Idrogeno verde: via libera di Bruxelles a regime aiuti di Stato Italia da 6 miliardi
La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato italiano dell’importo di 6 miliardi di euro a sostegno della produzione di idrogeno rinnovabile per i settori dell'industria e dei trasporti.
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Contribuendo a sviluppare la filiera europea dell’idrogeno rinnovabile, il regime italiano - in vigore fino al 31 dicembre 2029 - contribuirà al raggiungimento degli obiettivi della strategia dell’UE per l’idrogeno del 2020 e del Clean Industrial Deal, presentato dalla Commissione lo scorso anno.
“Il regime”, ha dichiarato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una Transizione pulita, giusta e competitiva, “sosterrà la produzione di idrogeno rinnovabile in Italia a favore dei settori in cui può contribuire maggiormente alla riduzione delle emissioni”.
Cosa prevede il regime italiano per sviluppo idrogeno green
Più in dettaglio, il regime notificato dall’Italia alla Commissione UE prevede il sostegno della produzione di 200.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno. Nell’ambito della misura, sono ammissibili due filiere produttive: l’idrogeno ottenuto per elettrolisi utilizzando elettricità da fonti rinnovabili e l’idrogeno prodotto da fonti biogeniche tramite processi biologici, biotermochimici e termochimici.
Quanto alla forma di aiuto, esso assumerà la forma di contratti bidirezionali per differenza, nell'ambito dei quali il prezzo di esercizio per l’idrogeno è determinato mediante una procedura di gara competitiva.
In pratica, qualora il prezzo di un combustibile alternativo che potrebbe essere utilizzato dai consumatori di idrogeno, scenda al di sotto di tale prezzo di esercizio, l’Italia verserà la differenza ai produttori di idrogeno. Se, al contrario, il prezzo del combustibile controfattuale dovesse superare il prezzo di esercizio, i beneficiari verseranno la differenza allo Stato italiano.
L’ok di Bruxelles ad aiuti di Stato idrogeno per l’Italia
La valutazione della Commissione del regime si basa su due riferimenti normativi in particolare. Da un lato, sulle norme europee per gli aiuti di Stato, in particolare l’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), che consente ai 27 di sostenere lo sviluppo di alcune attività economiche a determinate condizioni. Dall’altro, la verifica di Bruxelles dell’adeguatezza del regime italiano poggia sulla disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, della tutela dell’ambiente e dell’energia del 2022 (CEEAG).
Secondo l’esame dell’Esecutivo europeo, il regime italiano presenta alcune caratteristiche in particolare che lo rendono adeguato alla normativa dell’Unione in materia di aiuti di Stato. Anzitutto, l’aiuto è necessario e finalizzato ad agevolare la produzione di idrogeno rinnovabile ai fini della decarbonizzazione dei settori industriale e dei trasporti. In secondo luogo, il regime ha un effetto di incentivazione in quanto, in assenza del sostegno pubblico, i beneficiari non produrrebbero idrogeno rinnovabile. L’incentivo è inoltre proporzionato perché sarà concesso a seguito di una procedura di gara competitiva basata esclusivamente sul prezzo di esercizio proposto dagli offerenti. L'aiuto, infine, produrrà effetti positivi, in particolare sull'ambiente, in quanto contribuirà alla decarbonizzazione di settori ad alte emissioni. Effetti positivi che superano quelli negativi sulla concorrenza.
Per approfondire: Aiuti di Stato per il Clean Industrial Deal: la Commissione adotta nuovo quadro UE