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Fondi europei: aggiornato il PN Cultura 2021-2027

 

PN Cultura 2021-27 - Foto di Luc da PexelsCon l’ultimo aggiornamento approvato dalla Commissione UE il Programma Nazionale (PN) Cultura 2021-2027 si arricchisce da un lato di due nuove priorità - dedicate all’efficientamento delle risorse idriche e alla mobilità elettrica - dall'altro la dotazione complessiva si riduce di 10 milioni di euro a valere sul cofinanziamento nazionale.

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Come il precedente PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, il nuovo PN intende valorizzare e salvaguardare il patrimonio culturale delle Regioni del Mezzogiorno: BasilicataCalabriaCampania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

All'inizio di marzo la Commissione europea ha approvato - nel contesto del riesame intermedio - la versione aggiornata del PN Cultura 2021-2027, che introduce una serie di novità.

Prima di entrare nel merito dei bandi nazionali finanziati dal Programma, vediamo cosa prevede la versione PN Cultura 2021-2027 aggiornata a marzo 2026.

Cosa prevede il PN Cultura 2021-2027 

Novità: PN Cultura 2021-2027, aggiunte due nuove priorità 

In esecuzione del Regolamento (UE) 2025/1914, la versione aggiornata del PN Cultura 2021-2027 accoglie due nuove priorità strategiche dedicate agli investimenti nell'ambito dell’Obiettivo di Policy 2 – Un’Europa più verde: la “Priorità 2B - Uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica” e la “Priorità 2C. Infrastrutture e servizi per la mobilità elettrica”.

La Priorità 2B contribuisce all’obiettivo specifico 5, relativo alla gestione sostenibile delle risorse idriche, con l’Azione 2.5.1 - Efficientamento della gestione delle risorse idriche nei parchi e giardini storici. Le risorse stanziate ammontano a 42,8 milioni di euro.

Con un budget di 14,2 milioni di euro, la Priorità 2C contribuisce all’obiettivo specifico RSO2.12, relativo alla realizzazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici nelle aree di pertinenza dei luoghi della cultura, con l’Azione 2.12.1 - Realizzazione di infrastrutture di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica.

Grazie a queste nuove priorità il PN Cultura 2021-2027 contribuirà: a soddisfare i fabbisogni di efficientamento nell’uso delle risorse idriche in un’importante componente del patrimonio culturale, come i giardini e i parchi storici; agli obiettivi di decarbonizzazione, ampliando l’offerta di servizi nei luoghi della cultura mediante il potenziamento delle infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici destinate ai visitatori e ad altri potenziali utenti.

Inoltre, per gli interventi relativi alle Priorità 2B e 2C sono stati estesi termini di ammissibilità delle spese al 31 dicembre 2030 e ed è stato incrementato il tasso di cofinanziamento FESR al 70%.

Con la revisione del PN Cultura 21-27, la dotazione finanziaria iniziale pari a 648,3 milioni di euro (389 milioni di fondi europei, 259,3 milioni di cofinanziamento nazionale) viene ridotta a 638,8 milioni di euro, di cui 389 milioni a valere sui fondi europei e 249,8 milioni di cofinanziamento nazionale.

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Come funziona il PN Cultura 2021-27? 

Considerando gli effetti del Covid-19 e la crisi climatica che hanno accentuato le disparità sociale e i divari territoriali, il PN Cultura persegue le finalità di coesione europea e nazionale, attraverso il miglioramento della capacità attrattiva, dell’accessibilità e della sicurezza dell’infrastruttura culturale delle Regioni in ritardo di sviluppo.

In questo contesto, il PN raccoglie alcune delle più significative sfide che caratterizzeranno l’evoluzione sociale, economica e territoriale del nostro Paese nel corso degli anni ’20 come:

  • la riduzione degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e la transizione verso un’economia a basso tenore di carbonio;
  • la riduzione delle crescenti diseguaglianze sociali;
  • la riduzione dei divari territoriali all’interno del Paese attraverso una più uniforme offerta di servizi essenziali ai cittadini;
  • l’incremento di competitività e capacità di innovazione delle imprese e della pubblica amministrazione;
  • l’efficace e tempestivo impiego dell’insieme delle risorse finanziate comunitarie destinate al nostro Paese, ed in particolare alle regioni in ritardo di sviluppo. 

Nel dettaglio, il programma nazionale Cultura 2021-27 si articola su tre Assi. Il primo mira a "valorizzare le opportunità offerte dall’economia digitale nel contesto della gestione dei luoghi della cultura e delle attività culturali e promuovere l’innovazione dei processi e dei prodotti delle imprese che operano nei settori della cultura".

Il secondo Asse ha lo scopo di "sostenere interventi di efficientamento energetico e di riduzione dei rischi naturali nei luoghi della cultura (musei, aree archeologiche, biblioteche, archivi, ecc.), nonché misure per aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici".

Infine, il terzo Asse è finalizzato ad "ampliare e migliorare l’accesso alla cultura a beneficio di gruppi sociali che attualmente ne sono esclusi e garantire una più ampia inclusione sociale attraverso la pratica e la partecipazione culturale".

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I bandi per la digitalizzazione della cultura 

Nel corso dell’ultimo decennio, il settore delle imprese culturali e creative italiane ha registrato tendenze negative sia per quanto riguarda il numero di imprese (ridottosi dell’1,1% in media annua tra il 2010 e il 2019), sia per quanto riguarda il numero degli addetti (-2,1% in media annua tra il 2010 e il 2019).

