Milleproroghe 2026: come cambia il tax credit cinema produzione
Dopo la Manovra 2026, anche il DL Milleproroghe 2026 - convertito in legge con il voto finale del Senato - interviene sul tax credit cinema per le produzioni interne ed estere confermando il tetto annuale di spesa, ma con una novità: la possibilità di incrementare i fondi disponibili rispetto a quelli inizialmente stanziati.
Cosa prevede il DL Milleproroghe 2026
Con il decreto Milleproroghe 2026 il tetto annuale di spesa dei crediti d’imposta per le produzioni nazionali ed estere - introdotto dalla legge di Bilancio 2026 - diventa quindi ‘mobile’, consentendo agli operatori del settore cinematografico di contare su un possibile aumento delle risorse a disposizione per l’anno di riferimento.
Tax credit cinema produzione: stop allo splafonamento
Prima della Manovra 2026, nell’ambito del decreto di riparto annuale del Fondo per il cinema e l’audiovisivo previsto dalla legge n. 220-2026 (legge Cinema) non c’era nessuna soglia di spesa per i tax credit cinema rivolti alle imprese di produzione (articolo 15) e alle imprese di produzione italiane, operanti in Italia e con manodopera italiana, ma su commissione di produzioni estere (articolo 19).
L’assenza di un tetto di spesa ha dato origine nel corso degli anni alla pratica del cosiddetto “splafonamento”, ossia il superamento del plafond disponibile, che permetteva - fino allo scorso anno - alle aziende di fare affidamento su incentivi sempre disponibili.
Con lo splafonamento - stando ai dati riportati dal Sole24Ore - dal 2021 a settembre 2025 i crediti d’imposta autorizzati per la produzione hanno superato di circa 1,8 miliardi le risorse messe a bilancio, che ammontavano a 1,72 miliardi.
La legge di Bilancio 2026 ha messo fine a questa pratica, sollevando non poche perplessità tra le aziende che usufruiscono del credito d’imposta per portare avanti le produzioni cinematografiche.
Per approfondire: Manovra 2026: come cambia la legge Cinema
Ricordiamo infatti che il tax credit cinema è un meccanismo di incentivazione che consente alle imprese del settore cinematografico e audiovisivo di recuperare una percentuale significativa dei costi sostenuti sotto forma di credito d'imposta, utilizzabile per compensare debiti fiscali e previdenziali.
Adesso la novità introdotta dal DL Milleproroghe 2026 non cancella e non fa slittare - come alcuni speravano - il tetto di spesa, ma lo rende più flessibile. Vediamo in che modo.
Milleproroghe 2026: tax credit cinema, il tetto di spesa diventa mobile
Come anticipato, il decreto Milleproroghe 2026 aggiunge un tassello alla disciplina del credito d’imposta per le produzioni interne ed estere già modificata dalla Manovra 2026.
Se da un lato la legge di Bilancio 2026 ha introdotto l’obbligo di rispettare il limite massimo di spesa stabilito ogni anno dal decreto di riparto del Fondo Cinema e Audiovisivo, dall’altro il DL Milleproroghe 2026 prevede la possibilità, limitatamente all’anno 2026, di incrementare le risorse rispetto a quelle inizialmente stanziate.
I fondi potranno essere aumentati - nelle more della riforma del cinema e dell’audiovisivo - rispettando il limite costituito dal totale delle risorse ripartite in favore delle diverse tipologie di interventi, fiscali e non fiscali, previsti dalla legge n. 220 del 2016.
Questo significa che per il 2026 sarà possibile incrementare le risorse destinate ai tax credit produzione (interno ed estero) rispetto a quanto stabilito con il decreto di riparto annuale, andando a ridurre allo stesso tempo anche le risorse ripartite a favore delle forme di sostegno di natura non fiscale.