FASI: Funding Aid Strategies Investments

UE, al via le consultazioni per la riforma dei fondi venture e growth capital

 

Foto di Mike van Schoonderwalt da PexelsLa Commissione europea ha lanciato oggi due consultazioni per raccogliere feedback da un'ampia platea di soggetti al fine di identificare e rimuovere gli ostacoli che frenano i mercati del venture e growth capital nell'UE, potenziando così l'accesso ai finanziamenti per le imprese innovative.

Horizon Europe: aperta la call per lo sviluppo di hub di startup e scaleup

Pilastri fondamentali per il finanziamento dell’economia reale, i fondi di capitale di rischio e di crescita sostengono le iniziative strategiche dell'Unione lungo l'intero ciclo di vita aziendale. Solo garantendo un flusso costante di capitali, infatti, le imprese innovative sono in grado di scalare il mercato e generare nuovi posti di lavoro all'interno dei confini comunitari, colmando il gap di competitività globale dell'UE.

In tale contesto, la Commissione europea ha attivato due iniziative per raccogliere input delle parti interessate sulla revisione del regolamento EuVECA (European Venture Capital Fund) e della AIFMD (Alternative Investment Fund Managers Directive), al fine di determinare se siano ancora adeguati a un settore in rapida evoluzione. 

I contributi raccolti serviranno come supporto all'attività politica di Bruxelles nell'ambito dell'Unione del risparmio e degli investimenti e della Strategia per le startup e le scaleup, in particolare per sostenere gli sforzi volti a migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese innovative nell'UE.

Il contesto attuale: un mercato a metà tra ripresa e frammentazione

Nonostante il 2025 abbia mostrato segnali di ripresa, il panorama europeo resta profondamente frammentato e lontano dalla massa critica necessaria per competere globalmente.

Mentre negli Stati Uniti il valore delle operazioni nel 2025 è tornato a livelli record sfiorando i 250 miliardi di dollari, in Europa la crescita appare selettiva e quasi esclusivamente trainata dall'Intelligenza Artificiale, che assorbe circa il 50% dei finanziamenti totali. Questo squilibrio lascia gran parte dell’ecosistema in una cronica carenza di "capitali pazienti" e di round di crescita ("late-stage") superiori ai 20-50 milioni di euro, creando un pericoloso gap competitivo rispetto ai mercati americani e asiatici.

Le criticità rilevate non risiedono in una carenza di progettualità, quanto piuttosto in limiti strutturali del mercato europeo. In primo luogo, la frammentazione normativa derivante dalla coesistenza di 27 diversi quadri legali, fiscali e fallimentari rappresenta un significativo onere amministrativo che penalizza le operazioni transfrontaliere. Tale asimmetria alimenta un equity gap nel segmento growth: sebbene il supporto finanziario sia consolidato nelle fasi seed, le startup sono spesso indotte a delocalizzare verso mercati extra-UE per i round successivi, con una conseguente dispersione di proprietà intellettuale e capitale umano altamente qualificato. Infine, si riscontrano ostacoli strutturali per gli investitori istituzionali. In particolare, soggetti come fondi pensione e compagnie assicurative allocano nel venture capital solo una quota marginale dei propri asset, frenati da una normativa prudenziale particolarmente stringente e da una scarsa disponibilità di veicoli d'investimento con masse gestite sufficienti ad assorbire ticket di grandi dimensioni.

Fondi di venture e growth capital: le consultazioni per rivedere i regolamenti

Per garantire una raccolta di pareri completa e mirata, Bruxelles ha attivato due distinti canali di partecipazione, entrambi aperti il 15 gennaio 2026 e con scadenza fissata al 12 marzo 2026

La 'Public Consultation' è aperta a un vasto pubblico - che comprende non solo cittadini e associazioni, ma anche startup, scaleup, PMI e piccole Mid-cap, oltre che investitori istituzionali, think tanks e accademici - e punta a raccogliere prove concrete sulle sfide operative relative all'applicazione dei regolamenti sui fondi di venture e growth capital nel mercato unico.

La 'Targeted Consultation' è invece rivolta specificamente a soggetti con competenze tecniche, come gestori di fondi, imprese, investitori istituzionali (incluse assicurazioni e fondi pensione), autorità pubbliche e autorità di vigilanza e ha l'obiettivo di identificare barriere normative specifiche e problemi di frammentazione del mercato che impediscono ai gestori di piccole e medie dimensioni di raggiungere una scala adeguata.

Una volta concluso il periodo di consultazione, l'Esecutivo europeo procederà con l'analisi dei contributi. Come viene spiegato in una nota, Bruxelles "intende avviare un riesame del regolamento EuVECA, nell'ambito della Strategia per l'Unione dei risparmi e degli investimenti, la cui adozione è prevista per il terzo trimestre del 2026".

Inoltre, "al fine di massimizzare l'impatto sulla competitività e la crescita dell'UE, la Commissione sta valutando una possibile iniziativa politica più ampia al di là del quadro EuVECA, che riguarderebbe una gamma più vasta di gestori di fondi di capitale di rischio e di capitale di crescita".

Per saperne di più sulla public consultation

Per saperne di più sulla targeted consultation 

Il peso strategico delle consultazioni e la voce degli addetti ai lavori

Queste consultazioni rappresentano il "ponte" necessario tra le visioni dei grandi rapporti - come quello Draghi sulla competitività e Letta sul mercato unico, ma anche lo studio del think tank Bruegel sul Regime 0 - e la realtà normativa.

Partecipare alle iniziative europee, in questo caso, significa incidere su decisioni come ad esempio avere un registro centrale UE per le startup o sulle possibili modalità per semplificare i requisiti richiesti ai gestori di fondi.

A sottolineare l'importanza di queste consultazioni sono anche le voci dei protagonisti del settore. Tra queste, ad esempio, Marjut Falkstedt, AD del Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), ha sottolineato come il focus debba essere l’internazionalizzazione delle aziende con i volumi di finanziamento corretti. Anche dall’Italia, Giorgio Ciron, Direttore di InnovUp, avverte che l’ecosistema soffre di un "limbo finanziario" nei round intermedi e quindi senza una armonizzazione europea, le startup resteranno resilienti ma prive dello slancio necessario per scalare globalmente.

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o