FASI: Funding Aid Strategies Investments

Fondi UE: la strategia ANCI per rafforzare la capacità amministrativa dei Comuni

 

Photo credit: European Union, 2018 - Source: EC - Audiovisual Service - Photographer: Lukasz KobusNel biennio 2026-2027 le risorse destinate alle call del programma CERV possono contare su oltre 500 milioni di euro. Si tratta di bandi caratterizzati sempre più dall'impiego delle Lump Sum che puntano a facilitare la vita ai partecipanti, inclusi gli Enti locali italiani per i quali sono disponibili anche due strumenti di assistenza: il progetto DAE-SITE e la Rete di Consiglieri locali dell'UE.

Fondi europei: nuove call Programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori e JUST 2021-2027

Sono questi alcuni degli elementi principali emersi oggi durante il webinar "L’Europa delle opportunità: i Fondi a gestione diretta" promosso dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI). Un'occasione di confronto con gli esperti del programma 'Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori' (in inglese 'Citizens, Equality, Rights and Values' - CERV) che - è stato ricordato durante l'incontro - nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 sarà inglobato nel nuovo AgoraEU.

Cos'è CERV e quali sono le risorse del biennio 2026-27?

Come ha spiegato Manuela Marsano, responsabile del National Contact Point (NCP) italiano del CERV, il programma in questione rappresenta il principale strumento finanziario dell'UE per la protezione e la promozione dei diritti e dei valori europei, sanciti dai Trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali.

Nato dall'unione di precedenti programmi quali REC (Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza), Europe for Citizens e Daphne, il programma mira a sostenere organizzazioni della società civile ed enti locali nella creazione di una società aperta, democratica e inclusiva. Il programma si articola in quattro 'strand' (o pilastri): Valori dell'Unione, Uguaglianza e Diritti, Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini e Daphne (dedicato alla lotta alla violenza).

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Guardando alle risorse, ricorda Marsano, per l'ultimo biennio della programmazione attuale, il Work Programme 2026-2027 dispone di un budget complessivo che supera i 500 milioni di euro in termini di sovvenzioni ('grants')

Nello specifico, per il 2026 sono stanziati circa 235,2 milioni di euro, mentre per il 2027 la dotazione sale a circa 251,4 milioni di euro. La ripartizione vede il pilastro "Valori dell'Unione" come il più corposo (oltre 116 milioni nel 2026 e 145 milioni nel 2027), seguito da "Coinvolgimento dei cittadini" (circa 59 milioni nel 2026), che rappresenta lo strand più direttamente utilizzato dalle municipalità per progetti di gemellaggio e reti di città.

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Panoramica delle call CERV 2026-2027

Di particolare interesse per gli enti comuni e non solo, è la condivisione da parte di Marsano del calendario indicativo delle call CERV 2026-2027, che ovviamente potrebbe subire delle variazioni ma è fondamentale per avere "un aiuto nel programmare la partecipazione ai bandi".

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Il biennio 2026-2027 segna una fase di transizione verso il prossimo bilancio europeo, con "alcuni bandi a cui siamo abituati ad avere una cadenza annuale" che "saranno invece ad unica scadenza", ha ricordato Marsano. 

Partendo dal primo strand, il bando "Union Values" uscirà a fine 2026 ed è dedicato al rafforzamento e alla capacitazione delle organizzazioni della società civile per la promozione dei diritti fondamentali, così come sanciti dalla Carta. Si tratterà di un "bando a regranting", spiega Marsano, ossia "una tipologia di finanziamento che ha l'obiettivo chiaro da parte della Commissione Europea di andare a finanziare delle piccole realtà che diversamente non riuscirebbero ad avere accesso ai fondi perché magari troppo piccole e poco strutturate. La Commissione finanzia dei progetti molto consistenti i cui beneficiari sono delle organizzazioni intermedie che poi fanno rifinanziamento a cascata per i piccoli".
Sempre in questo pilastro, verrà lanciato, tanto nel 2026 quanto nel 2027, il bando Charter and Litigation, finalizzato a potenziare le capacità del tessuto associativo nel far rispettare la Carta dei diritti fondamentali, contrastare i crimini d'odio e tutelare i whistleblowers.

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Passando al secondo strand, la novità è che nel 2027 verrà lanciato un bando che non c'era in passato: una "costola della call Equal" volta a combattere tanto l'antisemitismo quanto l'odio e il razzismo nei confronti della comunità musulmana, finanziando progetti che creano il dialogo tra queste due comunità. Il bando Equal, invece, non verrà lanciato nel 2026, ma ci sarà nel 2027. Si tratta del più grande invito a presentare proposte sulla promozione dell'uguaglianza e contrasto a tutte le discriminazioni. A tal proposito, sottolinea Marsano, "ci sarà - all'interno del bando - una priorità dedicata specificamente alla promozione dell'uguaglianza e contrasto alla discriminazione di persone con disabilità, che finora era un tema solo trasversale". Ancora, è attualmente attivo fino ad aprile 2026 il bando Gender Equality incentrato su quattro priorità: equilibrio tra vita professionale e privata, parità retributiva, rappresentanza paritaria nei processi decisionali e contrasto agli stereotipi di genere. D'altra parte, verrà pubblicato nel 2027 il bando Child, con l'obiettivo di proteggere i diritti dei minori e favorire la loro partecipazione democratica.

