La formazione del futuro al centro dell'Innovation Training Summit 2026
Si è svolto a Roma il 26 e il 27 marzo 2026 l’Innovation Training Summit 2026, l’evento dell'associazione Ecosistema Formazione Italia (EFI) dedicato al settore della risorse umane e della formazione.
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L’Innovation Training Summit 2026 ha riunito presso l’Auditorium della Tecnica di Roma circa 3.500 partecipanti tra aziende, enti formativi, istituzioni, startup, università, centri ricerca e professionisti che hanno potuto confrontarsi sull’evoluzione della formazione come asset strategico per la competitività delle imprese e per lo sviluppo economico e sociale dei territori.
Con oltre 250 speaker nazionali e internazionali, l’evento ha affrontato temi centrali per il futuro del lavoro - come l’occupabilità giovanile, la formazione finanziata, le politiche europee e nazionali sulle competenze, il benessere organizzativo, le innovazioni tecnologiche - allo scopo di favorire il dialogo e trasformare le sfide in opportunità.
Il Summit è stato organizzato dall’associazione Ecosistema Formazione Italia e patrocinato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ARAN Agenzia, Unioncamere, Regione Lazio, Comune di Roma.
Formazione finanziata: cosa prevedono le nuove regole
Uno dei momenti più rilevanti dell’Innovation Training Summit 2026 è stata la sessione sulla formazione finanziata, che in Italia rappresenta un comparto economico che sostiene ogni anno la formazione continua di milioni di lavoratori e del quale i Fondi Interprofessionali sono tra i players più importanti, cui si aggiungono Stato, Regioni, enti pubblici e privati che erogano formazione, professionisti ordinistici e non, imprese e cittadini utenti, occupati e non.
Il Decreto Direttoriale n. 8 del 9 gennaio 2026 ha introdotto le nuove Linee Guida per il funzionamento dei Fondi interprofessionali, delineando un sistema più regolato e standardizzato che va a colmare un vuoto normativo sostanzialmente invariato dal 2009, ridefinendo al contempo la struttura organizzativa del comparto.
Le nuove regole introducono:
- verifiche periodiche e controlli quinquennali sull’operatività dei Fondi;
- obbligo di piani triennali di sostenibilità economico-organizzativa;
- requisiti infrastrutturali e digitali più avanzati;
- certificazioni obbligatorie in ambito qualità, sicurezza informatica e anticorruzione;
- maggiore trasparenza contabile e limiti definiti alle spese di funzionamento.
Tra le novità più rilevanti emerge l’apertura alla gestione di risorse integrative e complementari, anche di origine privata, oltre al tradizionale contributo dello 0,30% INPS. Una misura che amplia il potenziale di investimento sulla formazione e apre nuovi scenari di sviluppo per enti e imprese.
Per quanto riguarda la mobilità delle imprese sono previste delle limitazioni: il datore di lavoro che intende cambiare Fondo dovrà segnalarlo entro il mese di paghe di ottobre di un certo anno perché l’adesione abbia efficacia a partire dall’anno successivo.
Inoltre, per limitare la concorrenza tra Fondi il massimale di restituzione sul versato è fissato al 80%. Viene introdotto poi l’obbligo del registro elettronico insieme alle regole per la certificazione delle competenze.
Le nuove Linee Guida collocano i Fondi interprofessionali in modo sempre più esplicito all’interno dell’architettura delle politiche attive del lavoro, ampliandone funzioni e responsabilità anche in relazione alla certificazione e tracciabilità delle competenze.
Questo passaggio segna un cambiamento culturale: la formazione finanziata non viene più considerata esclusivamente uno strumento di aggiornamento professionale, ma una leva strutturale di gestione delle transizioni occupazionali, della riqualificazione e delle trasformazioni produttive.
Le sfide e le opportunità nel mondo del lavoro
Grazie ai dati forniti da due ricerche condotte da IPSOS nel corso del Summit sono state messe in evidenza anche le criticità, le sfide e le opportunità del mondo del lavoro.
Diversi i punti analizzati dalla ricerca "La trasformazione del lavoro" che ha messo in luce, ad esempio, come il successo professionale coincida ormai sempre meno con la realizzazione professionale. Oppure come l’intelligenza artificiale da un lato spaventi, ma dall’altro venga percepita come generatrice di nuove opportunità lavorative.
In più l’Italia deve fare i conti con una crisi demografica senza precedenti, dove la popolazione in età lavorativa diminuisce mentre cresce l’età media degli occupati.
