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Fisco: come usare il credito d’imposta Transizione 5.0 in compensazione

 

Foto di Pixabay da PexelsL’Agenzia delle entrate ha pubblicato una nuova risoluzione che chiarisce come gestire il credito d’imposta Transizione 5.0 non utilizzato entro il 31 dicembre 2025.

Le novità su Transizione 5.0 previste dal DL 175/2025

In linea con quanto previsto dal DL 19/2024 che ha varato operativamente il Piano Transizione 5.0, infatti, la risoluzione n. 1 del 12 gennaio 2026 dell’Agenzia delle entrate fornisce indicazioni pratiche per la gestione del credito residuo, con l’obiettivo ultimo di ridurre il rischio di errori e facilitare la fruizione del beneficio fiscale in modo ordinato e conforme alle regole.

Come si fruisce del credito d’imposta 5.0

La nuova risoluzione del Fisco sul Piano 5.0 prende le mosse da quanto disposto dal comma 13 dell’articolo 38 del DL 19/2024 che ha individuato le modalità di utilizzo del credito d’imposta Transizione 5.0.

La norma ha stabilito anzitutto che il tax credit 5.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione con modello F24, decorsi cinque giorni dalla regolare trasmissione - da parte di GSE all’Agenzia delle Entrate - dell’elenco di imprese beneficiarie entro la data del 31 dicembre 2025. 

Per quanto concerne, invece, l'ammontare non ancora utilizzato al 31 dicembre 2025, il DL 19/2024 ha stabilito che il tax credit è riportato in avanti ed è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo.

Ciò che è importante sottolineare è che l’ammontare del credito d'imposta utilizzato in compensazione non ecceda l’importo concesso dal Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMIT), pena lo scarto dell’operazione di versamento.

La risoluzione n. 1/2026 dell’Agenzia delle entrate

In tale contesto, con la risoluzione n. 1 del 12 gennaio 2025 l’Agenzia delle entrate chiarisce come gestire il credito d’imposta Transizione 5.0 non utilizzato entro il 31 dicembre 2025, specificando che la somma residua viene automaticamente ripartita in cinque quote annuali di pari importo, riferite agli anni dal 2026 al 2030.

Le cinque quote annuali sono visibili all’interno del cassetto fiscale dell’impresa, dove è possibile controllare l’importo complessivo residuo, la quota spettante per ciascun anno e l’esatta annualità di utilizzo. Si tratta - spiegano dall’Agenzia - di un sistema capace di ridurre il rischio di errori nella fase di compensazione.

Dal punto di vista operativo, per utilizzare ciascuna quota annuale, l’impresa deve presentare il modello F24, riportando al suo interno - nel formato “AAAA” - l’anno di riferimento della quota utilizzabile e indicando il codice tributo 7072 (istituito con la risoluzione n. 63/2024). 

Al fine di garantire un utilizzo corretto del credito d’imposta, in caso di errori o qualora siano riportati importi eccedenti, il modello viene scartato e la comunicazione dello scarto è resa disponibile tramite ricevuta consultabile tramite i servizi telematici. 

Infine dall’Agenzia chiariscono che, “una volta effettuata la ripartizione in cinque quote annuali, il plafond relativo agli anni 2024 e 2025 viene ridotto dell’importo ripartito. Di conseguenza, il credito residuo al 31 dicembre 2025 risulta pari a zero, poiché l’intero ammontare non utilizzato viene redistribuito sulle annualità dal 2026 al 2030”.

Per maggiori informazioni, consulta la risoluzione n. 1 del 12 gennaio 2025 dell’Agenzia delle entrate

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