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MICS, il futuro del Made in Italy con la fase 2.0

Photo credit: Fondazione MICS Dopo tre anni di sinergia tra università, imprese e istituzioni, il partenariato esteso MICS – Made in Italy Circolare e Sostenibile inaugura una nuova fase strategica per consolidare i traguardi raggiunti. È questo il focus di MICS Forward, l’evento nazionale tenutosi a Roma il 12 e 13 aprile, dove la Fondazione MICS ha tracciato la rotta per il futuro della manifattura italiana. 

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L'evento MICS Forward ha rappresentato l'occasione per ripercorrere i risultati del partenariato esteso PNRR a conclusione del suo triennio di attività: 147 progetti avviati, oltre 1.200 pubblicazioni scientifiche, più di 200 prototipi sviluppati e circa 800 iniziative di divulgazione sull’intero territorio nazionale. Un patrimonio costruito grazie al contributo di oltre 1.000 ricercatrici e ricercatori, finanziato con 126 milioni di euro nell’ambito del programma NextGenerationEU. 

Si tratta di cifre di rilievo per l’intero sistema Paese che, tuttavia, non rappresentano solo un punto di arrivo bensì di svolta verso una nuova configurazione permanente: una seconda fase di MICS. "MICS è più di un Partenariato, è più di una Fondazione: è una fabbrica di futuro. Con MICS 2.0 vogliamo fare un salto di qualità. Non più solo un programma di ricerca, ma una piattaforma permanente dove ricerca, imprese, istituzioni e associazioni di categoria si incontrano stabilmente per fare innovazione insieme", ha affermato Marco Taisch, Presidente di MICS.

I numeri del Made in Italy e il futuro di MICS 

Con una quota manifatturiera superiore al 15% del PIL nazionale — il doppio considerando l'indotto — l'Italia si conferma seconda manifattura del Continente dopo la Germania e contribuisce per il 13/14% al totale manifatturiero dell'Unione Europea.

Un modello industriale fondato su filiere produttive diffuse, forte specializzazione tecnologica e vocazione all'export che, tuttavia, presenta alcune fragilità strutturali: la dipendenza energetica, le vulnerabilità tecnologiche in alcune filiere e la difficoltà di scala negli investimenti in innovazione. A ciò si aggiunge un livello di investimenti in R&S strutturalmente inferiore alla media europea e OCSE: l'1,3% del PIL contro il 2,1% e il 2,8% rispettivamente. Sul piano geopolitico, cresce la dipendenza dalle materie prime critiche: l'Europa importa il 100% di almeno 10 materiali strategici per la transizione energetica e tecnologica. Per il solo magnesio, il 97% delle importazioni UE proviene dalla Cina.

In questo scenario di competizione globale per le risorse critiche, la Fondazione MICS avvia una nuova fase con l'obiettivo di trasformarsi in una piattaforma permanente per l'innovazione del Made in Italy

Strategia MICS 2.0

La visione generale alla base di MICS 2.0 è quella di un'infrastruttura dove ricerca, imprese, istituzioni e associazioni di categoria possano incontrarsi stabilmente, superando le barriere settoriali e facendo concretamente "sistema".

Concretamente, MICS intende abbracciare l'intera catena del valore manifatturiero - dai materiali ai componenti, dai processi produttivi ai prodotti fisici e digitali, fino ai servizi avanzati - in modo trasversale ai settori del Made in Italy: moda, meccanica, arredo, cosmetica, mobilità, agroalimentare, farmaceutico, difesa e aerospazio. La ratio sottostante a questo approccio, come ha spiegato anche il presidente Taisch sta nella consapevolezza che "il Made in Italy non è una somma di filiere separate: è un corpo unico, unito dalla capacità di creare valore aggiunto, di competere non sui costi ma su qualità, personalizzazione e innovazione".

A livello operativo, la strategia MICS 2.0 si articola attorno a tre pilastri operativi. Il primo è il posizionamento come Think Tank, grazie al quale la rete universitaria e imprenditoriale di MICS sarà messa a disposizione di processi di insight analysis e policy making, in collaborazione con organismi nazionali e internazionali quali UNIDO, DINTEC, ASviS e le Case del Made in Italy.

L'Osservatorio MICS sull'innovazione del Made in Italy è il secondo pilastro della strategia. In questo caso, si tratta di uno strumento permanente per raccogliere dati sull'innovazione industriale, monitorare le trasformazioni tecnologiche e anticipare i principali trend di sviluppo — dall'intelligenza artificiale al quantum computing, fino ai nuovi materiali. 

Infine, c'è il MICS Index: un indice per misurare lo stadio evolutivo dell'innovazione nelle imprese del Made in Italy, identificarne i punti di forza, evidenziare le aree di miglioramento e costruire roadmap di sviluppo. Uno strumento di orientamento per imprese, istituzioni e investitori, con l'obiettivo di trasformare i dati sull'innovazione in decisioni strategiche.

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