"Le sfide del mondo del lavoro oggi dipendono fortemente dal contesto. Lo sviluppo di modelli ibridi e flessibili offre ai dipendenti un maggiore controllo su quando e dove lavorare, ma genera al contempo nuove complessità: i lavoratori a distanza spesso si sentono sottovalutati, temono di essere trascurati e vivono una continua ansia da prestazione legata al bisogno di riconoscimento. Stiamo assistendo a un cambio di paradigma: non più "equilibrio" tra lavoro e vita privata, ma una vera e propria fusione tra le due sfere. Questo richiede però un diverso livello di fiducia ed empatia tra datori di lavoro e dipendenti, insieme a una gestione del tempo e delle responsabilità completamente ripensata”, ha evidenziato Nicola Neri, amministratore delegato e country manager di Ipsos in Italia.
Guardando invece alle nuove generazioni, secondo l’ultima indagine IPSOS Doxa, i giovani italiani under 35 - nonostante le paure per il proprio futuro professionale - sono alla ricerca di opportunità di crescita ed aspirano a un modello lavorativo flessibile, meritocratico e attento al benessere.
Inoltre, ha commentato Kevin Giorgis, presidente di EFI, “sebbene i dati Istat indichino un’occupazione in crescita, non possiamo ignorare la situazione preoccupante legata alla disoccupazione giovanile e ai neet”. In tale contesto, ha sottolineato Giorgis, “la formazione di qualità è il solo strumento in grado di ricucire lo strappo tra aspirazioni dei giovani e necessità delle aziende con beneficio di tutti”.
Intelligenza artificiale e competenze
Nel corso della due giorni è stato affrontato anche il tema cruciale delle nuove tecnologie digitali che stanno trasformando il mondo del lavoro, che richiede lo sviluppo di digital skills che siano allineate a quelle che sono le richieste del mercato.
In tale contesto, se da un lato l’Italia resta sotto la media UE per la partecipazione della popolazione adulta ai corsi di formazione sulle competenze digitali, dall’altro si segnala l’aumento delle iscrizioni degli studenti italiani ai corsi di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI), con un incremento anche della partecipazione femminile.
Si tratta di un segnale positivo, che dimostra l’importanza della conoscenza delle tecnologie non solo per poterle utilizzare, ma anche per poterle padroneggiare e indirizzare nei vari contesti di applicazione. La tecnologia è infatti diventata un’infrastruttura sociale ed economica che richiede diverse competenze e non a caso governance, privacy e sicurezza sono entrate con forza nella top 10 delle skills più richieste.
“L’Intelligenza Artificiale sta ridefinendo il lavoro, ma non lo sta sostituendo: lo sta rendendo più umano. Le competenze tecniche sono fondamentali, ma ciò che farà davvero la differenza sarà la capacità di pensare in modo critico, di prendere decisioni e di interpretare la complessità. La vera sfida non è adottare l’AI, ma sviluppare le competenze per governarla e integrarla nei processi in modo responsabile ed efficace”, ha commentato Kevin Giorgis, presidente di EFI.
Gli strumenti digitali permettono di anticipare anche il rischio di turnover, individuare i gap di competenze prima che diventino critici e monitorare il benessere emotivo dei lavoratori, prevenendo stress e cali di motivazione.
Inoltre, la trasformazione digitale invita a rivedere anche il modello gerarchico tradizionale, cedendo il passo ad una leadership flessibile, basata sull'ascolto e sulla facilitazione. Nel prossimo futuro, il manager di successo sarà sempre più vicino ad un coach che accompagna la crescita dei collaboratori, valorizzando le assunzioni basate sulle competenze reali rispetto ai soli titoli di studio.
Startup Showcase 2026 premia l’innovazione EdTech e HR Tech
Tra gli altri interventi, si segnala infine che nella cornice del Summit è stato conferito il premio Startup Showcase 2026, promosso da EFI e 12Venture e rivolto alle startup italiane che hanno sviluppato soluzioni innovative applicate alla formazione e allo sviluppo e aggiornamento delle competenze.
Alla competizione hanno aderito 12 startup, selezionate tra 50 candidature, che hanno presentato i rispettivi progetti davanti ad una giuria di massimi esperti del settore, composta da venture capital, società d'investimento, business angels, imprenditori e advisor.
Durante la cerimonia di premiazione sono state proclamate le due startup vincitrici dello Startup Showcase 2026 e sono state consegnate tre menzioni.