FASI: Funding Aid Strategies Investments

Il Consiglio adotta le conclusioni sull'Agenda UE per le città

 

Città - Photo credit: Foto di pinnaignazio da Pixabay I ministri responsabili delle politiche di Coesione hanno approvato le conclusioni del Consiglio sull'Agenda UE per le città, la comunicazione presentata il 3 dicembre 2025 dalla Commissione Europea per migliorare le politiche urbane, aumentare il dialogo con le autorità locali e facilitare l’accesso ai finanziamenti europei per lo sviluppo sostenibile delle città, con un focus specifico sulla mancanza di alloggi a prezzi accessibili. 

Bilancio europeo 2028-2034: il QFP post 2027 vale 2 mila miliardi

Frutto di una consultazione lanciata nell’aprile 2025 che ha ricevuto quasi 200 contributi da parte di enti locali, cittadini e altri stakeholder, l’EU Agenda for Cities intende offrire una visione strategica che punta a rafforzare la dimensione territoriale e urbana delle politiche europee, consentendo alle città di affrontare le sfide locali e contribuendo allo stesso tempo al raggiungimento dei principali obiettivi dell’Unione. 

"Le nostre città sono attori chiave per la realizzazione delle priorità dell'UE, quali la competitività, l'innovazione e lo sviluppo sostenibile, come anche per il conseguimento degli obiettivi di coesione dell'UE. La dimensione urbana va tenuta in debita considerazione nel definire le politiche future e nel plasmare il futuro dell'Europa", ha dichiarato il 26 febbraio il ministro delle Finanze della Repubblica di Cipro, Makis Keravnos, commentando l'approvazione all'unanimità delle conclusioni del Consiglio sull'Agenda UE per le città da parte dei ministri competenti dell'Unione.

"E' importante continuare a garantire sostegno allo sviluppo rubano integrato", ha aggiunto Keravnos, sottolineando in particolare il contributo della politica di Coesione che, anche mediante la recente mid term review dei Programmi 2021-27, si è confermata parte della soluzione di lungo termine per la competitività dell'Europa. "Sono molto soddisfatto di quanto è stato fatto in così poco tempo attraverso la revisione di medio termine", ha sottolineato il vicepresidente della Commissione responsabile per la Coesione, Raffaele Fitto.

Perché un'Agenda UE per le città

Ad oggi, il 75% circa della popolazione europea, ovvero 340 milioni di persone, risiede in città e aree urbane. La pressione sulle città è di conseguenza enorme e la loro vivibilità richiede grandi investimenti in materia di accesso ad alloggi accessibili (un problema per il 51% dei cittadini europei secondo l’ultimo Eurobarometro), mobilità sostenibile, servizi essenziali, miglioramento della sicurezza, pianificazione e regolamentazione dell'ambiente edificato e dello spazio pubblico, azione climatica, inclusione sociale.

Attualmente, l’UE sostiene le città attraverso diverse politiche settoriali e con una serie di strumenti di finanziamento ma, secondo la Commissione, proprio la varietà di iniziative e sostegni risulta a volte difficile da decifrare, compromettendo l’uso ottimale delle risorse e la comunicazione con i beneficiari. Da qui l’impegno, nella lettera d’incarico della presidente Ursula von der Leyen al vicepresidente con delega a Coesione e Riforme Raffaele Fitto, a definire un’ambiziosa Agenda politica per le città, ora presentata da Bruxelles. 

L’obiettivo della nuova strategia è duplice: da una parte, razionalizzare le attuali forme di sostegno dell’UE alle città e alle altre aree urbane, in modo che i fondi si concentrino dove è più necessario e siano accessibili a tutti i potenziali beneficiari; dall’altra, rafforzare l’ambizione dell’Unione in merito allo sviluppo urbano sostenibile facendo in modo che si rifletta anche nelle future iniziative a livello UE e promuovendo approcci integrati e partecipativi. Il tutto in un’ottica di riduzione degli oneri amministrativi per i portatori di interessi, di flessibilità e di adattabilità alle esigenze emergenti - anche di investimento - delle città. 

Tre le linee d’azione su cui poggia l’Agenda per raggiungere questi obiettivi: il dialogo continuo con gli enti locali; la semplificazione e il rafforzamento del sostegno europeo alle aree urbane; gli investimenti in materia di strategie urbane, che nel futuro bilancio post 2027 potranno essere sostenuti non solo tramite la politica di Coesione (come avviene oggi) ma anche attingendo ad altri programmi europei come ad esempio l’EU Competitiveness Fund

"Abbiamo costruito questa Agenda con le città e per le città, per rispondere alle esigenze dei milioni di europei che vivono, lavorano e costruiscono il loro futuro nelle nostre aree urbane e per fornire ai sindaci e ai leader locali gli strumenti necessari per agire", ha commentato il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto.

EU Agenda for cities: il sostegno agli investimenti nel Bilancio 2028-2034

Nell’attuale programmazione europea (2021-2027), le città e gli altri centri urbani sono finanziati principalmente attraverso la politica di Coesione, attuata tramite i fondi strutturali europei, come il FESR, sia in gestione diretta che in gestione concorrente. Complessivamente, le risorse della Coesione destinate alle città ammontano a 100 miliardi di euro, fondi che dal 2021 sono allocati tramite iniziative come, ad esempio, l’European Urban Initiative e URBACT, due strumenti faro che forniscono supporto diretto alle città. Anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ricopre un ruolo centrale, dal momento che dal 2021 ad oggi ha indirizzato alle politiche urbane 80 miliardi di euro di nuovi finanziamenti. 

