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Il 28° regime startup tra l’annuncio della EU Inc. e il voto del PE

 

Canva StudioQuella che volge al termine è stata una settimana importante per le startup europee. A Davos, infatti, la presidente della Commissione UE ha annunciato che la nuova struttura societaria prevista dal 28° regime si chiamerà EU Inc., riconoscendo di fatto il lavoro svolto finora dal movimento EU–INC che da tempo si batte per l’attuazione del 28° regime per le startup.

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Nel frattempo a Strasburgo il Parlamento europeo ha adottato le proprie raccomandazioni sul tema, in vista della pubblicazione della proposta formale della Commissione sul 28° regime.

A Davos von der Leyen ha lanciato la EU Inc., il 28° regime startup

Parlando di investimenti, dal podio di Davos la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha illustrato il nuovo approccio dell’UE a sostegno dell’innovazione e delle strategie, annunciando il lancio a breve del 28° regime.

Si chiamerà EU Inc.”, ha spiegato von der Leyen, e potrà contare su “un unico e semplice insieme di regole che si applicherà senza soluzione di continuità in tutta l'Unione. In questo modo, le imprese potranno operare in tutti gli Stati membri molto più facilmente. I nostri imprenditori, le aziende innovative, potranno registrare una società in qualsiasi Stato membro entro 48 ore, completamente online. Godranno dello stesso regime patrimoniale in tutta l'UE”.

Se le caratteristiche generali del 28° regime erano già note, il discorso di von der Leyen a Davos rappresenta in realtà un grande successo per tutto l'ecosistema europeo delle startup e dell’innovazione che in questi anni ha lavorato per rendere realtà il 28° regime.

Il nome scelto per la nuova struttura societaria europeo per le startup - la EU Inc. - è infatti un riconoscimento esplicito al lavoro promosso dal movimento EU-INC che ha portato alla raccolta di oltre 22mila firma a sostegno della proposta politica di istituire il 28° regime europeo per le startup. Una proposta redatta grazie al contributo di esperti, legali, CEO di startup e venture capital, interessati a rendere più competitivo l’ecosistema europeo delle startup rimuovendo gli ostacoli normativi e burocratici che finora hanno frenato le possibilità di crescita delle startup europee, costringendo molte di loro a trasferirsi negli USA.

La risoluzione del Parlamento europeo sul 28° regime

Mentre il 20 gennaio la numero uno della Commissione UE parlava del 28° regime europeo dal Forum Economico Mondiale di Davos, lo stesso giorno a Strasburgo la plenaria del Parlamento europeo approvava con 492 voti favorevoli, 144 contrari e 28 astensioni, una risoluzione con una serie di raccomandazioni che confluiranno nella proposta della Commissione per un nuovo quadro giuridico a sostegno delle imprese nell'UE, prevista per i prossimi mesi.

Anche all’interno del PE, infatti, è forte l’urgenza di mettere a disposizione delle startup europee un insieme armonizzato di norme - il 28° regime, appunto - per garantire parità di condizioni per le imprese innovative all’interno dell'UE.

All’interno della risoluzione, l’Eurocamera la chiama “Societas Europaea Unificata” (S.EU - Unified European Company), ma di fatto si tratta del nuovo regime giuridico volto a permettere la registrazione di un’impresa, in maniera completamente digitale, in sole 48 ore, offrendo un ampio ventaglio di benefici che vanno dal riconoscimento automatico della società in tutti i paesi membri, ad un sistema unico di stock option per i dipendenti, solo per citarne alcuni.

La proposta della Commissione sul 28° regime europeo per le startup

Dopo l'endorsement del movimento EU-INC da parte di von der Leyen e il voto dell’Eurocamera sulle raccomandazioni in materia di 28° regime, aumenta ora l’attesa per la proposta della Commissione europea sulla nuova struttura societaria UE prevista per le startup e le imprese innovative europee.

Sulla base del programma di lavoro 2026 della Commissione europea, la presentazione della proposta giuridica dell'Esecutivo europeo sul 28° regime per le startup è attesa nel corso del primo trimestre 2026. Nelle prossime settimane, dunque, si dovrebbe disporre del testo, che verosimilmente terrà in debito conto sia le richieste provenienti dall’ecosistema europeo dell’innovazione - rappresentato da EU-INC - sia da quanto avanzato dal PE.

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