Riforma incentivi: il secondo decreto attuativo punta sul Fondo Crescita Sostenibile
Dopo l'adozione del Codice degli incentivi, il Governo procede alla fase due della riforma del sistema delle agevolazioni alle imprese prevista dalla legge delega n. 160/2023. Non c'è una netta sforbiciata alla giungla degli incentivi attualmente attivi, ma un'operazione di razionalizzazione che abroga 20 misure facendone confluire le risorse nel Fondo Crescita Sostenibile (FCS).
In Gazzetta il Codice incentivi: dal bando tipo alle premialità, cosa cambia
Le 20 agevolazioni abrogate dal secondo decreto attuativo della riforma degli incentivi non spariscono però del tutto: alcune diventeranno linee di intervento attivabili mediante bandi del Fondo Crescita Sostenibile, lo strumento istituito nel 2012 dal decreto Crescita (o decreto Sviluppo), che ha abrogato 43 norme nazionali relative ad agevolazioni al sistema imprenditoriale e istituito un contenitore al posto del Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica (ex FIT), con finalità che spaziano dal sostegno a ricerca e innovazione fino all'internazionalizzazione.
Riforma incentivi: abrogate 20 agevolazioni. Potenziato il Fondo Crescita Sostenibile
Il nuovo decreto legislativo in attuazione della legge delega n. 160-2023 è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 27 marzo, lo stesso che ha varato il decreto Fiscale che ha ridimensionato gli incentivi per gli esodati di Transizione 5.0 e cancellato la clausola made in EU dalla disciplina dell'iperammortamento.
L'operazione prevista dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) fa perno sul Fondo Crescita Sostenibile, perché le risorse delle 20 misure abrogate passano nelle disponibilità del FCS, con la possibilità di attivare parte degli interventi prima autonomi nell'ambito dello strumento.
In base alle anticipazioni de Il Sole 24 Ore, nella lista rientrerebbero:
- Fondo trasferimento tecnologico
- Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico
- Nuove imprese a tasso zero
- Fondo impresa femminile
- Fondo imprese creative
- Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti
- agevolazioni per le imprese confiscate o sequestrate alla criminalità organizzata
- Digital transformation
- Fondo transizione industriale
- agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo per Economia circolare
- Fondo Green new deal
- Smart&Start
- Nuova Marcora
Tra gli incentivi abrogati, inoltre, ci sarebbero quelli per brevetti e marchi, per investimenti nel capitale di rischio nelle PMI, per aeronautica, chimica verde, componentistica auto ed energia rinnovabile, per la blockchain, per le imprese del turismo e dello spettacolo.
Non si tratta, per tutte le misure, di una vera e propria cancellazione, ma della concentrazione nel quadro generale di regole che disciplina il Fondo Crescita Sostenibile e nelle sue sezioni, in modo da ridurre drasticamente il numero delle misure gestite dalla Direzione generale Incentivi alle imprese del MIMIT, che - come esito della razionalizzazione - passeranno da 33 a 10.
Come funziona il Fondo Crescita Sostenibile
Il DL 83/2012, che lo ha istituito, ha previsto per il Fondo Crescita Sostenibile il perseguimento di tre finalità:
- promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese;
- rafforzamento della struttura produttiva, riutilizzo di impianti produttivi e rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma;
- promozione della presenza internazionale delle imprese e attrazione di investimenti dall'estero, anche in raccordo con le azioni attivate dall'ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
Il decreto dell'8 marzo 2013, attuativo del DL Sviluppo, ha poi stabilito che il Fondo Crescita Sostenibile possa finanziare quattro tipologie di interventi:
- sostegno a progetti di R&S, tra cui gli interventi attivati in tandem con il FRI, il Fondo Rotativo Imprese gestito da CDP,
- rafforzamento della struttura produttiva del Paese, comprese le agevolazioni di cui alla legge 181/89 per le aree di crisi,
- internazionalizzazione delle imprese e attrazione di investimenti dall’estero, anche per favorire la partecipazione a fiere e a gare internazionali,
- progetti speciali per la riqualificazione competitiva di specifiche aree tecnologiche-produttive strategiche per la competitività del Paese, con impatti anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro o salvaguardia dell'occupazione.
In linea generale, gli aiuti del FCS sono concessi nella forma del finanziamento agevolato, ma a precise condizioni il Fondo può concedere anche contributi diretti alla spesa, in conto impianti, in conto capitale e in conto interessi, garanzie, bonus fiscali ed è possibile anche la partecipazione al capitale di rischio.
La messa a terra delle risorse passa per i bandi che individuano interventi, spese e beneficiari ammissibili, forma e intensità delle agevolazioni, nonché termini e modalità per la presentazione e la valutazione delle domande e per la concessione ed erogazione degli aiuti. Da questi bandi FCS, dipenderanno quindi, una volta completato l'iter del dlgs, anche gli incentivi MIMIT che, sotto l'ombrello del Fondo, continuiranno ad operare anche dopo la riforma.
o