Strategia clima UE: doppia consultazione su obiettivi nazionali e crediti carbonio
C’è tempo fino al 4 maggio per partecipare a due consultazioni della Commissione UE volte a raccogliere contributi per definire il futuro quadro strategico dell’Unione in materia di clima nel periodo successivo al 2030. Una si concentra sul ruolo degli obiettivi e delle flessibilità nazionali in materia di clima; l’altra sul possibile utilizzo di crediti di carbonio internazionali.
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I contributi degli stakeholder che parteciperanno alle consultazioni dell’Esecutivo europeo contribuiranno alla preparazione delle proposte legislative attese per l’ultimo trimestre del 2026, come annunciato nel programma di lavoro della Commissione di quest’anno.
Entrambe le consultazioni si rivolgono ad un ampio pubblico, tra cui cittadini comuni, ma anche governi e autorità nazionali, regionali e locali, istituzioni finanziarie, imprese, associazioni, ONG e accademici.
La consultazione sugli obiettivi e le flessibilità nazionali in materia di clima
La prima proposta normativa in consultazione è la revisione degli obiettivi nazionali e delle flessibilità nel quadro della politica climatica dell’UE dopo il 2030.
La Legge europea sul clima (EU Climate Law) richiede che l’Unione fissi un obiettivo climatico intermedio per il 2040, fondamentale per il raggiungimento del target finale del net zero al 2050. A tal fine, nel luglio 2025, la Commissione ha proposto un emendamento all’European Climate Law per fissare l’obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette GHG del 90% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990, che sta per giungere alla fase conclusiva del trilogo tra i co-legislatori.
Per approfondire: Legge UE sul Clima, ok del Parlamento al target di taglio emissioni al 2040
In vista di questo emendamento sull’obiettivo intermedio al 2040, che sarà presto adottato formalmente dalle istituzioni europee, anche il quadro della politica climatica dell'UE per il periodo post-2030 dovrà essere rivisto, anche per incoraggiare gli Stati membri ad intraprendere le azioni necessarie per ridurre le loro emissioni GHG. A tal fine, il programma di lavoro della Commissione per il 2026 include una revisione degli obiettivi nazionali e delle flessibilità nel quadro della politica climatica europea. Tali obiettivi nazionali vincolanti - che riguardano settori ad alto impatto come i trasporti, l’edilizia e l’agricoltura - sono infatti fondamentali per garantire gli obiettivi al 2030, al 2040 e al 2050.
In questo contesto, lo scopo della consultazione della Commissione è di raccogliere i contributi delle parti interessate per proporre in seguito obiettivi nazionali che incentivino ulteriori investimenti e politiche nazionali per ottenere le riduzioni e gli assorbimenti di emissioni GHG necessari per soddisfare i target al 2040 e al 2050.
La proposta che ne deriverà dovrà tenere conto, anzitutto, delle disposizioni della Legge europea sul clima in merito agli elementi su cui riflettere nelle proposte legislative post 2030, ma dovrà anche valutare l’equità e la solidarietà, la sostenibilità ambientale, l’efficacia dei costi e le peculiarità nazionali, incluse quelle delle isole e delle regioni ultraperiferiche. Inoltre, sarà valutato il contributo realistico degli assorbimenti di carbonio (normati dal Regolamento (UE) 2018/841 noto come Regolamento LULUCF), tenendo conto delle incertezze degli assorbimenti naturali e garantendo che eventuali carenze potenziali non siano compensate a scapito di altri settori economici.
Nell’ambito della consultazione della Commissione UE, inoltre, ampio spazio viene dato alla valutazione del ruolo degli obiettivi climatici nazionali dopo il 2030 e del modo in cui integreranno gli strumenti basati sul mercato (come il sistema di scambio di quote di emissione di CO2, l’EU ETS).
Partecipa alla consultazione sugli obiettivi e le flessibilità nazionali in materia di clima
La consultazione sull’utilizzo dei crediti internazionali
Altra novità dell’emendamento alla Legge europea sul clima di prossima adozione è la possibilità di ricorrere a partire dal 2036 a crediti internazionali di alta qualità per fornire un contributo adeguato al conseguimento dell’obiettivo per il 2040. Tale contributo, può arrivare fino al 5% delle emissioni nette dell’UE del 1990, corrispondente ad una riduzione delle emissioni GHG dell’85% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.
La proposta della Commissione, inoltre, prevede anche la possibilità di introdurre un periodo pilota tra il 2031 e il 2035 per contribuire all'avvio di un mercato internazionale del credito di carbonio di alta qualità.
In tale contesto, ai partecipanti alla consultazione sui crediti internazionali viene chiesto di contribuire per individuare l’approccio migliore per l’uso dei crediti, anche tenendo in considerazione l’efficienza da un punto di vista dei costi.
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