Ostia si riappropria del suo mare: il PR FESR Lazio 2021-2027 motore della rigenerazione urbana sostenibile
La Regione Lazio accelera sulla trasformazione del litorale romano con il progetto Parco del Mare di Ostia. L’iniziativa, finanziata anche tramite le risorse del Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, rappresenta il primo passo della Strategia Territoriale "Ostia Lido", orientata alla rinaturalizzazione di un lungo tratto del lungomare di Roma e alla tutela della biodiversità costiera con soluzioni ‘nature based’.
La Regione Lazio applica il monitoraggio civico alle Strategie Territoriali
Circa 6 km di lungomare riqualificato, 9,5 km di nuovi percorsi pedonali, 15 nuove piazze attrezzate e un nuovo sistema dunale. Sono alcuni dei numeri del progetto per la creazione del Parco del Mare di Ostia, che ha come obiettivo rigenerare il litorale romano, trasformandolo in un’infrastruttura paesaggistica integrata, ecologica, fruibile e moderna.
Il progetto definitivo è stato illustrato il 9 febbraio durante un incontro pubblico nella sede di Ingegneria del Mare dell’Università Roma Tre, a Ostia.
La Regione Lazio e il valore strategico dei fondi PR FESR 21-27
Il “Parco del Mare di Ostia” rappresenta il pilastro della Strategia Territoriale “Ostia Lido”, frutto di un protocollo d'intesa e di una successiva Convenzione sottoscritta tra Regione Lazio e Roma Capitale il 17 dicembre 2024.
Nato nel 2022, l’intervento è frutto di una complessa procedura di gara indetta a settembre 2024 da Risorse per Roma e vinta dal raggruppamento temporaneo di imprese guidato dallo studio ABACUS Srl. Un progetto, ha ricordato durante l’evento di presentazione Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio, "non calato dall’alto, ma partecipato”. Concretamente, infatti, l'intervento segue un “processo bottom-up”, in cui la Regione Lazio è “il soggetto che dà ai territori i finanziamenti per realizzare le progettualità - nel contesto delle Strategie Territoriali - ma sono i Comuni (in questo caso Roma Capitale) che propongono progetti”.
Non si tratta di un “semplice concept o di un concorso di idee”, ha sottolineato Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, bensì di un "progetto che è finanziato, progettato" e in fase di chiusura dell'iter autorizzativo. Il 70% dell’investimento dovrà essere appaltato entro giugno 2026, mentre tutta la riqualificazione sarà completata entro il 2028.
A finanziare l’opera sono 23 milioni e 833 mila euro a titolo dell’Obiettivo di Policy 5 del PR Lazio FESR 2021-2027 (“Un’Europa più vicina ai cittadini”), integrati da ulteriori 30 milioni stanziati dal bilancio di Roma Capitale per il triennio 2026-2029. In futuro, però, ha evidenziato Angelilli, "ci sarà anche la possibilità di nuovi finanziamenti provenienti dalla prossima programmazione europea". Un aspetto importante, che indica la volontà di garantire una "manutenzione calcolata e sostenibile" per evitare il rischio di un "degrado di lusso", ovvero la creazione di un'opera architettonicamente eccellente, ma destinata all'abbandono per mancanza di fondi e cura.
Parco del Mare di Ostia: le linee guida del progetto
Frutto della concertazione istituzionale e di un processo partecipativo “dal basso”, il progetto punta a trasformare quello che è stato definito come “il mare di Roma” in un grande volano di sviluppo economico, dove la tutela ambientale non rappresenta un limite, ma anzi opera come un punto di forza.
Entrando nel dettaglio, il Parco del Mare di Ostia si snoda su 6 km di costa (dal Porto Turistico a Piazzale Cristoforo Colombo), che si possono idealmente dividere in tre tratti principali:
- Tratto Nord (Urbano): più densamente costruito, dove la riqualificazione punta a trasformare il lungomare storico da barriera carrabile a spazio di ricucitura pedonale;
- Piazzale del Curvone: il "punto di sconnessione" (o divisione figurativa) tra il tratto nord urbano e il tratto sud naturalistico, che diventerà un'ampia piazza-parco;
- Tratto Sud (Parco delle Dune): un ambito a forte connotazione naturalistica con rilevati retrodunali e passerelle sopraelevate in legno per permettere la fruizione didattica senza danneggiare l'ambiente sensibile.
Per comprendere in modo più schematico l’impianto del progetto per il Parco del Mare di Ostia, basta analizzare l’analisi SWAT che offre una visione d'insieme equilibrata, mettendo a confronto le ambizioni di trasformazione urbana con le relative sfide logistiche e gestionali.
Un progetto di paesaggio: natura e sostenibilità ambientale
Il cuore del progetto è la sua anima ecologica. L'Arch. Michela De Poli (Made Associati) ha inquadrato l'opera come un vero e proprio "progetto di paesaggio" che utilizza la natura come strumento di ricucitura urbana.