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Nel terzo strand legato alla partecipazione attiva, abbiamo il bando Memoria (in uscita tra un paio di mesi) per commemorare eventi chiave della storia europea. Il bando Citizens Engagement and Participation (CIV) dovrebbe essere pubblicato a stretto giro (in base alle affermazioni di Marsano "probabilmente entro fine settimana"). C'è poi il bando Gemellaggi, "consigliatissimo ai piccoli comuni perché è il più semplice tra i fondi diretti", e il bando Reti di città, attualmente aperto e con scadenza ad aprile 2026 per creare scambio su tematiche specifiche tra cittadini e rappresentati dei Comuni aumentando conoscenza e cooperazione.

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Infine lo strand Daphne vedrà la pubblicazione di due omonime call - una nel 2026 l'altra nel 2027 - per contrastare la violenza di genere e perpetuata contro i minori.

Photo credit: Marsano - webinar ANCI

Sul fronte procedurale, si consolida l'utilizzo del modello di finanziamento Lump Sum (somma forfettaria), che semplifica drasticamente la rendicontazione focalizzandola sul raggiungimento dei risultati e delle attività (come eventi, workshop o seminari) piuttosto che sulla verifica analitica delle singole pezze d'appoggio finanziarie. Come precisato dal National Contact Point, questo approccio non è univoco ma si adatta alla natura del bando:

  • Modello "Prefixed" (es. Reti di città): In questo caso il budget è predefinito dalla Commissione Europea attraverso una griglia fissa. Il finanziamento si calcola incrociando il numero di paesi partecipanti con la fascia di cittadini coinvolti (ad esempio, un evento in presenza con 40 partecipanti e 1-3 paesi partner genera automaticamente un contributo di 13.215 euro). In fase di rendicontazione, l'ente non deve dimostrare i costi sostenuti, ma fornire la prova dell'avvenuta realizzazione dell'evento e del numero minimo di partecipanti previsto.
  • Modello a "Budget Dettagliato" (es. Gender Equality): Per altre call, la fase di candidatura richiede ancora la compilazione di un preventivo classico e analitico. Tuttavia, una volta approvato, il progetto viene gestito come una somma forfettaria suddivisa per pacchetti di lavoro (Work Packages). Quindi, il pagamento finale è subordinato esclusivamente al completamento delle attività previste in ogni pacchetto, eliminando il controllo burocratico sulle singole fatture.

Sul fronte del processo valutativo, Marsano ha posto l'accento sul carattere vincolante del gender mainstreaming, elemento che oggi rappresenta una discriminante fondamentale per il successo di una proposta nel programma CERV. Integrare la prospettiva di genere non è più considerato "un mero adempimento formale, bensì un requisito strutturale": l'assenza di un approccio trasversale e ben articolato comporta solitamente "una penalizzazione di 2 o 3 punti nella valutazione di merito". In un ecosistema caratterizzato da un'altissima competitività, tale scarto risulta quasi sempre decisivo, determinando l'esclusione di progetti che, pur validi, finiscono per scivolare tra quelli "finanziabili ma non prioritari".

È tuttavia fondamentale comprendere che la Commissione Europea richiede un'analisi che va ben oltre la semplice parità di partecipazione numerica alle attività. Il gender mainstreaming impone infatti una valutazione d'impatto profonda. In questo quadro, quindi "i proponenti devono dimostrare come le azioni progettuali influenzino diversamente i generi" e, soprattutto, come contribuiscano attivamente all'abbattimento delle disuguaglianze esistenti. Per affrontare questa complessità tecnica, il National Contact Point suggerisce di fare riferimento ai parametri dello European Institute for Gender Equality (EIGE), le cui linee guida offrono criteri specifici per misurare l'impatto di genere nelle diverse aree di intervento.

CERV nella programmazione 2028-2034

Nel corso del suo intervento, Laura Cavallo, Direttore Ufficio Fondi Europei a gestione diretta del Dipartimento Affari Europei Presidenza Consiglio dei Ministri, ha delineato una prospettiva di profondo cambiamento per il programma CERV all'interno del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034.

Nel prossimo settennato, infatti, si prefigura una stagione caratterizzata da una maggiore centralità finanziaria e da una radicale riorganizzazione strutturale. La principale novità riguarda la futura confluenza del CERV, insieme a programmi come Creative Europe, nel nuovo AgoraEU: un programma autonomo che si inserirà all'interno della Rubrica 2 "Competitiveness, prosperity and security", il quale a sua volta raggrupperà la gran parte dei fondi a gestione diretta.

Sotto l’influenza dei rapporti Draghi e Letta, il nuovo assetto europeo assegnerà ai fondi transnazionali un ruolo cruciale nel coniugare competitività e coesione, trasformando i progetti in investimenti pragmatici con ricadute dirette sui territori. In questo scenario di semplificazione - che vedrà i programmi complessivi ridursi da 52 a soli 16 - la sfida per l’Italia sarà superare la frammentazione.

