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Legge UE sugli Oceani: Bruxelles cerca feedback

 

Photo credit: Foto di joakant da Pixabay Fino al 9 febbraio un’ampia platea di stakeholder può partecipare alla consultazione pubblica della Commissione UE in merito alla proposta sulla Legge europea sugli oceani (European Ocean Act), che dovrebbe essere adottata nel quarto trimestre del 2026. 

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Obiettivo della nuova normativa sugli oceani è riunire in un unico atto legislativo organico le politiche europee volte a proteggere e utilizzare in modo sostenibile le risorse di mari e oceani

Nella definizione del nuovo European Ocean Act la Commissione terrà conto anche della revisione in corso della direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino. Inoltre, in linea con la strategia più ampia di semplificazione operata dall’UE attraverso i Pacchetti Omnibus, saranno semplificati gli obblighi di comunicazione al fine di ridurre gli oneri amministrativi nell’ambito delle politiche dell’UE in materia di oceani.

L’European Ocean Act

Iniziativa cardine del “Patto europeo per l’oceano” - la strategia globale adottata dall’Esecutivo UE nel giugno 2025, allo scopo di proteggere gli oceani, promuovere la blue economy e sostenere il benessere delle persone che vivono nelle zone costiere - la Legge UE sugli oceani dovrebbe essere adottata alla fine di quest’anno, come già annunciato nel programma di lavoro della Commissione per il 2026

Partendo dalla revisione della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (Direttiva 2014/89/UE), la nuova norma punterà a individuare delle possibili soluzioni alle principali carenze legislative individuate dalla Commissione Europea, come:

  • la necessità di una pianificazione dello spazio marittimo strategica e a lungo termine, allineata alle politiche dell’UE in materia di protezione della natura, di energia rinnovabile, di trasporti, di turismo e di sicurezza;
  • i crescenti conflitti spaziali dovuti all’aumento della domanda di spazio marino e gli strumenti insufficienti per anticiparli o risolverli;
  • l’assenza di un quadro di governance a livello europeo che coordini tutti gli obiettivi legati all’oceano;
  • una governance dei bacini marittimi frammentata, con numerose strutture dedicate, ma nessuna che copra tutte le attività o gestisca coerentemente l’attuazione e la risoluzione dei conflitti;
  • un’osservazione dell’oceano frammentata tra e all’interno degli Stati membri, da cui inefficienze, duplicazioni, opportunità di collaborazione mancate e ridotta competitività globale.

Sul piano ambientale, il nuovo European Ocean Act mirerà anche ad affrontare le criticità legate al cambiamento climatico e all’inquinamento. In particolare, si punta ad un migliore coordinamento intersettoriale e transfrontaliero per attuare le leggi esistenti in materia di protezione e ripristino dell’ambiente costiero e marino, sempre più sotto pressione dal punto di vista ambientali e climatico. In secondo luogo, l’atto legislativo sugli oceani imporrà un’attuazione più rigorosa della normativa volta ad affrontare il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e il degrado, fattori che minacciano la resilienza delle comunità costiere. Inoltre, la legge integrerà nella legislazione sull'oceano le interconnessioni clima-biodiversità, ricorrendo a sistemi di governance e osservazione completi e basati su prove scientifiche.

La consultazione UE sull’European Ocean Act

Il processo consultivo avviato in questi giorni dalla Commissione punta a raccogliere i contributi di molteplici parti interessate, a cominciare dai singoli cittadini per finire con le imprese (PMI incluse) e le ONG, tutti soggetti che possono inoltrare il proprio feedback entro il 9 febbraio 2026

A questa consultazione, tra l’altro, saranno affiancate altre iniziative mirate rivolte a gruppi più specifici, come i dialoghi sulla pesca e sugli oceani, il Forum blu europeo e i gruppi di esperti degli Stati membri. 

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