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Bonus caregiver, in arrivo il contributo INPS fino a 400 euro al mese

Foto di Matthias Zomer da PexelsIl Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato il disegno di legge che introduce disposizioni in materia di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari. Il provvedimento, oltre ad un inquadramento giuridico per proteggere il ruolo dei caregiver, introduce anche un nuovo bonus del valore massimo di 400 euro mensili.

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Il disegno di legge, che ha ricevuto ieri il via libera dal CdM, stabilisce infatti un quadro normativo organico volto a legittimare l'importanza civile ed economica di chi si prende cura, in ambito domestico e a titolo gratuito, di parenti con disabilità o non autosufficienti. 

Come spiega il Governo nel suo comunicato stampa, l'obiettivo del provvedimento è quello di "garantire dignità e tutele a una figura essenziale per la coesione sociale, prevenendo il rischio di isolamento e supportando i nuclei familiari, specialmente quelli in condizioni di maggiore fragilità". Nel ventaglio di interventi previsti dal Ddl spicca anche l'introduzione di un bonus caregiver specificamente pensato per sostenere le famiglie che versano in condizioni di disagio economico.

Bonus caregiver 2026: cos'è e quali sono i requisiti per ricerverlo?

Più nello specifico, il provvedimento istituisce un contributo economico nazionale erogato dall’INPS, fino a un massimo di 400 euro mensili, corrisposto indicativamente con cadenza trimestrale o semestrale.

Questo bonus è destinato esclusivamente al cosiddetto caregiver familiare convivente e prevalente, cioé a colui che presta assistenza 24 ore su 24 a persone con disabilità sostenendo un carico orario pari o superiore a 91 ore settimanali (13 ore al giorno).

Si tratta del ruolo più impegnativo all'interno della scala definita dal Ddl che prevede complessivamente tre profili di caregiver a tutele differenziate, graduate in base all’impegno di cura: chi svolge un carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali; chi effettua dalle 30 alle 90 ore settimanali; chi fa dalle 10 alle 29 ore settimanali. Si parla anche del caregiver non convivente, ossia chi svolge un carico assistenziale di almeno 30 ore settimanali.

Per accedere al sussidio, il richiedente deve possedere requisiti economici molto stringenti, tra cui un reddito inferiore a 3.000 euro annui e un ISEE non superiore a 15.000 euro. L'entità esatta del contributo dipenderà dal numero di domande che verranno presentate nel momento in cui sarà individuata la platea definitiva di destinatari e sarà compatibile con le ulteriori misure di sostegno previste a livello regionale.

L'attivazione operativa della misura dovrebbe avvenire gradualmente: in base alle anticipazioni di stampa, il 2026 servirebbe per l'implementazione della piattaforma tecnologica presso l'INPS e per la definizione dei decreti attuativi, con l'apertura delle registrazioni fissata per settembre 2026. Invece l'erogazione effettiva dei fondi dovrebbe essere prevista a partire dal 2027.

Caregiver familiare, cosa prevede la nuova legge

Per quanto concerne il resto dei contenuti del Ddl approvato in CdM, si annoverano anche una serie di interventi volti a stabilizzare la figura del caregiver nel sistema di welfare nazionale.

Innanzitutto, sono previste disposizioni di raccordo tra le tutele statali e quelle territoriali, assicurando che il nuovo quadro normativo non si sovrapponga ma integri le prestazioni già esistenti.

Per garantire uniformità di trattamento e certezza del diritto, vengono infatti definite le modalità operative di riconoscimento, revoca o sostituzione del soggetto che presta assistenza attraverso una procedura di iscrizione formale gestita dall’INPS. L'istituto avrà il compito di monitorare costantemente il limite di spesa annuale, fissato in circa 257 milioni di euro per il triennio 2026-2028 (risorse previste dall'ultima legge di Bilancio).

La riforma interviene inoltre sui decreti legislativi relativi alla disabilità (decreti legislativi 15 marzo 2024, n. 29, e 3 maggio 2024, n. 62), rendendo obbligatorio l’inserimento del nominativo di chi presta assistenza e del relativo carico assistenziale orario all’interno del "progetto di vita" e del Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona assistita. Questa formalizzazione rappresenta il presupposto necessario per l’accesso a future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative, come la flessibilità oraria e il riconoscimento delle competenze maturate, che potranno essere certificate come crediti formativi o abilità spendibili in ambito socio-sanitario anche per facilitare il reinserimento lavorativo al termine del periodo di cura.

Il provvedimento definisce infine l’ambito dei beneficiari includendo il coniuge, le parti dell’unione civile, i conviventi di fatto e i parenti entro il secondo grado (o affini entro il terzo in casi specifici), consolidando una rete di protezione certa e legalmente riconosciuta attorno alla persona con disabilità. Sono previste inoltre tutele specifiche per i caregiver studenti, attraverso l'esonero dalle tasse universitarie o il riconoscimento dell'attività di cura come credito nei percorsi scuola-lavoro, mirando a bilanciare il diritto allo studio con le responsabilità familiari.

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