L’opera adotta pienamente il paradigma delle Nature Based Solutions (NBS), muovendosi in stretta coerenza con il Green Deal europeo, le direttive del World Economic Forum e gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con particolare riferimento agli SDG 3, 11, 13, 15 e 17.
L'impatto della trasformazione è misurabile in termini di spazio restituito alla natura: il progetto prevede infatti il "depaving" di oltre 150.000 mq di aree precedentemente asfaltate, portando a una riduzione del 55% delle superfici impermeabili per permettere al terreno di tornare a "respirare". Questo massiccio intervento porterà a un incremento del 150% delle aree verdi e delle dune, creando un vero e proprio "polmone fresco" capace di abbattere le isole di calore e migliorare il microclima locale.
Pilastro fondamentale di questa strategia, sostenuta dalle risorse del PR FESR Lazio, è la resilienza costiera: il ripristino del sistema dunale originario, esteso anche alle attuali aree verdi, non ha infatti una valenza meramente estetica, ma tecnica, poiché protegge il litorale dall'innalzamento del livello del mare e dagli eventi climatici estremi. In quest'ottica, le aree dunali di pregio già esistenti, come quelle di via Vivaldi, verranno integralmente preservate e protette da recinzioni, garantendo una fruizione didattica rispettosa dell’habitat attraverso l’uso esclusivo di passerelle in legno sopraelevate che evitano il calpestio dannoso.
Questa visione di rigenerazione agisce per sottrazione tramite "carotaggi vegetati" ispirati alle antiche dolia di Ostia Antica. Questi fori circolari nel suolo, oltre a richiamare l'identità storica, fungono da moduli flessibili per ospitare aree sosta, giochi tematizzati o "rain gardens" (giardini della pioggia). Queste "bolle" filtrano l'acqua piovana alimentando direttamente la falda, superando il concetto di semplice invarianza idraulica per puntare a un reale miglioramento dell'ecosistema. La "dolia" diventa così l'unità di misura del parco e l'elemento mediatore che garantisce un'immagine unitaria lungo i 6 km di costa, raccordando il carattere urbano del tratto nord con quello selvaggio e retrodunale del tratto sud, verso la Pineta di Castel Fusano.
La vegetazione viene dunque intesa come una vera e propria infrastruttura ambientale, con numeri imponenti: 1.500 nuovi alberi, oltre 38.000 arbusti e quasi 60.000 piante selezionate per la loro capacità di assorbire CO2 e mitigare le isole di calore.
La selezione botanica è frutto di uno studio meticoloso sulla resistenza: la Palma Washingtonia, resiliente al punteruolo rosso e all'aerosol marino, funge da guida visiva del parco, mentre specie a grande chioma, come il Celtis australis, garantiscono l’ombreggiamento denso necessario al comfort microclimatico delle zone più urbanizzate.
Ogni dettaglio, dalla scelta delle specie autoctone ai materiali drenanti, è stato curato per rispettare rigorosamente il principio DNSH (Do No Significant Harm) e trasformare un lungomare precedentemente colonizzato dall'asfalto in un organismo vegetale uniforme, sostenibile e accessibile tutto l'anno.
Mobilità sostenibile e sviluppo locale
Dell’intervento fa parte anche una riprogettazione infrastrutturale che mira a ribaltare la gerarchia del trasporto, penalizzando l'auto privata a favore della mobilità dolce. L’Ing. Maurizio Serafini (ABACUS) ha parlato di un radicale "ribaltamento della concezione progettuale e culturale dove l'automobile è padrona e il pedone è mortificato". La sfida, secondo Serafini, è arretrare le funzioni di disturbo (asfalto e parcheggi) per rimettere al centro l'uomo: "la modifica della mobilità è, prima di tutto, un fatto culturale".
I dettagli tecnici includono:
- Misure di ‘Traffic Calming’: l’introduzione di flessi planimetrici (modifiche geometriche del tracciato) e attraversamenti rialzati (+15cm), in particolare presso i poli scolastici, per ridurre naturalmente la velocità senza dossi rumorosi.
- Eliminazione svolte sinistrorse: revisione dello schema distributivo della viabilità nelle traverse di immediata adiacenza alla viabilità litoranea in modo da minimizzare le svolte sinistrorse e quindi i “perditempi” e rischi di sinistro in corrispondenza delle stesse intersezioni, limitando, altresì l’energia in caso di eventuale urto.
- Piano di parcheggi razionalizzato: con un totale di 1.080 posti auto distribuiti in 8 aree distinte (polo principale presso la Rotatoria C. Colombo), si mira a eliminare il traffico "parassita" alla ricerca di sosta;
- Mobilità dolce: la creazione di 8 km di nuove piste ciclabili e 9,5 km di percorsi pedonali protetti e immersi nel verde;
- Navetta Elettrica e Intermodalità: un servizio di navetta elettrica ad alta frequenza collegherà i principali nodi di scambio, supportato da nuove aree di parcheggio "green" posizionate strategicamente all'interno per liberare il fronte mare.