Sebbene l’attuale sistema abbia garantito finora un dispiegamento di risorse per le strategie urbane stabile e ambizioso, il quadro delle iniziative e degli strumenti finanziari per le città è oggi abbastanza complesso e frammentato, danneggiando in questo modo soprattutto i centri urbani di piccola e media dimensione (che hanno minori risorse e capacità amministrative). 

Una criticità che la Commissione UE è decisa a risolvere nell’ambito del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034, dove l'obiettivo è quello di semplificare e rendere più flessibile e integrato il supporto offerto. Nel periodo post 2027, infatti, il sostegno alle città sarà garantito dal meccanismo dei nuovi Piani di Partenariato Nazionali e Regionali, che combineranno fondi europei implementati dagli Stati membri e dalle regioni in un processo di pianificazione che dovrebbe essere su misura, ma anche allineato alle priorità comuni dell’Unione, inclusa la riduzione delle disparità economiche, sociali e territoriali. Nelle intenzioni della Commissione, tali Piani dovrebbero essere in grado di fornire maggiore flessibilità per intercettare le esigenze regionali e locali, seguendo un principio di governance multilivello (come avviene già oggi con la politica di Coesione) che dovrebbe essere in grado di sostenere anche le iniziative di cooperazione locale, comprese le strategie di sviluppo urbano integrato. In questo modo, la Commissione punta a favorire il passaggio da una logica di finanziamento basata su progetti individuali, ad una basata su un approccio integrato a lungo termine. 

In tale contesto, i Piani di Partenariato agiranno in stretta connessione con altri strumenti che finanzieranno le politiche urbane, come l’EU Facility, l’European Competitiveness Fund (Fondo europeo per la competitività), il New European Bauhaus (NEB) (in particolare per i programmi di sviluppo relativi alla rigenerazione di edifici e quartieri), nonché con gli strumenti di finanziamento per la ricerca come Horizon Europe

Inoltre, con l’obiettivo di rendere maggiormente fruibili tutti gli strumenti di finanziamento disponibili, verrà creata una “Piattaforma per le città dell’UE” (EU Cities platform), che oltre a supportare i centri urbani nell’accesso ai fondi dell’Unione, fornirà assistenza tecnica, conoscenze e strumenti digitali. 

Per approfondire: NRP Fund: il regolamento del Fondo unico per i Piani di partenariato nazionali e regionali

Tra i temi centrali dell'Agenda spicca quello relativo alla scarsa disponibilità di alloggi a prezzi accessibili, per il quale la Commissione ha anche previsto un Piano dedicato, l'EU Affordable Housing Plan. Gli alloggi urbani, infatti, sono inaccessibili per un numero sempre maggiore di persone, interessando ormai anche la classe media oltre alle famiglie a basso reddito.

Nell’attuale programmazione, l’UE ha già stanziato diverse risorse per affrontare la crisi abitativa: 7,5 miliardi di euro dei fondi della Coesione, 1,9 miliardi dal Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), 19,6 miliardi dal Recovery and Resilience Facility (RRF) e 15,6 miliardi dalla BEI (nel periodo 2021-2024). Nell'ambito del Piano per gli alloggi accessibili la Commissione si propone di agevolare ulteriormente la mobilitazione di investimenti pubblici e privati per affrontare la crisi abitativa, anche semplificando le norme europee sugli aiuti di Stato.

Consulta l’Agenda UE per le città

Novità: le conclusioni del Consiglio sull'Agenda per le città

La comunicazione sulle città è stata oggi al centro della riunione dei ministri della Coesione dei 27, che hanno approvato delle conclusioni sull'Agenda UE che sostengono pienamente l'iniziativa della Commissione. Per il Consiglio le città hanno un ruolo chiave per l'inclusione e per la coesione economica, sociale e territoriale, ma sono anche attori rilevanti per il sostegno all'innovazione, alla decarbonizzazione e alla protezione dell'ambiente e della biodiversità, attraverso politiche e misure che possono favorire la transizione all'energia pulita, la mobilità urbana sostenibilie e la mitigazione delle emissioni.

Le conclusioni si concentrano in particolare sul contributo della politica di Coesione agli obiettivi dell'Agenda per le città, già a partire dall'attuale programmazione - in particolare attraverso la flessibilità introdotto dalla revisione di medio termine per affrontare le sfide in materia di alloggi, transizione energetica, resilienza idrica, competitività e difesa e sviluppo - e sul ruolo della BEI nel fornire servizi di finanziamento e di consulenza per trasporti urbani sostenibili, alloggi sociali sostenibili e a prezzi accessibili, decarbonizzazione, efficienza energetica, economia circolare e sviluppo di infrastrutture verdi, anche combinando finanziamenti dell'UE, nazionali e privati. 

Infine, dal Consiglio arriva l'invito alla Commissione a garantire continuità di sostegno allo sviluppo urbano integrato, attraverso il rafforzamento della dimensione territoriale e urbana delle pertinenti politiche dell'UE, sulla base dell'Agenda urbana per l'UE e dell'Agenda territoriale 2030, e il dialogo continuo con gli Stati membri, anche a livello regionale e locale delle città, garantendo nel contempo la coerenza ed evitando duplicazioni, sovrapposizioni e strutture parallele.

Leggi le conclusioni del Consiglio sull'Agenda UE per le città

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o