Via libera definitivo al bilancio europeo 2026
La plenaria del Parlamento europeo ha approvato l'accordo raggiunto con il Consiglio a metà mese sul bilancio europeo 2026. Il PE ha ottenuto il ripristino di 13 miliardi di tagli previsti dai Paesi membri, portando gli stanziamenti d'impegno a 192,8 miliardi, vicino ai 193,2 miliardi inizialmente proposti dalla Commissione.
Il Parlamento UE respinge i tagli al Bilancio UE 2026
L'accordo tra i colegislatori sul bilancio UE 2026 è stato approvato oggi, 26 novembre, dalla plenaria del Parlamento europeo, con 419 voti a favore 185 contrari e 53 astensioni, mentre il Consiglio aveva già formalizzato l'intesa lunedì 24.
Rispetto al progetto di bilancio europeo 2026 adottato dalla Commissione il 4 giugno 2025, che prevedeva impegni per 193 miliardi e 262 milioni di euro, il Consiglio, nella sua posizione negoziale, prevedeva un taglio a 186,2 miliardi di euro e il Parlamento puntava ad un incremento a 193,9 miliardi. L'accordo raggiunto dai negoziatori media su una soluzione di compromesso: 192,8 miliardi di euro in impegni totali e 190,1 miliardi per i pagamenti.
"Il Parlamento ha ottenuto quasi 400 milioni di euro di integrazioni, ha ripristinato i tagli proposti dal Consiglio e ha rafforzato i programmi chiave, ad esempio garantendo una migliore protezione delle frontiere, la mobilità militare e un maggiore sostegno al nostro vicinato e agli aiuti umanitari. Uniti nella nostra posizione durante tutto il processo, abbiamo presentato un bilancio solido per il prossimo anno che punta a un'Europa sicura, stabile e più forte per i cittadini", ha dichiarato dopo il voto dell'Aula il relatore generale per il bilancio dell'UE 2026, Andrzej Halicki (PPE).
Quanto vale il bilancio europeo 2026
Più in dettaglio, gli stanziamenti di impegno per il 2026 ammontano a 192 miliardi e 768,1 milioni di euro, così distribuiti tra le diverse rubriche del Bilancio UE:
Per quanto riguarda i fondi europei in gestione concorrente, l'accordo riserva 53,3 miliardi di euro alla Politica agricola comune (PAC), 0,8 miliardi al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) e 42,1 miliardi alla Politica di coesione.
Fronte ricerca e innovazione gli impegni ammontano a 14,1 miliardi di euro, di cui 13 miliardi destinati principalmente al programma Horizon Europe. 4,6 miliardi di euro vanno invece agli investimenti strategici europei, di cui 3 miliardi per il Connecting Europe Facility (con 23,5 milioni supplementari per le reti di trasporto ed energia), un miliardo di euro per Digital Europe e 298,6 milioni di euro per InvestEU.
Nei 15,1 miliardi di euro per resilienza e valori rientrano: 4,3 miliardi di euro per Erasmus+; 397 milioni di euro per Creative Europe; 333,6 milioni di euro per Giustizia, diritti e valori.
A 2,2 miliardi ammontano invece gli impegni per l'ambiente e l'azione per il clima, di cui 813,6 milioni per il programma LIFE e 1,3 miliardi di euro per il Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund).
Quanto ai capitoli sicurezza, migrazione e difesa, l'accordo prevede impegni pari a:
- 2,7 miliardi di euro per la protezione delle frontiere, di cui 1,3 miliardi di euro per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere (IBMF) e 1,1 miliardi di euro (contributo totale dell'UE) per l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex);
- 2,3 miliardi di euro per le spese relative alla migrazione, di cui 2,1 miliardi di euro per sostenere i migranti e i richiedenti asilo;
- 2 miliardi di euro per affrontare le sfide in materia di difesa, di cui un miliardo a sostegno dello sviluppo delle capacità e della ricerca nell'ambito del Fondo europeo per la difesa (FED), 621,3 milioni di euro per il programma europeo per l'industria della difesa (EDIP) e 261,3 milioni di euro a sostegno della mobilità militare.
Per la cooperazione e il vicinato, le risorse disponibili ammontano a 15,6 miliardi di euro, di cui 10,2 miliardi di euro nell'ambito dello strumento NDICI — Europa globale, 2,2 miliardi di euro per lo strumento di assistenza preadesione (IPA III) e mezzo miliardo per lo strumento di crescita per i Balcani occidentali, nonché 2 miliardi di euro per gli aiuti umanitari (HUMA). A questi si aggiungono ulteriori 3,9 miliardi di euro sotto forma di sovvenzioni nell'ambito dello strumento per l'Ucraina, integrati da 7,2 miliardi di euro in prestiti.
Dote da un miliardo, infine, per il funzionamento del mercato unico, di cui 624 milioni di euro per il programma Single Market e 207,2 milioni di euro per le attività in materia di lotta antifrode, fiscalità e dogane.
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