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Reti ultraveloci, PNRR: al via la consultazione sul Fondo Nazionale Connettività

 

Banda ultralarga - Photo credit: Foto di Michal Jarmoluk da PixabayFino al 18 marzo è aperta la consultazione pubblica sul Piano di intervento "Fondo Nazionale Connettività", la facility da oltre 733 milioni di euro istituita nell'ambito della sesta revisione del PNRR (M1C2I.7) per completare la copertura in banda ultra larga del territorio nazionale.

Approvazione definitiva della sesta revisione PNRR

Il lancio della consultazione pubblica sul Piano di intervento "Fondo Nazionale Connettività" segue l'accordo attuativo tra il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei ministri e Invitalia S.p.A, siglato il 4 febbraio 2026. L'intesa ha definito il perimetro di operatività dello strumento finanziario che sosterrà nuovi investimenti nelle reti a banda ultra larga fino al 2029, in coerenza con la Strategia Italiana per la Banda Ultra Larga 2023-2026.

Cos'è il Fondo Nazionale Connettività 

Il Fondo Nazionale Connettività (FNC), corrispondente all'Investimento 7 della Missione 1, Componente 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), opererà come una misura a “facility”, uno strumento finanziario che permetterà di stimolare gli investimenti privati e facilitare l’accesso ai finanziamenti nel settore delle telecomunicazioni.

Il Fondo funzionerà come un regime di sovvenzioni destinate direttamente agli operatori privati per colmare il divario di fattibilità economica delle opere, richiedendo un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo dei progetti. Le risorse complessive ammontano a 733.402.818 euro, comprensive degli oneri di gestione (pari al massimo al 3%).

L'architettura istituzionale dello strumento si fonda su una precisa ripartizione di competenze tra i diversi attori coinvolti, garantendo una gestione coordinata dell'intero ciclo di vita dell'investimento. Il Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei Ministri agisce in qualità di Amministrazione centrale titolare della misura, mentre a Invitalia S.p.A., nel ruolo di Implementing Partner, è affidata la gestione operativa e amministrativa del Fondo, dalla fase di pianificazione e affidamento delle gare fino alle attività di monitoraggio, verifica e gestione dei flussi finanziari. Il supporto tecnico per la mappatura delle infrastrutture di rete esistenti e dei piani di investimento privati è stato invece fornito da Infratel Italia S.p.A.

Sotto il profilo normativo, la misura trova la sua base giuridica primaria nell’articolo 1, commi 739-740, della Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199). L'intervento è inoltre strutturato in piena conformità con le disposizioni del D.lgs. 184/2025, ovvero il nuovo "Codice degli Incentivi", che disciplina le modalità di erogazione e gestione delle agevolazioni pubbliche a favore delle imprese.

PNRR, i dettagli tecnici del Piano FNC

Il Piano di intervento "Fondo Nazionale Connettività" (FNC) stabilisce parametri tecnici rigorosi per garantire il salto di qualità e il raggiungimento dei target europei della Gigabit Society e del Digital Decade entro il 2030. L’intervento è mirato esclusivamente alle unità immobiliari che, sulla base della mappatura, risultano prive di una copertura in grado di superare i 300 Mbit/s in download.

I requisiti prestazionali richiesti per le nuove reti includono:

  • velocità attesa in download: almeno 1 Gbit/s nelle ore di picco;
  • velocità attesa in upload: almeno 200 Mbit/s nelle ore di picco;
  • neutralità tecnologica: l'intervento non impone una tecnologia specifica, purché siano rispettate le soglie di velocità e affidabilità;
  • assenza di limiti: le connessioni devono essere fornite senza limiti al volume di traffico per l'utente finale.

In linea con il regime di aiuto di Stato SA.63170 (2021/N) - RRF - Italy - Plan 1 Gbps già approvato dalla Commissione Europea, il Piano FNC adotta il modello di intervento cosiddetto "a incentivo" o "gap funding". Tale approccio prevede la selezione di operatori, in forma individuale o associata, che realizzeranno le infrastrutture di rete mantenendone la proprietà una volta completate.

Per garantire l'efficienza della spesa pubblica e minimizzare l'impatto dei cantieri, gli aggiudicatari sono tenuti a riutilizzare le infrastrutture esistenti idonee. A tutela della concorrenza e per evitare fenomeni di sovra-compensazione, è inoltre stabilito un rigoroso meccanismo di clawback (recupero). Questo sistema prevede un monitoraggio finanziario annuale degli eventuali extra-profitti derivanti dalla gestione delle reti sovvenzionate, con un periodo di osservazione che si estende per 10 anni a partire dal completamento di tutte le opere.

L'attività di mappatura, affidata dal Governo a Infratel Italia S.p.A., ha permesso di delineare un raggio d'azione estremamente puntuale, focalizzato esclusivamente sui civici che non risulteranno raggiunti da investimenti privati entro il 2030. In esito a questo complesso monitoraggio, che ha integrato i dati sulle reti fisse e quelli relativi ai civici non collegabili del precedente piano "Italia a 1 Giga", sono stati identificati complessivamente 1.814.121 civici ammissibili al finanziamento pubblico sull'intero territorio nazionale.

Analizzando la distribuzione geografica degli interventi, emerge una concentrazione significativa in alcune aree specifiche: la Toscana guida la classifica con 266.269 civici coinvolti, seguita dall'Emilia-Romagna con 211.633. Rilevanti anche i volumi previsti in Veneto, dove i civici ammissibili sono 186.257, e nel Lazio, che conta 169.584 indirizzi inclusi nel piano di connettività.

A proposito di tempi tecnici, il completamento di tutti gli interventi è fissato tassativamente entro il 31 dicembre 2030, in linea con i traguardi M1C2-30 e M1C2-31 del PNRR.

Consultazione pubblica sul Piano Fondo Nazionale Connettività

Con una consultazione pubblicata ad hoc, il Governo richiede il feedback degli operatori di mercato su punti critici del Piano d'intervento "Fondo Nazionale Connettività" che definiranno i successivi bandi di gara. I principali quesiti riguardano:

  • dimensionamento dei lotti: definizione del numero e della grandezza geografica dei lotti di gara per favorire la concorrenza;
  • penali e cronoprogramma: meccanismi per garantire il rispetto dei tempi di realizzazione, inclusa la quantificazione delle sanzioni per i ritardi;
  • accesso wholesale: individuazione di prodotti attivi e passivi aggiuntivi (oltre a quelli previsti dalla delibera AGCom 406/21 CONS) da rendere disponibili a condizioni eque e non discriminatorie;
  • incentivi: meccanismi premiali per assicurare l'integrale utilizzo delle risorse del Fondo.

Il periodo di consultazione del Piano FNC è di trenta giorni: dal 16 febbraio al 18 marzo 2026. Gli interessati potranno inviare commenti e osservazioni al seguente indirizzo PEC: consultazionepianofnc@postacert.invitalia.it.

I contributi raccolti saranno analizzati da Invitalia e dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Successivamente, gli esiti potranno contribuire alla definizione del bando pubblico con cui verranno assegnati i contributi del Fondo agli operatori selezionati.

Per saperne: Consultazione pubblica sul Piano "Fondo Connettività Nazionale"

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