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Bruxelles cerca feedback sulle norme a tutela dell'ambiente marino

 

Foto di Matt Hardy da UnsplashC’è tempo fino al 9 marzo per partecipare alla consultazione lanciata dalla Commissione UE per raccogliere i contributi degli stakeholder sulla revisione della Direttiva quadro sulla strategia marina, il cui scopo è proteggere l’ecosistema marino. 

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Già annunciata nell’ambito della Strategia per la resilienza idrica dell’UE, la revisione della Marine Strategy Framework Directive - il cui completamento è previsto per fine anno - punta a rafforzare la tutela dell’ambiente marino, a semplificare l’attuazione della direttiva e a ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle autorità degli Stati membri. 

Come cambia la Direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino

In vigore dal 2008, la norma prevedeva inizialmente di conseguire un “buono stato ecologico” in tutte le acque marine dell’UE entro il 2020, garantendo mari e oceani europei puliti, sani e produttivi e un uso delle risorse marine sostenibile. 

Una recente valutazione dell’UE ha tuttavia dimostrato che la direttiva non ha raggiunto il suo obiettivo principale di un buono stato di salute delle acque marine dell’UE nei tempi stabiliti, in parte a causa dell’intensificarsi degli effetti di tre importanti crisi planetarie: la perdita di biodiversità, l’inquinamento e il cambiamento climatico. 

In particolare, le carenze riscontrate in tale framework normativo riguardano:

  • una difficile attuazione della direttiva;
  • una carenza nella cooperazione regionale, che avviene principalmente tramite organismi extra-UE e varia a seconda delle regioni marine;
  • una scarsa coerenza con altre politiche per l'ambiente marino;
  • dati insufficienti e disomogenei, che rendono più difficoltoso il processo di rendicontazione.

Partendo da questi ambiti d'intervento prioritari, la direttiva rivista punterebbe a raggiungere due obiettivi principali: da un lato, una migliore tutela e conservazione delle risorse marine, favorendo allo stesso tempo il raggiungimento del buono stato ambientale delle acque marine; dall’altro, una maggiore certezza normativa per i settori economici interessati (pesca, energia, turismo, trasporti) grazie a procedure e obiettivi armonizzati, accompagnata dalla riduzione degli oneri amministrativi grazie all’uso di tecnologie più moderne e all’ottimizzazione del flusso di dati, in linea con il processo di semplificazione in atto a livello UE. 

Per approfondire: Cosa prevedono i pacchetti Omnibus della Commissione

Marine Strategy Framework Directive: la consultazione UE

Per raggiungere gli obiettivi di revisione prefissati, la Commissione ha avviato un processo consultivo, che permetterà di raccogliere i contributi di tutte le parti interessate.

Alla consultazione possono partecipare cittadini, autorità pubbliche, ONG, ma sono particolarmente incoraggiati a intervenire amministrazioni (nazionali, regionali e locali), organismi regionali e internazionali (incluse le convenzioni marittime regionali), attori del tessuto produttivo e imprenditoriale coinvolto e istituti di ricerca.

Il termine ultimo per partecipare è fissato al 9 marzo 2026.

Partecipa alla consultazione sulla revisione della Direttiva quadro sulla strategia marina dell’UE

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