Manovra 2026, dal bonus mamme al congedo parentale: le misure per le famiglie
Dalla riforma della disciplina per il calcolo dell’ISEE al rifinanziamento della Carta Dedicata a te, passando per il rafforzamento del bonus mamme lavoratrici e del congedo parentale facoltativo, sono diverse le misure a sostegno delle famiglie italiane previste dalla legge di Bilancio 2026, attualmente in prima lettura al Senato.
Manovra 2026, le misure per imprese, famiglie e investimenti
Con uno stanziamento di circa 3,5 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, il nuovo disegno di legge di Bilancio pone il sostegno alla famiglia, alla natalità e il contrasto alla povertà come priorità assolute. Uno sforzo finanziario ritenuto necessario dal governo, anche alla luce dei recenti dati Istat che confermano una crisi demografica sempre più acuta, con la registrazione del minimo storico di figli per donna (pari a 1,13 nei primi sette mesi del 2025).
In tale contesto, si inserisce il pacchetto di misure previsto dalla Manovra 2026 a favore dei nuclei familiari che comprende - tra gli altri - una revisione della disciplina per il calcolo dell'ISEE, la conferma dei tre mesi di congedo parentale facoltativo all’80% e il potenziamento del bonus mamme lavoratrici con almeno due figli a carico.
Novità su ISEE: scala di equivalenza e prima casa fuori dal calcolo
Un asse portante per le famiglie è rappresentato dalla riforma della disciplina per il calcolo dell’ISEE. L'obiettivo principale di questa revisione è allargare la platea dei nuclei familiari beneficiari di cinque misure di welfare che sono l'assegno di inclusione, il supporto formazione e lavoro, l'assegno unico, il bonus nido e il bonus bebè.
Per farlo, la Manovra modifica la 'scala di equivalenza' utilizzata come base per il calcolo dell'Indicatore, rideterminando l'applicazione di maggiorazioni che si applicano al parametro di scala per i nuclei numerosi. In questo modo i valori per le famiglie si attesteranno sullo 0,1 in caso di nuclei familiari con due figli, 0,25 in caso di tre figli, 0,40 in caso di quattro figli e 0,55 in caso di almeno cinque figli.
La modifica dell'Inidicatore si completa con la rimozione del valore della prima casa dal calcolo dell’ISEE, superando l'attuale sistema che la include parzialmente, pur applicando una franchigia standard (attualmente 52.500 euro). L'esclusione si applica entro un limite di valore catastale di 91.500 euro, incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.
Bonus mamme lavoratrici, congedo parentale e contributo genitori separati
Viene confermato e potenziato il bonus destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli a carico, titolari di un reddito annuo non superiore a 40.000 euro, con un incremento dell'importo mensile che passa da 40 a 60 euro. Sempre nell'ottica di sostenere le mamme che lavorano, è previsto anche un pacchetto di incentivi per favorire l'occupazione e la conciliazione vita-lavoro.
Si mantiene, inoltre, la disposizione che prevede un congedo parentale di tre mesi con un'indennità potenziata all'80% dello stipendio. Restando nell'ambito delle misure per sostenere concretamente la genitorialità e rafforzare la gestione flessibile dei tempi di lavoro, si introducono due importanti novità in materia di congedi. In primis, l'età massima del figlio per cui i genitori possono richiedere il congedo parentale facoltativo viene estesa da 12 anni a 14 anni. Parallelamente, se un figlio si ammala, ciascun genitore (alternativamente) potrà assentarsi dal lavoro per 10 giorni all'anno (anziché 5) e potrà farlo per un periodo di tempo molto più lungo nella vita del bambino, fino a quando il figlio non compie 14 anni (invece degli 8 anni).
