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Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord: al via il conto vincolato per anticipare i contributi

 

Foto di Vitaly Gariev su UnsplashGrazie alla convenzione tra il Ministero del Lavoro, Invitalia e l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) arriva un ulteriore supporto per i beneficiari delle misure Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord attraverso l'attivazione del conto corrente vincolato, necessario per l’erogazione del contributo a fronte di fatture non pagate.

Guida al decreto Coesione

In questo modo, si agevola l'accesso a due importanti strumenti complementari introdotti dal decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 95/2025) per promuovere l’avvio di iniziative economiche in forma di lavoro autonomo, libera professione e attività d’impresa in Italia: Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord

La possibilità di attivare il conto corrente vincolato rappresenta una svolta operativa per i neo-imprenditori, spesso frenati dalla carenza di liquidità necessaria ad anticipare le spese d'investimento. Questo strumento, infatti, permette di ottenere l'erogazione di voucher e contributi pubblici a fronte di fatture non ancora quietanzate (cioè non ancora pagate), garantendo al contempo ai fornitori il saldo delle spettanze in tempi certi attraverso il trasferimento diretto delle risorse gestito dall'istituto di credito su input di Invitalia.

Convenzione MLPS-Invitalia-ABI per conto corrente vincolato

La Convenzione sottoscritta tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Invitalia e l'Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha l'obiettivo di regolamentare il funzionamento del conto corrente vincolato.

Identificato nella sua intestazione dal riferimento al DL 60/2024, su questo strumento devono transitare, in modo esclusivo e tracciabile, tutte le risorse in entrata e in uscita destinate alla realizzazione del progetto imprenditoriale.

Sotto il profilo tecnico, il conto corrente vincolato non segue le logiche di un normale conto commerciale, ma è configurato come un contenitore protetto e dedicato esclusivamente al progetto d'impresa. La Convenzione stabilisce infatti che il conto sia movimentabile solo tramite strumenti tracciabili, quali bonifici bancari, Sepa Credit Transfer o ricevute bancarie (RI.BA.). Per garantire l'integrità dei fondi pubblici, sono invece tassativamente esclusi l'uso di assegni, l'emissione di carte di credito o debito e l'operatività tramite home banking o phone banking per scopi diversi dai pagamenti autorizzati. Le spese di tenuta conto sono quelle ordinarie applicate dalla banca, ferma restando la facoltà dell'istituto di applicare condizioni migliorative.

Quanto a trasparenza e sicurezza, gli istituti di credito applicano i medesimi standard di controllo previsti per i conti ordinari, inclusa la normativa antiriciclaggio. Inoltre, in base alla Convenzione, la banca è tenuta a comunicare tempestivamente a Invitalia eventuali pignoramenti o sequestri giudiziali che dovessero colpire il conto.

Un aspetto fondamentale riguarda la gestione dei fondi residui al termine del progetto. Se al completamento dell'investimento dovessero rimanere delle somme sul conto (eccedenti rispetto alle spese effettivamente sostenute), l'imprenditore può richiederne la restituzione. Tuttavia, per sbloccare questi fondi, la banca dovrà prima acquisire un'apposita comunicazione ufficiale da parte di Invitalia, che attesti la regolare conclusione di tutte le procedure amministrative e la corretta rendicontazione delle spese previste dal piano d'impresa. Allo stesso modo, è prevista una clausola di salvaguardia per gli errori materiali: qualora il beneficiario versi per sbaglio somme in eccesso rispetto alla quota di "mezzi propri" necessaria per un singolo SAL, potrà chiederne la restituzione immediata previa acquisizione del nulla-osta di Invitalia.

Conto corrente vincolato: procedure e scadenze

Punto di forza della procedura è la flessibilità temporale, dato che i neo-imprenditori possono aprire il conto in via anticipata, ovvero prima ancora di aver presentato la domanda ufficiale. Si tratta di una scelta lungimirante, poiché l'apertura precoce - unitamente all'eventuale versamento di risorse proprie per il cofinanziamento - permette di ottenere un punteggio premiale che può risultare decisivo nella fase di valutazione del progetto da parte di Invitalia.

Una volta ottenuta la concessione delle agevolazioni, il beneficiario ha 30 giorni di tempo per formalizzare la domiciliazione presso la banca scelta e darne comunicazione a Invitalia. È fondamentale ricordare che il conto non potrà subire modificazioni (come il cambio di intestazione o chiusura) senza il preventivo consenso dell'Agenzia.

Una volta operativo, il meccanismo si basa su un mandato irrevocabile sottoscritto dal beneficiario. Grazie a questo accordo, la banca è autorizzata a procedere automaticamente al saldo delle fatture non appena riceve l'accredito dei fondi da parte di Invitalia. La rapidità è garantita da tempi certi poiché l'istituto di credito è tenuto a disporre il bonifico a favore dei fornitori entro soli 3 giorni lavorativi dal ricevimento del nulla-osta e della quota di incentivo. Nel caso di acquisti in valuta estera, l'imprenditore dovrà farsi carico di eventuali differenze di costo legate alle fluttuazioni dei cambi.

Per supportare ulteriormente l'impresa, la banca può intervenire attivamente concedendo un finanziamento per coprire quella parte di spese che resterebbe a carico del beneficiario come "mezzi propri", rendendo così l'intero iter d'investimento più fluido e immediato. In questo caso, l'erogazione del finanziamento deve avvenire entro il quinto giorno lavorativo successivo al nulla-osta di Invitalia. Resta ferma l'autonomia decisionale della banca, che valuterà il merito creditizio secondo principi di sana e prudente gestione, potendo richiedere garanzie pubbliche (nei limiti del "de minimis") o private. È importante notare che non rientra tra le responsabilità della banca verificare la veridicità dei documenti di spesa, compito che resta in capo a Invitalia.

Consulta la Convenzione MLPS-Invitalia-ABI

Le banche convenzionate: una rete capillare in Italia 

Per assicurare la massima operatività delle misure Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord su tutto il territorio nazionale, l'elenco degli istituti di credito che hanno sottoscritto la Convenzione è oggetto di un aggiornamento costante. Secondo l'ultima rilevazione disponibile, datata 23 febbraio 2026, la rete vanta già l'adesione di player di primo piano nel panorama bancario italiano.

Nello specifico, hanno già reso operativo lo strumento grandi gruppi nazionali come Intesa Sanpaolo, BPER Banca, Crédit Agricole e Banca Monte dei Paschi di Siena. Accanto a questi nomi, emerge con forza il ruolo del Credito Cooperativo (BCC) e di storiche banche a vocazione territoriale, la cui capillarità è considerata strategica per il supporto alle startup locali. Tra queste si segnalano, ad esempio, il Banco di Sardegna, BdM Banca (ex Popolare di Bari), la Banca Agricola Popolare di Sicilia e una fitta rete di BCC tra cui BCC Campania Centro, BCC delle Madonie, BCC Abruzzese e BCC Mediocrati.

Per rendere l'iter burocratico il più fluido possibile e facilitare il dialogo tra i neo-imprenditori e le banche, il protocollo prevede l'individuazione di referenti dedicati e l'utilizzo di canali di comunicazione certificati. Gli indirizzi PEC specifici diventano quindi strumenti essenziali per monitorare l'avanzamento delle pratiche e accelerare i tempi di erogazione dei contributi. 

È importante ricordare che le banche hanno a disposizione 60 giorni dall'invio della propria adesione per rendere effettive le procedure e permettere l'apertura dei conti vincolati.

Consulta l'elenco completo delle banche convenzionate (aggiornato al 23.02.2026)

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