Iperammortamento: il MEF conferma la cancellazione della clausola Made in EU
Con un “comunicato legge” appena pubblicato, il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF) ha confermato la prossima emanazione di un provvedimento legislativo che eliminerà la clausola Made in Europe prevista allo stato attuale per l’iperammortamento. All’orizzonte restano però ancora da chiarire diversi aspetti, a cominciare dal destino dei c.d. “esodati” di Transizione 5.0, su cui potrebbero gravare anche le conseguenze della guerra in Iran.
Come funziona l'iperammortamento?
Ad anticipare la decisione di cancellare la clausola Made in UE dell’iperammroamento era stato a inizio febbraio il viceministro all’economia, Maurizio Leo. Da allora, però, non sono seguiti i passaggi formali per procedere alla modifica della disciplina dell'iperammortamento e avviare operativamente la misura.
Le aspettative erano state riposta nel Consiglio dei Ministri (CdM) del 10 marzo che avrebbe dovuto approvare anche il Decreto Fiscale destinato ad ospitare la cancellazione della clausola Made in Europe. Dal CdM è invece arrivata una fumata nera, complici probabilmente i problemi economici innsecati dalla guerra in Iran e che - temono in molti - potrebbero avere delle ripercussioni negative anche sul destino delle coperture destinate all’iperammortamento e a Transizione 5.0.
Nel primo caso, infatti, la soppressione della clausola Made in EU comporta un aumento dei potenziali esborsi da parte dello Stato che potrebbe essere tamponata circoscrivendo altri aspetti della misura, come ad esempio l'arco temporale degli investimenti ammissibili (con ordini solo dal 2026). Nel secondo caso, invece, la questione riguarda gli esodati di Transizione 5.0. Dopo la chiusura, lo scorso 28 febbraio, dei termini per l’invio delle comunicazioni ex post, si è finalmente chiarito il quadro delle risorse richieste dalle imprese. La cifra si aggira sugli 1,6 miliardi di euro a fronte della quale le coperture attualmente previste ammontano a 1,3 miliardi. Si tratta però di risorse - lo ricordiamo - attualmente destinate a Transizione 4.0, un'agevolazione meno generosa di 5.0 e, pertanto, più economica per le casse dello Stato. Su questo fronte, alcune ipotesi in circolazione parlano quindi di un potenziamento di Transizione 4.0 per renderla più vicina ai livelli di agevolazione previsti da 5.0 e causare meno problemi alle imprese che avevano pianificato gli investimenti contando su un incentivo poi venuto a mancare in corsa.
Su tutto gravano però le incognite della guerra in Iran e dei danni economici che sta generando al tessuto produttivo italiano, sia in termini di costi energetici che sul fronte dell'export, rispetto ai quali il governo starebbe valutando interventi anche di natura economica. Il nodo restano chiaramente le coperture per le quali in molti non escludono si possa arrivare ad attingere sia alle risorse destinate agli esodati Transizione 5.0 (facendo saltare, quindi, l'ipotesi del potenziamento di Transizione 4.0), sia inserendo qualche tipo di limite che circoscriva maggiormente il perimetro (e quindi i costi) dell'iperammortamento.
Iperammortamento clausola Made in Europe: il comunicato MEF
Sul tema è intervenuto adesso il MEF con la pubblicazione del comunicato n. 31 del 12 marzo 2026 che conferma, una volta per tutte, la cancellazione della clausola Made in UE dell’iperammortamento.
Nel testo, infatti, il ministero scrive che “un provvedimento legislativo di prossima emanazione interverrà sulla legge di bilancio per il 2026, per modificare: le disposizioni dedicate al nuovo ‘iper-ammortamento’ (...). In particolare, verrà disposta la soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo”.
L’intervento da parte del MEF si è reso necessario per dare un qualche tipo di certezza alle imprese che da novembre - data di inizio dei problemi su Transizione 5.0 - vivono una situazione di notevole incertezza in merito alle agevolazioni statali per gli investimenti.
Adesso, con il comunicato MEF sull’iperammoramento, arriva per lo meno la conferma della cancellazione della clausola Made in Europe, che permette alle imprese di pianificare con un certo margine in più di chiarezza gli investimenti 2026.
Molto però va ancora chiarito, a cominciare dalla forma finale che assumerà il decreto attuattivo sull'iperammortamento e dalla soluzione definitiva per gli esodati Transizione 5.0.
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