UE: Europa e America Latina per la produzione di biocarburanti
La Commissione Europea ha stanziato 3,73milioni di euro per sostenere il progetto DIBANET (The production of sustainable diesel-miscible-biofuels from the residues and wastes of Europe and Latin America) nell'ambito del tema "Energia" del 7° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (FP7). Il progetto, coordinato dall'università irlandese di Limerick, si avvale della collaborazione di ricercatori provenienti dall'Argetina, Brasile, Cile, Danimarca, Grecia, Ungheria e Regno Unito. Il DIBANET è finalizzato a sviluppare una nuova generazione di biocarburanti per motori diesel.Il progetto DIBANET è volto a favorire gli obiettivi strategici della politica energetica europea, definiti dalla Commissione Europea per il 2020:
- ridurre del 20% le emissioni di gas ad effetto serra;
- stabilire una quota delle energie rinnovabili del 20% sul totale del consumo energetico;
- introdurre un minimo del 10% di biocarburanti.
- la creazione di un partenariato internazionale tra esperti e ricercatori, che possa facilitare il trasferimento della conoscenza, rafforzando i legami soprattutto tra l'Europa e l'America Latina;
- la concessione di borse di studio che permettano ai ricercatori di dottorato e post dottorato di partecipare lala produzione di biocarburanti.
Il partner inglese, Bioenergy Research Group (BERG) dell'università di Aston, è responsabile della trasformazione dei residui organici dei processi di produzione di biocarburante in biocarburanti rinnovabili. L'obiettivo, ha sottolineato il professor Tony Bridgewater (coordinatore del progetto presso l'Aston University) è "creare un biocarburante sostenibile che possa essere miscelato con gasolio fossile ed essere usato nei normali motori diesel".
I partner del progetto, infatti, mirano all'impiego di residui che non necessitano di terreni appositi per la coltivazione, affinchè si possano evitare eventuali dispute tra "carburanti e prodotti alimentari". La prima generazione di bio-carburanti proveniva infatti da prodotti quali il grano, lo zucchero. Il progetto vuole quindi sviluppare un prodotto di seconda generazione ricavato interamente dalla biomasse.