PNRR: tagli ai progetti di welfare dei Comuni
Il Ministero del Lavoro ha deciso di tagliare i progetti PNRR in materia di welfare di diversi Comuni risultati in ritardo. Ad essere toccati sono, in particolare, due investimenti della Missione 5, Componente 2 (M5C2) che cubano complessivamente quasi un miliardo di euro. Sorpresa per l’iniziativa ministeriale è stata espressa dall'ANCI che ha chiesto l’immediato stop alle procedure di definanziamento.
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Alla base dell’iniziativa del Ministero del Lavoro ci sarebbero i ritardi maturati da diversi Comuni nella realizzazione dei progetti afferenti, da un lato, all’investimento 1.2 della M5C2 per la realizzazione di percorsi di autonomia per le persone con disabilità e, dall’altro, all’investimento 1.3 relativo, invece, all’housing temporaneo. Due misure PNRR che in passato sono state rimodulate e che valgono oggi 960 milioni di euro.
Ministero del Lavoro: tagli ai progetti PNRR dei Comuni
La tagliola del Ministero del Lavoro sui progetti PNRR in materia di welfare si sarebbe basata sui ritardi maturati da diversi Comuni e che emergono dalla Piattaforma ReGis. A diverse amministrazioni comunali - riporta infatti il Sole24Ore - sarebbero state recapitate le lettere di definanziamento del Ministero del Lavoro, emanate ai sensi del DL 19/2024 che ha recepito la grande revisione PNRR di dicembre 2023 ed ha provveduto a disciplinare anche le ripercussioni finanziarie di eventuali ritardi.
Si tratta, infatti, di quel provvedimento che - oltre a disciplinare le novità sul Piano - ha introdotto la famosa “clausola di salvaguardia PNRR”, fortemente voluta dall’allora ministro per gli Affari europeo e il PNRR, Raffaele Fitto. Stiamo parlando della norma che punta a mettere al riparo le finanze nazionali rispetto ad eventuali ritardi maturati dai Comuni, con l’obiettivo di evitare di mettere sotto pressione i conti pubblici rispetto ad eventuali procedure europee di recupero delle risorse PNRR.
L’articolo 2 del DL 19/2024 prevede infatti che, “qualora la Commissione europea accerti (...) l’omesso ovvero l’incompleto conseguimento degli obiettivi finali di realizzazione previsti per i programmi e gli interventi del PNRR, l’Amministrazione centrale titolare dell’intervento, su richiesta dell’Ispettorato generale per il PNRR, provvede a restituire gli importi percepiti, attivando le corrispondenti azioni di recupero nei confronti dei soggetti attuatori inadempienti e responsabili dell'omesso ovvero dell'incompleto conseguimento dei predetti obiettivi finali”.
A cogliere di sorpresa l'Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) sarebbe il fatto che i ritardi contestati dal Lavoro non starebbero, in realtà, incidendo negativamente sugli obiettivi PNRR concordati con Bruxelles.
In tale contesto, il Presidente ANCI, Gaetano Manfredi, ha contestato l’azione di recupero delle somme PNRR concesse ai Comuni, chiedendo ai ministri Calderone (Lavoro) e Foti (PNRR) di sospendere le procedure di taglio. Sul tema pesa anche la qualità delle informazioni contenute su ReGis. Il portale della Ragioneria generale dello Stato, infatti, non è aggiornato in tempo reale e quindi non può fornire una fotografia puntuale dello stato di avanzamento dei lavori. Per questo - riporta la testata giornalistica - il presidente ANCI non esclude la possibilità che “siano stati fatti errori" di cui è necessario si faccia carico il Ministero, avrebbe scritto il Sindaco di Napoli nella lettera ai ministri interessati.