Horizon Europe: ipotesi rimpasto budget 2026-27 per nuove priorità di ricerca
La Commissione Europea starebbe valutando una ridistribuzione dei fondi di Horizon Europe per il biennio 2026-2027, attraverso un emendamento al work programme, per sostenere nuovi obiettivi politici legati alla biodiversità e alla crescita delle imprese innovative.
Cosa finanzia il Work Programme 2026-2027 di Horizon Europe?
In base a quanto riportato dalla testata Science Business, l'Esecutivo UE starebbe valutando un emendamento al programma di lavoro di Horizon Europe 2026-2027 per finanziare nuove urgenze politiche, attingendo in particolare dai contributi dei paesi associati. Sebbene la Commissione non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sul tema, una portavoce avrebbe confermato che questa revisione è effettivamente in fase di preparazione, con un’adozione formale prevista per il quarto trimestre del 2026.
La modifica al work programme (WP), che punterebbe a massimizzare l'impatto delle risorse residue del Programma Quadro, solleva tuttavia una serie di interrogativi sulla tenuta dei finanziamenti destinati alla ricerca d’eccellenza: la comunità scientifica e le imprese innovative restano in attesa di capire se la limitata disponibilità di risorse premierà la visione di lungo periodo o le urgenze del mercato.
Emendamento al WP Horizon Europe 2026-27 e contributi dei Paesi associati
Il perno della strategia allo studio a Bruxelles riguarderebbe l'utilizzo dei cosiddetti "pay-in", ovvero i contributi versati dai paesi associati non-UE (come la Svizzera) per partecipare al programma. Solo l'apporto elvetico è stimato in circa 730 milioni di euro all'anno.
Solitamente, queste risorse dovrebbero integrare i budget dei vari pilastri in base alla partecipazione dei ricercatori di tali paesi. Tuttavia, secondo le indiscrezioni, la Commissione starebbe ipotizzando di convogliare questi fondi verso nuove aree di intervento strategiche. Tecnicamente, ciò è reso possibile dal fatto che, secondo testimonianze diplomatiche riportate dalle fonti, l’Esecutivo UE avrebbe sempre ribadito che tali contributi, una volta versati, "non possono essere tracciati" all'interno del bilancio globale. Questa mancanza di rendicontazione puntuale permette a Bruxelles di disporre delle somme con estrema flessibilità, svincolandole dall'assegnazione automatica ai programmi preferiti dai ricercatori dei paesi contribuenti per indirizzarle verso priorità politiche emergenti.
Questa scelta potrebbe penalizzare i programmi a trazione scientifica pura, come le Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA). Per queste ultime, i budget per il 2026 (1.196 milioni) e 2027 (1.181 milioni) risultano già inferiori di circa 60-70 milioni rispetto al biennio precedente. A differenza di quanto accaduto con l'ingresso del Regno Unito nel 2024 - che portò un incremento di 360 milioni di euro per le MSCA - il contributo svizzero non genererebbe un aumento simile per la mobilità dei ricercatori, consolidando tassi di successo che in alcune call sono già scesi sotto il 10%.
Le nuove priorità: call orizzontale biodiversità e Scaleup Europe Fund
L'eventuale revisione del work programma Horizon Europe 2026-2027 servirebbe a garantire la copertura finanziaria a due pilastri dell'agenda politica dell’Esecutivo UE.
In primo luogo, la Commissione punterebbe a colmare il deficit di spesa per la biodiversità, con l’obiettivo ambizioso di destinarvi il 10% del budget totale di Horizon Europe. Per farlo, si ipotizza il lancio di una "mega-call" orizzontale e di un programma di lavoro dedicato pensato per rispondere a sfide che vanno dalla mitigazione dell’impatto ambientale delle grandi infrastrutture di calcolo - le cosiddette "AI Gigafactories" - al supporto della transizione ecologica nell'ambito del Clean Industrial Deal. Per i centri di ricerca, la nuova horizontal call si preannuncerebbe di estremo interesse tecnico, con focus su specie a basso livello trofico (come insetti e crostacei) e la creazione di nuovi Living Labs.
Parallelamente, il rimpasto dei fondi andrebbe a sostenere la competitività industriale attraverso la creazione dello Scaleup Europe Fund. Per questo nuovo strumento, che mira a mobilitare 5 miliardi di euro, la Commissione starebbe valutando uno stanziamento di 1 miliardo di euro a valere proprio sui contributi dei paesi associati. Il fondo, la cui gestione verrebbe affidata al Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC), nascerebbe con la missione specifica di accompagnare la crescita delle imprese deep tech ad alto potenziale, fornendo loro i capitali necessari per scalare il mercato globale e difendere la sovranità tecnologica del continente.
Verso una ricerca sempre più orientata alla politica industriale
La possibile revisione del budget del Programma Quadro per l'ultimo biennio di programmazione confermerebbe una tendenza già osservata con iniziative come il Chips Act. Nel 2022, l'Esecutivo UE aveva infatti già attinto alle risorse di Horizon Europe per sostenere lo sviluppo dell'industria dei semiconduttori, creando un precedente significativo. Questo approccio consolida la percezione del programma come uno strumento flessibile o "serbatoio" strategico, utilizzato per rispondere prontamente a crisi contingenti o a nuove agende industriali emergenti.
Guardando al prossimo settennato 2028-2034, il legame sempre più stretto con il futuro Fondo Europeo per la Competitività suggerisce che la programmazione della ricerca potrebbe essere in futuro sempre più dettata dalle necessità della politica industriale, a discapito della ricerca di base e dei programmi "bottom-up", tradizionalmente orientati all'eccellenza scientifica slegata da obiettivi di mercato immediati.
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