La Commissione presenta l'Agenda UE per le città
L’Esecutivo UE ha presentato l’Agenda per le città, un documento strategico volto a migliorare le politiche urbane, ad aumentare il dialogo con le autorità locali e a facilitare l’accesso ai finanziamenti europei per lo sviluppo sostenibile delle città, con un focus specifico sulla mancanza di alloggi a prezzi accessibili.
Bilancio europeo 2028-2034: il QFP post 2027 vale 2 mila miliardi
Frutto di una consultazione lanciata nell’aprile di quest’anno, che ha ricevuto quasi 200 contributi da parte di enti locali, cittadini e altri stakeholder, l’EU Agenda for Cities intende offrire una visione strategica che punta a rafforzare la dimensione territoriale e urbana delle politiche europee, consentendo alle città di affrontare le sfide locali e contribuendo allo stesso tempo al raggiungimento dei principali obiettivi dell’Unione.
Ad oggi, il 75% circa della popolazione europea, ovvero 340 milioni di persone, risiede in città e aree urbane. La pressione sulle città è di conseguenza enorme e la loro vivibilità richiede grandi investimenti in materia di accesso ad alloggi accessibili (un problema per il 51% dei cittadini europei secondo l’ultimo Eurobarometro), mobilità sostenibile, servizi essenziali, miglioramento della sicurezza, pianificazione e regolamentazione dell'ambiente edificato e dello spazio pubblico, azione climatica, inclusione sociale.
Attualmente, l’UE sostiene le città attraverso diverse politiche settoriali e con una serie di strumenti di finanziamento ma, secondo la Commissione, proprio la varietà di iniziative e sostegni risulta a volte difficile da decifrare, compromettendo l’uso ottimale delle risorse e la comunicazione con i beneficiari. Da qui l’impegno, nella lettera d’incarico della presidente Ursula von der Leyen al vicepresidente con delega a Coesione e Riforme Raffaele Fitto, a definire un’ambiziosa Agenda politica per le città, ora presentata da Bruxelles.
L’obiettivo della nuova strategia è duplice: da una parte, razionalizzare le attuali forme di sostegno dell’UE alle città e alle altre aree urbane, in modo che i fondi si concentrino dove è più necessario e siano accessibili a tutti i potenziali beneficiari; dall’altra, rafforzare l’ambizione dell’Unione in merito allo sviluppo urbano sostenibile facendo in modo che si rifletta anche nelle future iniziative a livello UE e promuovendo approcci integrati e partecipativi. Il tutto in un’ottica di riduzione degli oneri amministrativi per i portatori di interessi, di flessibilità e di adattabilità alle esigenze emergenti - anche di investimento - delle città.
Tre le linee d’azione su cui poggia l’Agenda per raggiungere questi obiettivi: il dialogo continuo con gli enti locali; la semplificazione e il rafforzamento del sostegno europeo alle aree urbane; gli investimenti in materia di strategie urbane, che nel futuro bilancio post 2027 potranno essere sostenuti non solo tramite la politica di Coesione (come avviene oggi) ma anche attingendo ad altri programmi europei come ad esempio l’EU Competitiveness Fund.
"Abbiamo costruito questa Agenda con le città e per le città, per rispondere alle esigenze dei milioni di europei che vivono, lavorano e costruiscono il loro futuro nelle nostre aree urbane e per fornire ai sindaci e ai leader locali gli strumenti necessari per agire", ha commentato il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto.
Soddisfatto anche il presidente ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Gaetano Manfredi, che ha definito l’Agenda “un passo fondamentale, atteso e decisivo per le nostre città e per il futuro degli investimenti in Europa. Finalmente, con l’istituzione di una sede annuale di confronto diretto tra Commissione Europea e sindaci, si realizza un maggior coordinamento, è la prova che la voce dei Comuni è stata ascoltata”.
