FASI: Funding Aid Strategies Investments

Smart cities: via al Programma finanziamento per i Climate City Contract delle città italiane

 

Foto di sq lim da UnsplashIl Ministero dell’Ambiente ha pubblicato il decreto ministeriale che istituisce il Programma di finanziamento di interventi inseriti nei Climate City Contract, uno strumento cruciale per le 9 città italiane selezionate nell’ambito della Mission Climate-Neutral and Smart Cities di Horizon Europe.

Horizon Europe: cosa finanziano le call 2026 e 2027 della Mission sulle smart cities

Ad aprile 2022 la Commissione Europea ha individuato 100 città dei 27 Stati membri (più altre 12 di Paesi associati al programma di ricerca e innovazione dell'UE Horizon Europe) per trasformarle - in linea con l’obiettivo della Missione UE “Città intelligenti e a impatto climatico zero” - in centri di sperimentazione e innovazione verso il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030, per rendere poi sostenibili entro il 2050 tutte le città dell’Unione. 

Tra queste città selezionate dall’Esecutivo europeo, rientrano anche i nove centri urbani italiani, che hanno già stipulato con la Commissione UE i loro Climate City Contract (CCC), uno strumento innovativo di governance della città e coinvolgimento dei cittadini in cui si definiscono impegni strategici, piani di azione e piani di investimenti per la neutralità climatica al 2030. 

Adesso, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), con la pubblicazione del decreto ministeriale del 19 dicembre 2025, ha sbloccato gli 11,8 milioni di euro messi a disposizione degli interventi inseriti nei Climate City Contract delle nove città italiane selezionate dall’UE.

Cosa sono i Climate City Contract della Climate-Neutral and Smart Cities Mission

La Missione sulle smart cities di Horizon Europe nasce da una precisa consapevolezza: le città occupano solo il 4% del territorio europeo ma ospitano il 75% dei cittadini e, a livello globale, i centri urbani sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di CO2. Da qui la necessità di trasformare 112 città in hub di sperimentazione e innovazione che raggiungano la neutralità climatica entro il 2030, in anticipo di vent’anni rispetto all’obiettivo più ampio del Green Deal del net-zero entro il 2050. 

In tale contesto, i Climate City Contract rappresentano, insieme alla Mission Platform, il fulcro operativo della Missione, caratterizzandosi come strumenti di governance multilivello complessi volti a colmare il divario tra le ambizioni climatiche dell’UE e l’implementazione urbana, con un forte accento sul coinvolgimento diretto delle comunità locali. 

Tali contratti si configurano quindi come dei documenti che formalizzano l’impegno di una città verso la neutralità carbonica e che al loro interno contengono:

  • una sezione firmata dalle autorità locali e dai partner strategici (come ad esempio le Regioni o le aziende) che stabilisce l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2030; 
  • un piano d’azione dettagliato che identifica gli interventi in settori chiave quali energia, trasporti, rifiuti e processi industriali urbani;
  • un piano degli investimenti, che descrive la strategia che la città intende adottare per finanziare la transizione, mappando risorse pubbliche (fondi UE e nazionali) e meccanismi per attrarre capitali privati. 

Le città che ottengono l’approvazione dei loro CCC ricevono la “Mission Label”, un marchio di qualità della Commissione UE che facilita l’accesso a finanziamenti agevolati tramite la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e che funge da fattore di “de-risking” per gli investitori privati. 

Per quanto concerne il nostro Paese, in Italia sono 9 le città che hanno raccolto questa sfida e hanno elaborato dei Climate City Contract, che la Commissione ha già reputato coerenti con le politiche climatiche dell’UE.

Climate City Contract: il Programma di finanziamento degli interventi delle città italiane

Il decreto ministeriale n. 558 del 19 dicembre 2025 istituisce il “Programma di finanziamento di interventi inseriti nei Climate City Contract” definendo le modalità di presentazione, da parte delle nove città italiane selezionate da Bruxelles, delle proposte inserite nei loro contratti. Si tratta in particolare di Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino

Più in dettaglio, coerentemente con gli obiettivi della EU Cities Mission di Horizon Europe, il Programma è finalizzato al finanziamento di interventi che contribuiscano al raggiungimento della neutralità climatica delle città attraverso azioni concrete e misurabili nei seguenti ambiti: 

  • energie rinnovabili; 
  • efficienza energetica; 
  • mobilità sostenibile. 

Quanto alle risorse finanziarie disponibili, il Programma istituito dal MASE con il DM 558/2025 ha a disposizione 11.849.400 euro, a valere sul bilancio di previsione del Ministero, ripartiti equamente tra i Comuni (circa 1,31 milioni di euro ciascuno). Tali risorse, possono coprire solo le spese di investimento in conto capitale (CapEx), escludendo quindi le spese di natura operativa e corrente come bonus, incentivi o agevolazioni riconducibili a forme di sostegno non qualificabili come spese di investimento in conto capitale. 

Per ottenere i finanziamenti, ogni proposta dovrà contenere la relazione illustrativa (con il contesto territoriale e la descrizione dettagliata degli interventi da realizzare), l’ambito dell’intervento e degli impatti previsti, la mappatura degli stakeholder e le modalità di partecipazione dei cittadini, nonchè una dichiarazione attestante che la propria proposta è coerente con il Piano di azione e di investimenti dei Climate City Contract, il quadro economico con indicazione del finanziamento richiesto, un cronoprogramma di definizione e attuazione degli interventi e, infine, l’indicazione delle azioni e obiettivi comuni con il Piano Sociale per il Clima e con il Piano Nazionale per la Qualità dell’Aria

Le proposte di intervento dovranno inoltre fornire delle indicazioni puntuali sulla superficie territoriale (in km2), la popolazione residente al 31 dicembre 2024, i posti offerti dal trasporto pubblico locale km/ab, la disponibilità di verde urbano mq/ab, il numero di giorni di superamento di PM10 (2025) e le emissioni GHG complessive in tCO2 eq/ab. 

Per quanto concerne le tempistiche, le nove città beneficiarie dovranno trasmettere al MASE le candidature entro il 26 aprile 2026. Successivamente, il Ministero avvierà le fasi di istruttoria tecnica e valutazione ai fini della sottoscrizione di specifici Accordi di Programma necessari per accedere ai finanziamenti, che disciplineranno in particolare: gli interventi oggetto di finanziamento e il contributo assegnato dal MASE con l’indicazione dei corrispondenti Codici Unici di Progetto (CUP); le modalità e i termini di attuazione degli interventi; le modalità di rendicontazione delle spese ed erogazione del finanziamento; gli obblighi di rendicontazione connessi al monitoraggio a carico del Comune beneficiario; le cause e le modalità di revoca totale o parziale del finanziamento; le modalità di utilizzo delle eventuali economie; gli obblighi in materia di tracciabilità dei flussi finanziari; le modalità di risoluzione delle controversie. 

Consulta la scheda di sintesi del Programma di finanziamento per i Climate City Contract delle città italiane

Per approfondire: Cosa finanzia il Work Programme 2026-2027 delle Missions di Horizon Europe

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o