ETS2: nuova facility da 3 mld per la decarbonizzazione degli edifici e del trasporto su strada
La Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Commissione UE hanno lanciato la nuova “ETS2 Frontloading Facility”, un fondo che anticiperà ai Paesi membri 3 miliardi di euro delle aste del nuovo sistema di scambio di quote di emissione europeo (ETS2), per accelerare gli investimenti nella decarbonizzazione dei settori coperti, ovvero il trasporto su strada e gli edifici.
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Tale meccanismo di anticipazione consentirà agli Stati membri che hanno recepito l’ETS2 di accedere ai programmi di finanziamento prima dell’entrata in vigore del nuovo sistema nel 2027 e della riscossione dei relativi proventi.
“Con l’ETS2 Frontloading Facility, 3 miliardi di euro vengono messi a disposizione degli Stati membri per sostenere le famiglie a basso e medio reddito nella transizione verso l'economia pulita. L'obiettivo è accelerare l'implementazione di soluzioni che riducano le bollette energetiche e dei trasporti, come le pompe di calore e i sistemi di veicoli elettrici. Questo fa parte di un pacchetto di misure volte a garantire un'introduzione graduale dell'ETS2 e una transizione socialmente equa. E si aggiungerà al Fondo Sociale per il Clima”, ha commentato il Commissario per il clima Wopke Hoekstra.
Come funziona l’ETS 2
L'ETS2 è un nuovo sistema di scambio di quote di emissione, distinto dall'attuale sistema EU Emissions Trading System (ETS), istituito per affrontare le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carburanti in settori specifici che finora non avevano mostrato riduzioni sufficienti per gli obiettivi climatici dell'UE, aumentando l’ambizione ambientale europea.
In particolare, il nuovo sistema è stato introdotto nell’ambito della revisione della Direttiva ETS del 2023 per aiutare gli Stati membri a raggiungere i propri obiettivi di riduzione delle emissioni e conseguire la neutralità climatica entro il 2050, con un tetto massimo (cap) fissato per ridurre le emissioni del 42% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 2005).
I settori coperti dall’ETS2, in particolare, sono quello dell’edilizia, del trasporto su strada, e altri settori aggiuntivi (per lo più la piccola industria non ancora coperta dal sistema EU ETS esistente).
Come il sistema attuale, anche l’ETS2 si basa sul principio “cap and trade”, ma presenta una differenza fondamentale: per ragioni di efficienza amministrativa, la regolamentazione avviene a monte (“upstream”), per cui non sono i consumatori finali (come le famiglie) a dover gestire le quote, ma i fornitori di carburante, che sono responsabili del monitoraggio, della rendicontazione delle emissioni e della restituzione delle quote sufficienti a coprire i propri volumi. Inoltre, tutte le quote di emissione nell’ETS2 saranno messe all’asta e, per garantire la liquidità del mercato, nel 2027 verrà messo all’asta un volume di quote superiore del 30%.
Il nuovo sistema presenta anche una riserva di stabilità del mercato basata su regole precise per mitigare eccessi o carenze di offerta. Durante i primi tre anni, dunque, se il prezzo delle quote supera i 45 euro (prezzi del 2020 rettificati per l’inflazione), potranno essere rilasciate quote aggiuntive dalla riserva per frenare gli aumenti eccessivi.
Altra particolarità dell’ETS2, è l’istituzione del complementare Social Climate Fund, il fondo finanziato dai proventi delle aste ETS che mira ad attenuare l’impatto sociale ed economico sui gruppi vulnerabili (famiglie e microimprese in povertà energetica o di trasporto).
Quanto alle tempistiche, infine, il nuovo sistema ETS diventerà pienamente operativo nel 2027, con la possibilità di posticipare l’avvio al 2028 in caso di prezzi eccezionalmente alti di gas o petrolio nel 2026. Tuttavia, per garantire un’attuazione graduale, sono previste delle tappe intermedie: dal 1° gennaio 2025 le entità regolamentate hanno dovuto possedere un permesso per le emissioni GHG e un piano di monitoraggio approvato e, sempre nel 2025, è fissato l’inizio ufficiale del monitoraggio e della rendicontazione delle emissioni. Inoltre, entro il 30 aprile di ogni anno deve essere presentato un rapporto sulle emissioni dell’anno precedente. Da quest’anno, poi, i dati devono essere verificati da un auditor accreditato e, infine, entro il 31 maggio del 2028 le entità coinvolte dovranno restituire le quote equivalenti alle emissioni verificate dell’anno precedente entro il 31 maggio.
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La nuova facility per l’ETS2
In attesa della piena operatività dell’ETS2 e al fine di garantire un’introduzione graduale del nuovo sistema, la BEI e l’Esecutivo europeo hanno introdotto la nuova facility per stimolare principalmente gli investimenti in sistemi di riscaldamento e raffreddamento più puliti, riducendo così la domanda di energia nelle abitazioni e negli edifici.
In questo modo, i finanziamenti anticipati garantiranno che la transizione nei settori ETS2 sia socialmente equa ed economicamente efficiente, e sosterranno gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE.
Gli investimenti futuri andranno a diretto beneficio delle famiglie a basso e medio reddito, rendendo le soluzioni pulite più accessibili ai cittadini, in linea con gli obiettivi del Fondo sociale per il clima e dei Piani sociali per il clima nazionali.
Per approfondire: Il Piano Sociale per il Clima italiano nella Manovra 2026
Lo strumento di anticipazione ETS2, infine, sosterrà anche misure volte a incoraggiare il passaggio al trasporto pubblico e condiviso, migliorare la multimodalità ed espandere i programmi di mobilità elettrica, e contribuirà inoltre ad accelerare l'adozione di veicoli a zero emissioni, biciclette elettriche e la realizzazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento.
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