Nella cornice dedicata a famiglie, minori e assistenza sociale rientrano anche:
- l'istituzione di un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori, da 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, destinato al finanziamento di iniziative dei Comuni, da attuare anche in collaborazione con enti pubblici e privati, finalizzate al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa che svolgono attività a favore dei minori;
- la nascita di un nuovo Fondo per finanziare le iniziative legislative a sostegno del caregiver familiare, con una dotazione di 1,15 milioni di euro nel 2026 e 207 milioni di euro annui a partire dal 2027;
- il rafforzamento del Fondo per i diritti e le pari opportunità, con un incremento di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, per favorire l'orientamento e la formazione al lavoro per le donne vittime di violenza, sostenendone l'indipendenza economica e l'emancipazione;
- un rifinanziamento del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, con 500.000 euro nel 2026 e di 4 milioni di euro annui a partire dal 2027.
Un'altra importante misura a supporto delle fragilità familiari è l'istituzione di un nuovo Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati. Con una dotazione fissa di 20 milioni di euro annui a partire dal 2026, l'intervento prevede un aiuto economico per i genitori che, pur avendo figli a carico fino ai 21 anni, non hanno ottenuto l'assegnazione della casa familiare. In sostanza, si tratta di un contributo per le spese di alloggio (affitto o mutuo) di quei genitori che hanno dovuto lasciare la casa di proprietà. I criteri precisi e le modalità di erogazione dei contributi verranno definiti successivamente da un apposito decreto interministeriale.
ADI, stop al "mese di pausa"
Una novità particolarmente interessante fronte inclusione sociale è rappresentata dall'abolizione del cosiddetto "mese di sospensione" relativo all'Assegno di Inclusione (ADI). Ad oggi, infatti, chi beneficia dell'ADI per i 18 mesi iniziali è costretto a un periodo di pausa prima di poter richiedere un eventuale rinnovo.
Con la Manovra 2026, si incide proprio su questo meccanismo: in tal modo, l'ADI sarà erogato in maniera continuativa per i primi 18 mesi e, al termine di questo periodo, il sostegno potrà essere immediatamente rinnovato per ulteriori 12 mesi (e così via, sempre di 12 mesi in 12 mesi), semplicemente presentando una nuova domanda. Questa modifica punta a garantire una maggiore stabilità economica per i nuclei familiari, risolvendo la problematica della sospensione mensile che in passato aveva reso necessario un apposito contributo straordinario.
Per finanziare il prolungamento dell'ADI, il Governo deve reperire nuove risorse, il che comporterà un aumento di spesa: dai 380 milioni di euro aggiuntivi nel 2026 ai 422 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2033. Queste somme provengono, in larga parte, grazie alla decurtazione del "Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva".
Lotta alla povertà: rifinanziamento della Carta Dedicata a te
Nell'ambito delle azioni mirate al contrasto alla povertà e per sostenere le famiglie in difficoltà economica, la Manovra 2026 prevedere il rifinanziamento della 'Carta dedicata a te'. In particolare, vengono stanziati 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 proprio per il rinnovo della social card nel prossimo biennio.
Attualmente, questa misura consiste in un contributo economico una tantum di 500 euro, specificamente destinato all'acquisto di beni alimentari di prima necessità. L'intervento è riservato ai nuclei familiari che presentano un ISEE non superiore ai 15.000 euro, confermando così un sostegno mirato alle fasce di popolazione più vulnerabili.
Carta Dedicata a te 2025: i requisiti, come ottenerla e come utilizzarla
Dal taglio Irpef al bonus casa, le altre misure per le famiglie in Manovra
Il testo della legge di bilancio 2026 prevede anche una riforma dell'Irpef, che punta ad allegerire il carico fiscale per il ceto medio. La revisione si articola su due assi: da una parte, la riduzione dell’aliquota che si applica al secondo scaglione di reddito (28.001-50.000 euro) dal 35 al 33%; dall'altra il taglio di 440 euro sull’importo totale di alcune detrazioni spettanti per chi ha un reddito superiore a 200.000 euro.
A fianco della riforma fiscale, un altro importante capitolo è quello dedicato ai bonus casa. A tal proposito, il testo prevede che le agevolazioni per la ristrutturazione della casa vengano prorogate nel 2026 esattamente come vigenti nel 2025, compreso il bonus mobili e grandi elettrodomestici.