- Nuovo Ponte sul Canale dei Pescatori: un'opera strutturale significativa, che garantirà la continuità della viabilità e dei percorsi ciclopedonali.
Oltre al tema della mobilità, il progetto del Parco si propone come un modello innovativo di sviluppo locale basato sull'integrazione tra economia, identità e benessere sociale. L’obiettivo primario è il riposizionamento strategico di Ostia all’interno dell’area metropolitana romana, destagionalizzando il territorio e trasformando il litorale in una risorsa economica attiva non solo nei mesi estivi, ma lungo l'intero arco annuale.
La vivibilità urbana viene potenziata attraverso la creazione di una rete multifunzionale di servizi che abbatte il concetto di stagionalità, con progettualità negli ambiti:
- Sport e Benessere: zone dedicate ad attività fisiche per ogni fascia d’età, tra cui aree workout, un’isola skate, campi da basket e bocce, integrate in un contesto retrodunale rigenerato;
- Cultura e Socialità: "isole funzionali" ispirate alla storica dolia di Ostia Antica, concepite come spazi espositivi all'aperto, aule didattiche e luoghi per concerti o letture, dotate di infrastrutture tecnologiche come la fibra ottica per favorire l'aggregazione dei giovani;
- Tempo Libero e Servizi: nuove aree gioco per bambini (0-12 anni), fontane scenografiche a mosaico e chioschi-bar delocalizzati dall'arenile verso il parco, una scelta mirata a liberare la visuale sul mare, garantendo al contempo servizi di ristoro moderni e sostenibili.
Processo Partecipativo e Tavoli Tematici
Il Parco del Mare di Ostia non è solo un’opera di ingegneria e paesaggio, ma il risultato di un solido processo partecipativo dal basso. Il progetto, infatti, sposa un modello di responsabilità condivisa e partecipazione attiva, mira a superare la storica diffidenza della cittadinanza verso i grandi progetti, garantendo che ogni scelta tecnica sia figlia di un ascolto reale delle realtà territoriali.
A testimonianza di questa apertura verso i cittadini, la sessione pomeridiana dell'evento del 9 febbraio è stata interamente dedicata allo svolgimento di tavoli tematici di approfondimento, coordinati da Risorse per Roma, per trasformare il confronto tra istituzioni, tecnici, associazioni e operatori in contributi tecnici concreti.
La sistemazione delle aree verdi, la tutela degli ecosistemi naturali, l’assetto e l’organizzazione degli spazi pubblici, ma anche l’uso dei materiali e della vegetazione per il microclima urbano sono stati al centro del tavolo dedicato all’ambiente.
Tra i temi di maggior interesse le scelte in materia di specie vegetali. Alle preoccupazioni dei cittadini e delle associazioni circa la resistenza di alcune piante a condizioni estreme come la salsedine e il vento, il team di progettazione ha risposto illustrando un approccio basato su un rilievo botanico approfondito, che prevede una suddivisione scientifica in settori: per il fronte mare sono state selezionate specie estremamente resistenti come le tamerici, mentre altre come il platano saranno destinate a zone più interne. Per garantire la riuscita dell'intervento in un contesto urbano difficile, è stata prevista anche l'introduzione di alcune specie alloctone, come il falso pepe, scelte per la loro elevata rusticità e capacità di tollerare l'aerosol marino.
Un punto centrale del dibattito ha riguardato il difficile equilibrio tra funzionalità urbana e gradienti naturali. È stato chiarito che il progetto include alcune "forzature" necessarie per trasformare il lungomare in uno spazio pubblico fruibile, introducendo alberature in grado di offrire aree d'ombra e zone per la sosta che la sola macchia mediterranea non potrebbe garantire. Parallelamente, è emersa con forza la necessità di tutelare gli habitat dunali esistenti, come quelli di via Vivaldi; il progetto intende proteggere questi frammenti naturali attraverso recinzioni e cordoli, arrivando a rivedere la viabilità per evitarne la frammentazione.
Infine, il tavolo ha affrontato il tema della manutenzione e della sicurezza, proponendo l'uso di sementi specifiche e sistemi di irrigazione ottimizzati per limitare lo spreco d'acqua e prevenire il degrado. In sintesi, l'incontro ha confermato che il progetto si trova in una fase di fattibilità tecnico-economica ancora aperta e la capacità delle amministrazioni di dialogare con le osservazioni del territorio per coniugare il ripristino ambientale con la visione di Ostia come "mare della Capitale".
Regione Lazio | PR FESR Lazio | Lazio Europa | Lazio Innova