Ciclone Harry: Tajani illustra le misure per le imprese esportatrici
Si è svolta oggi, 2 febbraio, la missione del vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani, per illustrare le misure messe in campo finora per sostenere le imprese danneggiate dal Ciclone Harry in Calabria, Sardegna e Sicilia. A disposizione, gli interventi di SACE, SIMEST, ICE e CDP. Ma in conferenza stampa Tajani ha ipotizzato anche la sospensione della Bolkestein per le aziende colpite.
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Con riferimento agli strumenti di sostegno alle aziende messi in campo dopo il maltempo degli ultimi giorni in Calabria, Sardegna e Sicilia, infatti, Tajani ha spiegato la ratio dell’intervento: permettere al tessuto produttivo delle tre regioni danneggiate dal maltempo di “accedere a un insieme di finanziamenti come ristori per le imprese colpite", che finora può contare su 300 milioni di euro stanziati da SIMEST, 15 milioni previsti dall’Agenzia ICE, oltre alle misure messe in campo da SACE.
Risorse che hanno la finalità di favorire il rilancio delle imprese danneggiate, a differenza dei 100 milioni stanziati per ora dal governo e destinati invece ai primissimi interventi post-catastrofe.
Su Bruxelles, ha ricordato invece Tajani, la partita si gioca anzitutto sull’attivazione del Fondo di solidarietà - tristemente noto all’Italia, che ne è uno dei principali beneficiari, segno della fragilità del nostro territorio ad eventi calamitosi - nonchè nell'ipotesi prospettata dal vicepremier di chiedere alla Commissione una sospensione temporanea della Direttiva Bolkestein per le imprese colpite dal Ciclone Harry.
Le misure SACE, SIMEST e ICE per le imprese colpite dal Ciclone Harry
Con una quota export che aumenta in percentuale maggiore rispetto al Nord, il Sud d’Italia in questi anni hanno sta assistendo ad un incremento della capacità delle proprie imprese di esplorare e operare sui mercati internazionali, seppur in un contesto complesso e caratterizzato da una predominanza del settore energetico in alcune regioni. Ad esempio la Sicilia - spiegano dalla Farnesina - “si conferma la seconda regione del Mezzogiorno per export, con un interscambio pari a 32,9 miliardi di euro nel 2024 e un export di 13,4 miliardi”, anche se a trainare è soprattutto la raffinazione petrolifera. Situazione per alcuni aspetti simile a quella siciliana anche in Sardegna, dove nel 2024 le esportazioni sono state pari a 6,7 miliardi di euro (-0,6%), scese a 4,7 miliardi nei primi nove mesi del 2025 (-11,5%), “risentendo della volatilità dei prezzi energetici”, spiega il MAECI. Discorso diverso per la Calabria dove i numeri sono più contenuti, seppure caratterizzati da una dinamica in crescita, con valori di export pari a 931 milioni di euro nel 2024 (+5,6%) e 736 milioni nei primi nove mesi del 2025 (+9,2%), sostenuti principalmente dal settore agroalimentare.
In tale contesto, con l’obiettivo della Farnesina di raggiungere quota 700 miliardi di export italiano entro la fine della legislatura, il Ministero degli affari esteri - che coordina le politiche di internazionalizzazione delle imprese - ha messo in campo una serie di strumenti a sostegno delle imprese esportatrici, come fatto a suo tempo per le imprese toscane ed emiliane colpite dalle alluvioni del 2023.
Tajani ha infatti annunciato che da parte di SIMEST è arrivata la definizione di misure emergenziali con “un plafond dedicato di 300 milioni di euro, comprendenti contributi a fondo perduto fino al 20% per mercati strategici, indennizzi per danni e perdite di reddito e agevolazioni per investimenti in transizione digitale ed ecologica”.
Ammontano invece a 15 milioni di euro le risorse stanziate da ICE-Agenzia. In questo caso si tratta di un pacchetto di interventi, valido un anno, che prevede - per le imprese danneggiate - la partecipazione gratuita alle iniziative promozionali in Italia e all’estero, il rimborso delle quote già versate e l’accesso a strumenti digitali ed e-commerce, il tutto con procedure semplificate.
Infine, vi sono gli strumenti di SACE che ha attivato una serie di misure straordinarie di natura assicurativa e finanziaria, volte a favorire la continuità operativa, la liquidità e la stabilità finanziaria delle aziende colpite dal maltempo di gennaio 2026. Tra queste figurano anzitutto i posticipi e le proroghe sui pagamenti dei premi assicurativi in essere, consentendo alle imprese colpite di mantenere attive le polizze anche in presenza di temporanee difficoltà finanziarie. SACE ha poi prorogato gratuitamente le coperture assicurative, oltre ad aver previsto la sospensione delle azioni di recupero dei premi, al fine di garantire la continuità della protezione assicurativa e ridurre la pressione finanziaria sulle aziende nel periodo di emergenza. Infine il pacchetto comprende anche:
- Moratorie fino a 12 mesi sui finanziamenti garantiti da SACE;
- Proroghe sui pagamenti delle competenze relative alle operazioni di factoring in essere, nonché interventi a supporto della liquidità, inclusa l’anticipazione dei crediti commerciali e specifiche agevolazioni operative per le imprese del territorio.
- Servizi di valutazione e pareri preliminari gratuiti su controparti italiane ed estere, anche a favore delle imprese non clienti, per supportare nuove opportunità di business e la continuità delle relazioni commerciali.
Tutte le misure SACE saranno valide fino al 30 giugno 2026.
Tajani: sospendere la Bolkestein per i balneari colpiti dal maltempo in Calabria, Sardegna e Sicilia
Oltre ad illustrare le prime misure previste a sostegno delle imprese esportatrici colpite dal maltempo di gennaio 2026, in conferenza stampa il ministro Tajani ha parlato anche della Direttiva Bolkestein.
Il governo italiano sta iniziando a “pensare di chiedere alla Commissione europea la sospensione della Bolkestein per le aziende colpite” dal Ciclone Harry, ha infatti dichiarato il vicepremier, aggiungendo però che sul tema “servirà un confronto”, anche se si tratta di “un’ipotesi che non escludiamo”.
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