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Pesca, acquacoltura e comunità costiere al centro di due consultazioni UE

 

Comunità costiere - Photo credit: Foto di Pete Linforth da PixabayLa Commissione Europea intende raccogliere il punto di vista di tutte le parti interessate in vista dell'adozione, nel corso di quest'anno, della Visione 2040 per la pesca e l'acquacoltura e della strategia UE per le comunità costiere.

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Entrambe le consultazioni pubbliche rimarranno aperte fino a fine marzo e permetteranno alla Commissione di costruire, rispettivamente, la Visione 2040 per la pesca e l'acquacoltura e la strategia per le comunità costiere, tenendo conto delle preoccupazioni e delle proposte di autorità pubbliche, rappresentanti del mondo imprenditoriale ed accademico, organizzazioni e comunità locali, compresi i singoli cittadini.

La consultazione sulla Visione 2024 per pesca e acquacoltura

La prima consultazione avviata dalla Commissione riguarda la Visione per la pesca e l'acquacoltura per il 2040, con cui Bruxelles intende stabilire un quadro strategico per affrontare le sfide strutturali dei due settori e garantirne la sostenibilità e la competitività a lungo termine.

Pesca e acquacoltura sono fondamentali per la sicurezza alimentare europea e il sostentamento delle comunità costiere, ma anche sottoposte a pressioni crescenti, che includono l'invecchiamento della forza lavoro e l'insufficiente ricambio generazionale, la vulnerabilità a shock esterni e la dipendenza dai combustibili fossili, oltre naturalmente ad un difficile equilibrio tra domanda alimentare e sfruttamento sostenibile degli stock ittici.

Attraverso la Visione 2040, la Commissione si propone di affrontare queste sfide lungo l'intera catena del valore, dalla pesca e l'acquacoltura, fino alla trasformazione dei prodotti ittici, con riferimento a quattro dimensioni interconnesse tra loro:

  • domanda di alimenti di origine acquatica
  • offerta di alimenti di origine acquatica
  • forza lavoro
  • infrastrutture e finanziamenti.

La Vision 2040 for fisheries and aquaculture dovrà affrontare questi temi, tenendo sempre la barra ferma sugli obiettivi della semplificazione e dell'efficienza economica, collegando tutte le diverse iniziative pertinenti, a partire dal Patto europeo per gli oceani fino alla valutazione in corso del regolamento relativo alla Politica comune della pesca (PCP), e integrando anche la tabella di marcia per la transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE, che sarà elaborata in parallelo.

Amministrazioni nazionali, regionali e locali, attori della catena del valore (pesca, acquacoltura, trasformatori, importatori, dettaglianti, porti, infrastrutture, cantieristica navale, consumatori ecc.), organizzazioni della società civile (imprese, ONG, sindacati), mondo accademico e istituti di ricerca sono chiamati a contribuire alla definizione della Visione - che la Commissione punta ad adottare nel terzo trimestre del 2026 - inviando i propri contributi entro il 24 marzo 2026.

Call for evidence on the future of the fisheries and aquaculture sector

La consultazione sul futuro delle comunità costiere

La Visione su pesca e acquacoltura dovrà essere coerente anche con la strategia per comunità costiere resilienti, che è l'oggetto della seconda call for evidence lanciata dall'Esecutivo UE in questi giorni e che Bruxelles intende adottare entro giugno 2026, al pari della parallela strategia dell'UE per le isole.

Obiettivo della comunicazione sulle comunità costiere, annunciata nel Patto europeo per gli oceani, è affrontare le sfide specifiche delle regioni costiere che, a fronte di un ricco patrimonio naturale e culturale e di un immenso potenziale di crescita collegato all'economia blu, sono anche le più esposte ai rischi legati ai cambiamenti climatici, tra innalzamento del livello del mare, eventi meteorologici estremi, erosione costiera, inondazioni, intrusione salina e impoverimento della biodiversità, compresi gli stock ittici.

La comunicazione per le comunità costiere dovrà quindi fornire un quadro strategico volto a garantire che le politiche, i fondi e gli strumenti attuali e futuri dell'UE sostengano adeguatamente gli Stati membri e le autorità regionali e locali nell'affrontare queste sfide, ma anche pressioni sociali quali la carenza di alloggi, il sovraffollamento turistico, la mancanza di servizi essenziali e problemi di connettività.

Tutti i portatori di interessi - attori pubblici e privati, compresi i residenti delle comunità costiere - sono chiamati ad esprimersi sulle aree politiche che la strategia dovrebbe privilegiare, segnalando anche quali strumenti ed iniziative dell'UE esistenti funzionano bene, o al contrario risultano insufficienti rispetto agli scopi previsti, e quali misure concrete proporrebbero per rafforzare la competitività economica, migliorare la resilienza e l'adattamento climatico e promuovere comunità inclusive e dinamiche sulle coste europee.

La scadenza per l'invio dei contributi è fissata al 23 marzo 2026.

Call for evidence on coastal communities

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