EU Agenda for cities: gli investimenti anche nel Bilancio 2028-2034
Nell’attuale programmazione europea (2021-2027), le città e gli altri centri urbani sono finanziati principalmente attraverso la politica di Coesione, attuata tramite i fondi strutturali europei, come il FESR, sia in gestione diretta che in gestione concorrente. Complessivamente, le risorse della Coesione destinate alle città ammontano a 100 miliardi di euro, fondi che dal 2021 sono allocati tramite iniziative come, ad esempio, l’European Urban Initiative e URBACT, due strumenti faro che forniscono supporto diretto alle città. Anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ricopre un ruolo centrale, dal momento che dal 2021 ad oggi ha indirizzato alle politiche urbane 80 miliardi di euro di nuovi finanziamenti.
Sebbene l’attuale sistema abbia garantito finora un dispiegamento di risorse per le strategie urbane stabile e ambizioso, il quadro delle iniziative e degli strumenti finanziari per le città è oggi abbastanza complesso e frammentato, danneggiando in questo modo soprattutto i centri urbani di piccola e media dimensione (che hanno minori risorse e capacità amministrative).
Una criticità che la Commissione UE è decisa a risolvere nell’ambito del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034, dove l'obiettivo è quello di semplificare e rendere più flessibile e integrato il supporto offerto. Nel periodo post 2027, infatti, il sostegno alle città sarà garantito dal meccanismo dei nuovi Piani di Partenariato Nazionali e Regionali, che combineranno fondi europei implementati dagli Stati membri e dalle regioni in un processo di pianificazione che dovrebbe essere su misura, ma anche allineato alle priorità comuni dell’Unione, inclusa la riduzione delle disparità economiche, sociali e territoriali. Nelle intenzioni della Commissione, tali Piani dovrebbero essere in grado di fornire maggiore flessibilità per intercettare le esigenze regionali e locali, seguendo un principio di governance multilivello (come avviene già oggi con la politica di Coesione) che dovrebbe essere in grado di sostenere anche le iniziative di cooperazione locale, comprese le strategie di sviluppo urbano integrato. In questo modo, la Commissione punta a favorire il passaggio da una logica di finanziamento basata su progetti individuali, ad una basata su un approccio integrato a lungo termine.
In tale contesto, i Piani di Partenariato agiranno in stretta connessione con altri strumenti che finanzieranno le politiche urbane, come l’EU Facility, l’European Competitiveness Fund (Fondo europeo per la competitività), il New European Bauhaus (NEB) (in particolare per i programmi di sviluppo relativi alla rigenerazione di edifici e quartieri), nonché con gli strumenti di finanziamento per la ricerca come Horizon Europe.
Infine, con l’obiettivo di rendere maggiormente fruibili tutti gli strumenti di finanziamento disponibili, verrà creata una “Piattaforma per le città dell’UE” (EU Cities platform), che oltre a supportare i centri urbani nell’accesso ai fondi dell’Unione, fornirà assistenza tecnica, conoscenze e strumenti digitali.
Housing: il problema degli alloggi a prezzi accessibili
La scarsa disponibilità di alloggi a prezzi accessibili (“affordable housing”) è un tema centrale nell’Agenda UE per le città che, non a caso, è stato identificato come la sfida più urgente dal 51% degli abitanti delle città europee.
Gli alloggi urbani, infatti, sono inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone, interessando ormai anche la classe media oltre alle famiglie a basso reddito. Nell’attuale programmazione, l’UE ha già stanziato diverse risorse per affrontare la crisi abitativa: 7,5 miliardi di euro dei fondi della Coesione, 1,9 miliardi dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), 19,6 miliardi dal Recovery and Resilience Facility (RRF) e 15,6 miliardi dalla BEI (nel periodo 2021-2024).
Tuttavia, per aumentare il livello di azione e i fondi destinati a risolvere il problema, la Commissione Europea presenterà a breve l’European Affordable Housing Plan (il Piano UE per alloggi accessibili), la nuova strategia dell’Unione volta ad agevolare la mobilitazione di finanziamenti pubblici e privati per affrontare la crisi abitativa.
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