro l'Ucraina (nonché adottato il 15° e 16° pacchetto di sanzioni contro la Russia e i suoi sostenitori).
Nuovi partenariati con paesi terzi
Infine, tra le iniziative promosse dalla Commissione nei primi mesi del suo mandato, l’avvio di partenariati con Mercosur, Svizzera e Messico. Inoltre, sono stati rilanciati i negoziati commerciali con la Malaysia ed è entrato in vigore un accordo commerciale provvisorio con il Cile.
La presidente von der Leyen e il Collegio dei commissari si sono anche recati in India per rafforzare i legami con il Paese e hanno discusso con il primo ministro Modi una nuova Agenda Strategica. E’ stato inoltre firmato il Partenariato Strategico e Globale UE-Giordania e il Collegio dei commissari ha tenuto incontri con il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, e con il presidente del Gruppo della Banca Mondiale, Ajay Banga, per discutere di cooperazione e sinergie.
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