Polizze catastrofali: il punto dell’ANCE
L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE) ha diffuso un documento destinato agli associati dove propone alcune osservazioni sul regolamento, pubblicato lo scorso 28 febbraio in Gazzetta ufficiale, relativo alle polizze catastrofali obbligatorie da stipulare entro il 31 marzo 2025.
SACE: perché l’obbligo di polizze catastrofali è un’opportunità per le imprese italiane
Nel testo, che contiene un’analisi sugli aspetti operativi legati al nuovo obbligo di stipula delle polizze catastrofali, l’ANCE propone anche una stima sul valore medio nazionale del premio relativo a questo tipo di polizze - ossia l’importo che l’assicurato deve pagare all’assicuratore come corrispettivo del contratto di assicurazione - che dovrebbe collocarsi in un intervallo compreso tra il 2 e il 4 per mille. Un calcolo basato su “informazioni informali”, sottolinea l'Associazione.
In generale, ricorda l’Associazione nel documento, la misura relativa all’obbligo di stipulare le polizze catastrofali per le imprese di assicurazione ha un duplice obiettivo: “da un lato, ridurre probabilmente il peso economico delle calamità naturali sul bilancio statale; dall’altro, consentire alle imprese di ottenere indennizzi in tempi più rapidi”. Due azioni che si rendono sempre più necessarie in un contesto in cui, secondo i dati del report 2025 “Climate and catastrophe insight” di Aon, il divario di copertura dei danni legati a catastrofi naturali si è attestato al 60% a livello globale nel 2024.
Polizze catastrofali: premi più alti per le zone ad alto rischio
A proposito dei premi assicurativi, il regolamento sulle polizze catastrofali pubblicato in Gazzetta lo scorso 28 febbraio chiarisce i criteri per determinarli, che saranno calcolati in base al livello di rischio. Tra i fattori considerati figurano l’ubicazione geografica, la vulnerabilità degli immobili, i dati storici sugli eventi calamitosi, le mappe di rischio e modelli predittivi capaci di stimare l’evoluzione della pericolosità e dell’esposizione dei beni assicurati.
Proprio in virtù di queste variabili, precisa l’ANCE, “è facilmente prevedibile che nelle zone caratterizzate da maggiore rischiosità, il premio possa collocarsi al di sopra dell’intervallo di prezzo tra il 2 e il 4 per mille”.
Regolamento polizze catastrofali: per l’ANCE occorre più chiarezza
Nel documento l’associazione lamenta alcuni passaggi poco chiari del regolamento sulle polizze catastrofali.
In primo luogo, il divieto di assicurazione dei “beni immobili che risultino gravati da abuso edilizio o costruiti in carenza delle autorizzazioni previste ovvero gravati da abuso sorto successivamente alla data di costruzione”, secondo l’ANCE “appare estremamente generico in quanto sembrerebbe includere anche i casi di abusi che potrebbero essere sanati secondo la normativa vigente”. Ciò potrebbe comportare che un'impresa non sia a conoscenza dello stato di conformità dell'immobile e, di conseguenza, si renda necessaria una verifica di legittimità sullo stesso prima di poter sottoscrivere la polizza assicurativa. “Durante questo periodo di verifica, tuttavia, l'immobile rischierebbe di rimanere privo di copertura assicurativa, esponendo il proprietario a potenziali rischi non tutelati”, evidenzia l’Associazione.
A poter scatenare ragionevoli dubbi vi è anche la locuzione che recita “non sono coperti i danni in conseguenza diretta del comportamento attivo dell’uomo o i danni a terzi provocati dai beni assicurati a seguito di eventi”. Anche se si tratta di una locuzione “probabilmente tipica del gergo assicurativo”, scrive l’ANCE, la frase “può far sorgere dubbi su cosa sia effettivamente escluso dalla copertura prestandosi a possibili incomprensioni in caso di sinistro”.
Un’altra questione riportata nel documento dall’ANCE riguarda invece una carenza più che un’imprecisione. Nel regolamento, infatti, tra i danni afferenti alla definizione di “alluvione, esondazioni e inondazioni” - per i quali sono previsti gli indennizzi - non si includono anche quei fenomeni meteorologici, caratterizzati da precipitazioni estremamente intense in un breve lasso di tempo, noti come “bombe d’acqua”.
ANCE: il nodo dell’accesso ai fondi pubblici per coprire i danni
Un ulteriore punto critico evidenziato nel documento dall’Associazione riguarda l’accesso a eventuali fondi pubblici per la copertura dei danni.
Il regolamento sulle polizze catastrofali appena pubblicato, infatti, prevede che per le imprese soggette all’obbligo di assicurazione, “l’inadempimento sia valutato ai fini dell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche”. Tuttavia, sottolinea l’ANCE, l’espressione “sia valutato” potrebbe non implicare delle conseguenze dirette in caso di mancato rispetto dell’obbligo assicurativo, aprendo a diverse interpretazioni sul necessario collegamento tra la presenza dell’assicurazione e l’accesso ai “fondi pubblici”.
Inoltre, non è ancora chiaro se per accedere a sovvenzioni pubbliche in futuro, sarà sufficiente che l’impresa abbia una copertura assicurativa al momento della domanda o se l’ente pubblico coinvolto verificherà la situazione assicurativa dell’impresa retroattivamente fino al 31 marzo 2025, negando l’agevolazione se la polizza è stata stipulata dopo tale data. Secondo l’Associazione dei costruttori edili, l’interpretazione più plausibile dal punto di vista giuridico è che sia sufficiente essere assicurati al momento della domanda.
In generale, conclude l’ANCE, la mancanza di risposte certe su questo tema rende difficile per le aziende pianificare adeguatamente la gestione del rischio.
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