FASI: Funding Aid Strategies Investments

Linee guida BIM: plauso da ANAC e ANCE

Photocredit: Photo by asawin form PxHere - CC0 Public DomainDopo la pubblicazione delle Linee guida per la progettazione in BIM da parte del Ministero infrastutture e trasporti (MIT), un plauso per il lavoro svolto dalla Commissione di monitoraggio BIM presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato espresso da ANAC e ANCE. A convincere sono soprattutto i chiarimenti che riducono il rischio di contenzioso e accompagnano le stazioni appaltanti in una trasformazione che oltre ad essere tecnologica è anche organizzativa.

Correttivo Codice appalti: il MIT fa il punto sulle misure a favore delle PMI

Le Linee guida BIM sono state definite dall’Associazione nazionale costruttori edili, infatti, "un documento atteso e particolarmente rilevante in una fase cruciale di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici” che - tra le altre cose - risolve anche “alcune criticità legate al regime transitorio, evitando aggravi non proporzionati per le imprese”.

Consip: come funziona il nuovo bando startup innovative sul MEPA

Cosa prevedono le Linee guida BIM del MIT 

Entrando nel merito del documento da 62 pagine pubblicato in questi giorni dal MIT, le “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti” offrono alle stazioni appaltanti “indicazioni chiare e proporzionate per l’attuazione del nuovo Codice”, spiegano dal MIT, “promuovendo l’utilizzo della tecnologia BIM per ridurre le varianti in corso d’opera e garantire maggiore certezza nei tempi di realizzazione”.

L’adozione delle Linee guida per la progettazione in BIM (Building information modeling) arriva a distanza di poco più di un anno dall'entrata in vigore dell’obbligo dell’uso del BIM negli appalti pubblici per opere dal valore superiore ai 2 milioni di euro e segna un passaggio molto atteso dagli operatori.

All'indomani dell’adozione del nuovo Codice appalti, infatti, erano emerse difficoltà interpretative sulla norma relativa al BIM che aveva portato il Ministero ad istituire, ad aprile 2025, la Commissione per il monitoraggio BIM presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici al fine di produrre un documento operativo a servizio delle stazioni appaltanti, obiettivo inserito anche tra i target PNRR.

Il risultato è stato un documento incentrato su capitoli come la Gestione informativa digitale (GID) e le Azioni necessarie per la sua applicazione, nonché sui ruoli e sulle responsabilità, così come sulla formazione, sul Piano di acquisizione, gestione e manutenzione degli strumenti hardware e software e sulla sicurezza.

Tra gli aspetti più rilevanti della Linee guida BIM figurano senza dubbio i chiarimenti sul periodo transitorio. Il documento, infatti, chiarisce una volta per tutte che per i procedimenti avviati in epoca pre-BIM (antecedenti, quindi, al 1° gennaio 2025) è escluso l’obbligo di transizione al Building information modeling. In altri termini, se un procedimento è stato avviato prima del 1° gennaio 2025 con metodologie tradizionali, potrà continuare in tale forma senza la necessità di adottare il BIM. 

Un altro capitolo di grande rilievo per l'operatività di migliaia di cantieri è poi quello relativo all'adozione del BIM nei progetti di manutenzione dell'esistente. In questo caso le Linee guida chiariscono il perimetro di applicazione di tale obbligo, escludendolo per quei casi in cui l’adozione del BIM risulti sproporzionato rispetto alla natura dell’opera. In concreto, quindi, qualora l’intervento edilizio non comporti alterazioni di volumetria o trasformazioni sostanziali, il progetto non dovrà essere gestito in BIM.

Tra gli altri aspetti cruciali trattati dalle Linee guida per la progettazione in BIM si cita, infine, quello relativo alla cybersecurity. Il documento ribadisce infatti, una volta per tutte, l’adozione del paradigma secondo cui la sicurezza informatica non può più essere considerata solo un'opzione tecnica, ma diventa invece un elemento fondante del processo di digitalizzazione. Pertanto, qualora l’Ambiente di condivisione dati (ACDat) risieda in un’infrastruttura cloud, esso dovrà essere preventivamente qualificato in conformità al regolamento dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza in modo tale da risultare coerente con la criticità dei dati trattati dalla stazione appaltante.

I commenti di ANAC e ANCE sulle Linee guida BIM

Come già accennato, dagli stakeholders è stata espressa soddisfazione per il lavoro svolto dalla Commissione per il monitoraggio BIM. Intervistato da Diario Diac, ad esempio, presidente dell’ANAC, Giuseppe Busìa, ha sottolineato come le Linee guida “aiuteranno le stazioni appaltanti che per legge devono utilizzare tali strumenti negli affidamenti sopra i due milioni di euro, ma che spesso non hanno competenze e mezzi adeguati, con il rischio di applicazioni meramente formali e l’altissima probabilità di non sfruttarne appieno le reali potenzialità”. 

Toni analoghi sono presenti anche nei commenti pervenuti da ANCE. Secondo i costruttori, infatti, le Linee guida BIM assumono “un ruolo di ponte tra Normativa e Prassi amministrativa”, non limitandosi “solo ad un mero dettato normativo” bensì riuscendo “a veicolare con esito positivo il messaggio che la GID si configura come un vero e proprio processo promotore di un cambiamento di paradigma organizzativo, giuridico e culturale del settore delle costruzioni”.

Consulta le “Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti” del MIT