In base a questi dati, quindi, sono due i principali ambiti nei quali il ruolo del MiC appare indispensabile. Il primo è relativo alla realizzazione, presso un insieme selezionato di siti minori localizzati nel Mezzogiorno, di un progetto sperimentale destinato alla creazione di una rete digitale capace di intercettare i flussi generati dalle biglietterie elettroniche e da altri servizi diretti o in concessione. Obiettivo: massimizzare l’efficienza del servizio a livello locale e regionale e ottenere dati ed informazioni per l’analisi e la profilazione dei fruitori dei luoghi della cultura nel Sud Italia.

La seconda azione, invece, mira a potenziare la crescita economica di PMI e soggetti del Terzo Settore che producono e diffondono contenuti culturali, attraverso il sostegno a progetti, prodotti e iniziative di filiera in diversi settori culturali (ad es., audiovisivo, musica, performing arts, patrimonio culturale, ecc.).

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I bandi per l'efficientamento energetico dei beni culturali 

Il Programma prevede una serie di azioni per mitigare il cambiamento climatico intervenendo sulle prestazioni energetiche di edifici e strutture dei luoghi della cultura statali. In questa prospettiva, sono previsti investimenti finalizzati sia alla ristrutturazione edilizia che alla dotazione impiantistica ed all’installazione di strutture e dispositivi che consentano l’uso di fonti rinnovabili.

Un'altra importante priorità è quella di innalzare il livello di sicurezza e resilienza da rischi connessi a eventi naturali di musei, archivi e altri beni mobili coinvolti negli eventi calamitosi, in particolare sismici. Grazie a questi interventi, verranno messi a punto dei processi complessi (diagnosi, progettazione, monitoraggio), basati su modelli e tecnologie standard, replicabili in altri territori.

Tra le azioni c'è anche la realizzazione di interventi 'esemplari' quali i cantieri pilota in complessi monumentali di particolare rilevanza storico-artistica dove promuovere azioni per la riqualificazione energetica e la prevenzione e messa in sicurezza dai rischi naturali.

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I bandi per l'inclusione sociale 

Consapevole del ruolo che la cultura può svolgere nel quadro delle politiche di coesione e di riduzione dei divari territoriali per la promozione di processi di inclusione sociale, il PN intende:

  • mettere in campo un’estesa azione di trasformazione del ruolo dei luoghi della cultura statali del Mezzogiorno per renderli sempre più integrati nella vita delle comunità e in grado di far fronte direttamente al fabbisogno di spazi e servizi a finalità di inclusione e innovazione sociale per la collettività;
  • realizzare nei diversi contesti territoriali e a beneficio di specifiche fasce della popolazione una serie di iniziative di carattere sperimentale nella prospettiva di delineare nuove policy e/o consolidare azioni in essere tese a favorire processi allargati di partecipazione e produzione culturale e artistica.

Le altre azioni strategiche 

Tra gli interventi finanziati dal Programma nazionale Cultura 21-27 rientrano anche alcune operazioni pianificate di importanza strategica, calendarizzate per un arco temporale che va dal 2023 al 2029.

Il primo di questi interventi è finalizzato alla creazione di una infrastruttura digitale comune, mentre il secondo ambito riguarda l'attuazione di circa 10 cantieri pilota in cui realizzare interventi esemplari in complessi monumentali di rilevanza storico-artistica. 

L'ultimo asse, infine, è dedicato agli interventi di rivitalizzazione e rifunzionalizzazione dei luoghi della cultura statali per l’ampliamento della partecipazione culturale. L'azione ha disposizione 100 milioni di euro e si articolerà in tre step: individuazione dei luoghi di cultura oggetto di intervento, manifestazioni di interesse da parte dei luoghi individuati rivolte a soggetti locali e consegna dei cantieri. 

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Sinergie con altri programmi 

Il PN Cultura 2021-27, gestito dal Ministero della Cultura (MiC), prevede anche delle sinergie e delle azioni complementari con altri Programmi, con lo scopo di evitare interventi doppione e ottimizzare le risorse a disposizione.

E' prevista l'attivazione di una strategia integrata con il cluster dedicato alla cultura del PNRR che, per entità delle risorse finanziarie coinvolte e per l’ampiezza degli ambiti di programmazione interessati che impegnano in uno sforzo congiunto tutti i livelli istituzionali, costituisce in questo periodo di programmazione il prioritario riferimento strategico. 

Nel dettaglio, i due programmi condividono tre importanti sfide:

  • far emergere il potenziale del settore culturale per la transizione verde e il Green Deal europeo;
  • massimizzare il contributo del settore culturale alla riduzione delle crescenti diseguaglianze sociali e dei divari territoriali;
  • valorizzare il potenziale della cultura per la costruzione di economie creative e sostenibili.

Inoltre, il PN ha un ruolo di orientamento e di supporto delle politiche regionali e locali, stimolando la messa a terra di progetti-pilota e interventi a forte contenuto innovativo.

Cosa c'è nel PNRR per la cultura

Il testo del PN Cultura 2021-27 

La versione aggiornata del PN Cultura 2021-2027 è stata approvata con decisione della Commissione europea C(2026)1415 del 4 marzo 2026 nel contesto del riesame intermedio.

Consulta il PN Cultura 2021-2027

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