Transizione 5.0, prenotazioni a 3,4 miliardi. Urso al lavoro per cercare risorse
Intervenendo ieri alla Camera, il ministro delle imprese e del made in Italy (MIMIT), Adolfo Urso, ha comunicato che, al 12 novembre, i crediti d'imposta 5.0 richiesti dalle imprese superano i 3,4 miliardi, confermando che il governo è al lavoro per trovare risorse aggiuntive.
Transizione 5.0, risorse esaurite: che succede alle nuove domande?
Durante il question time, però, il ministro Urso ha anche fornito una ricostruzione dell’empasse in cui si è trovata Transizione 5.0 che di fatto riversa sulle associazioni industriali la responsabilità delle stime errate sul tiraggio della misura.
Adesso i riflettori sono puntati sul tavolo al MIMIT del 18 novembre, dove il governo incontrerà le rappresentanze delle imprese, in primis Confindustria che in questi giorni, per bocca del presidente Emanuele Orsini, ha chiesto a gran voce risorse aggiuntive per assicurare la piena funzionalità della misura fino al 31 dicembre.
La partita si intreccia con la Manovra 2026, nella quale sono stati stanziati 4 miliardi di euro per l'iperammortamento nel 2026, una misura apprezzata da Confindustria che però ha chiesto di assicurare all’incentivo una prospettiva almeno triennale, in continuità con le agevolazioni attuali. Una richiesta che sembrerebbe essere stata colta dal governo, come confermato anche da Urso che, durante il question time di ieri, ha dichiarato: “siamo impegnati, con il ministro Giorgetti, ad assicurarne la proroga (dell’iperammortamento, ndr) anche nel successivo biennio così da consentire alle imprese di programmare gli investimenti in un periodo più esteso”.
Transizione 5.0 esaurimento risorse: cosa è successo
Con la sesta revisione PNRR - su cui è arrivato ora il primo via libera dalla Commissione europea - il Piano Transizione 5.0 è stato ridimensionato passando da 6,3 a 2,5 miliardi di euro, a causa della lentezza iniziale nell'attuazione della misura.
Secondo quanto detto da Urso ieri alla Camera, il decurtamento di Transizione 5.0 nasce dalla richiesta di giugno della Commissione europea agli Stati membri di modificare i PNRR per assicurarne la piena realizzazione. “In questo contesto, a fronte delle stime che le associazioni industriali ci facevano di una misura che non avrebbe tirato più di 2 miliardi, ripetutamente detto in ogni occasione”, ha spiegato Urso, “con il ministro Foti, il Governo ha preso la decisione di ridurre a 2,5 miliardi il piano Transizione 5.0”.
Le stime errate sul tiraggio della misura sarebbero quindi state avanzate dalle associazioni delle imprese e non dai tecnici del MIMIT.
Al di là delle responsabilità, il 7 novembre è arrivata la doccia fredda. Con il decreto del 6 novembre 2025, infatti, il MIMIT ha comunicato l’esaurimento dei 2,5 miliardi di euro per Transizione 5.0 e l’entrata del Piano in una nuova fase, in cui le imprese possono continuare ad inviare le comunicazioni di accesso all’incentivo ricevendo però - almeno allo stato attuale - una ricevuta di indisponibilità delle risorse da parte del GSE. Solo in caso di nuova disponibilità di risorse, il Gestore dei servizi energetici ne darà comunicazione all’impresa secondo l’ordine cronologico di trasmissione.
Su questo fronte, Urso ha provato però a rassicurare le imprese. Illustrando il funzionamento della lista di attesa, infatti, il ministro ha spiegato che le richieste delle imprese che hanno presentato i progetti potrebbero essere esaurite “ove fossimo in condizione - e io sono convinto che lo saremo - di trovare risorse aggiuntive per soddisfare tutti, affinchè nessuna impresa resti indietro”.
Transizione 5.0: tavolo al MIMIT il 18 novembre
La risposta del MIMIT potrebbe arrivare martedì prossimo, 18 novembre, giorno nel quale si svolgerà un tavolo con le principali associazioni nazionali d’impresa per un confronto su Transizione 5.0 alla luce dell’esaurimento delle risorse disponibili.
Oltre al ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, all’incontro sarà presente anche quello per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
Durante questa settimana i due ministri dovrebbero, dunque, essere impegnati a trovare una soluzione. Si tratta, però, di una operazione non facile in virtù degli stretti spazi di manovra che caratterizzano il bilancio statale, come emerge anche dalle attuali dimensioni della Legge di bilancio 2026, a cui fanno da contraltare i numeri costantemente in crescita su Transizione 5.0.
Al 12 novembre, infatti, Urso ha comunicato che i crediti Transizione 5.0 prenotati ammontano a oltre 3,4 miliardi di euro a fronte di 13,852 progetti presentati: “un risultato ben superiore alle aspettative e alle stime che venivano fornite dalle associazioni industriali” ha commentato il ministro, che parla di un successo per Transizione 5.0, certificato anche dal fatto che ad esaurirsi per prima è stata 5.0 e non 4.0, a conferma che le imprese hanno preferito la misura PNRR.
Per appronfondire: Credito d'imposta Transizione 4.0: risorse esaurite
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