Progetto DAE-SITE 

Per supportare questa transizione, il Dipartimento per gli Affari Europei (DAE) è stato rafforzato nelle sue funzioni dall'art. 19 del Decreto PA (D.L. 25/2025), che ha stanziato risorse specifiche permettendo di collaborare con la società in-house Eutalia.

Frutto di questa nuova spinta è il progetto SITE (Sistema Italia in Europa), un’iniziativa cardine del Dipartimento per garantire una maggiore e migliore partecipazione dell'Italia ai progetti finanziati dai programmi europei a gestione diretta, favorendo la realizzazione di nuovi investimenti anche innovativi.

L'iniziativa si articola su tre pilastri:

  • l'elaborazione di una Strategia Nazionale per concentrare gli sforzi su settori prioritari,
  • la creazione di una Piattaforma Nazionale dotata di intelligenza artificiale per orientare gli enti tra i bandi e facilitare la ricerca partner,
  • e un deciso investimento sulla capacità amministrativa, con un'attenzione particolare ai piccoli Comuni.

Concretamente, quindi, sono previste tre linee operative che consistono non solo nell'assistenza tecnica legale e finanziaria, ma anche in veri e propri laboratori pratici di progettazione condivisa con partner europei.

Photo credit: Cavallo - webinar ANCI

L'urgenza di un simile intervento è confermata dai dati. Come sottolineato da Cavallo, un'indagine conoscitiva ha rilevato che il 25% dei Comuni italiani non ha mai partecipato a programmi diretti a causa della carenza di personale o della difficoltà di orientamento tra i bandi disponibili. Un dato non totalmente negativo, considerando che il restante 75% ha partecipato almento una volta ad iniziative europee. Allo stesso tempo si tratta, però, di un pool di enti che hanno comunque riscontrato difficoltà quali il coordinamento interno tra uffici, la gestione del partenariato, il rispetto dei cronoprogrammi e la rendicontazione delle risorse. 
In questo quadro, il progetto DAE-SITE, con un orizzonte temporale di circa un anno, si propone dunque come uno strumento operativo per colmare questi gap, trasformando le necessità dei territori in progetti europei di successo.

Rete di Consiglieri locali dell'UE

Nel corso del webinar ANCI, Michele Cercone, Vice Direttore Comunicazione del Comitato Europeo delle Regioni, si è focalizzato sull'evoluzione della Rete dei Consiglieri locali dell’UE (EULC), che rappresenta il più grande network europeo di eletti politici locali con oltre 3.000 membri (o 'EU Councillors') nei 27 Paesi UE

A tal proposito, l'Italia vanta una presenza significativa con 705 consiglieri locali già inseriti nel network, rete che ha permesso di mettere in connessione più di 1.700 enti locali e regionali, favorendo lo scambio di buone pratiche e la cooperazione diretta tra i territori e le istituzioni europee.

L'EULC nasce dalla fusione tra l'iniziativa della Commissione Europea "Building Europe with Local Councillors" (BELC) e la rete del Comitato delle Regioni "European Network of Local and Regional Councillors". In particolare, la governance e la gestione congiunta tra le due istituzioni è avvenuta ufficialmente a partire da aprile 2025. Frutto concreto di questa unione sono stati un marchio unico, un solo sito web e uniche procedure di candidatura, nonché strumenti di comunicazione ed eventi condivisi. 

Quanto ai principali successi raggiunti dall'EULC, vale la pena sottolineare che oltre 300 consiglieri hanno partecipato attivamente a eventi di rilievo europeo, contribuendo a portare la voce dei territori a Bruxelles. Inoltre, sono state pianificate ed eseguite numerose attività di capacity building, tra cui 15 visite di studio a Bruxelles previste per il 2025, che hanno coinvolto più di 230 partecipanti. La rete ha garantito un flusso costante di informazioni tecniche attraverso la diffusione di strumenti rapidi come gli "Info flash" (ne sono stati diffusi 30 tra luglio 2025 e febbraio 2026) e l'organizzazione di webinar multilingue (12 programmati nel 2025).

Come sottolineato da Cercone, l'idea è che la Rete proponga ai partecipanti delle opportunità concrete, che vanno dai prodotti di informazione sulle iniziative europee alla piattaforma online multilingue: 

Photo credit: Cercone - webinar ANCI

"Mettiamo sempre i Councillor al centro del nostro lavoro", ha evidenziato Ceccone, fornendo loro "la possibilità di trovare i loro corrispettivi o altri consiglieri sia a livello locale che a livello nazionale attraverso la mappa interattiva presente sul sito, la partecipazione alle EU sessions e poi abbiamo la promozione di eventi locali e regionali - come la call per gli eventi locali con i membri del Comitato delle Regioni - e un nuovo toolkit di comunicazione a disposizione dei consiglieri", oltre alla possibilità di avere "ulteriori informazioni sulle opportunità di finanziamento attraverso webinar, prodotti di informazioni e moduli informativi con i 'supporters' (formati sviluppati anche grazie alla collaborazione con ANCI)".

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o