RESourceEU: il Consiglio è pronto ai negoziati sulla modifica del Critical Raw Materials Act
Gli Stati membri hanno adottato la propria posizione negoziale sulle modifiche al Critical Raw Materials Act (CRMA) proposte dalla Commissione insieme a RESourceEU, il piano d'azione che mira a rafforzare l'autonomia dell'Unione Europea nell'approvvigionamento di materie prime critiche, come il cobalto e il litio, e a proteggere l'industria europea da rischi geopolitici e volatilità dei prezzi.
Al via le registrazioni al Raw Materials Mechanism
Annunciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel mese di ottobre, e poi adottato il 3 dicembre, il piano RESourceEU mira a garantire la disponibilità di materie prime per settori industriali chiave - dall'automotive ai motori industriali, dalla difesa all'aerospaziale, o ai chip AI ai data center - e a proteggere le catene del valore dell'UE dalle interruzioni dell'approvvigionamento.
L'iniziativa rientra nella comunicazione congiunta sul rafforzamento della sicurezza economica, presentata dalla Commissione contestualmente a RESourceEU il 3 dicembre, di cui il Piano rappresenta la prima proposta faro, e prevede diverse modifiche al Critical Raw Materials Act (CRMA), la legge UE sulle materie prime critiche.
Con la posizione negoziale adottata oggi, 4 marzo, il Consiglio sostiene gli obiettivi della proposta della Commissione, ma introduce alcuni adeguamenti che delimitano meglio il margine di azione dell'Esecutivo UE. In questo modo, ha commentato Michael Damianos, ministro dell'Energia, del Commercio e dell'Industria della Repubblica di Cipro, a nome della presidenza del Consiglio, "la legge aggiornata sulle materie prime critiche rafforzerà la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Europa, promuovendo al contempo la circolarità e incentivando il riciclaggio".
RESourceEU, cosa prevede il Piano per ridurre la dipendenza UE sulle materie prime critiche
Attraverso il Piano d'azione RESourceEU, la Commissione intende fornire sia finanziamenti che strumenti operativi per ridurre le dipendenze strategiche dell'Unione, proteggere l'industria da shock geopolitici e di prezzo, promuovere progetti sulle materie prime critiche in Europa e fuori dall'UE, e collaborare con paesi affini per diversificare le catene di approvvigionamento. Obiettivi che si riflettono nei tre i pilastri della strategia, che riguardano appunto: la protezione del mercato interno, la promozione di progetti strategici; la diversificazione delle catene di approvvigionamento.
Relativamente al primo asse, cioé la protezione dell'industria europea da shock geopolitici e di prezzo, la Commissione prevede l'istituzione, all'inizio del 2026, di un Centro europeo per le materie prime critiche, deputato a fornire informazioni di mercato, indirizzare e finanziare progetti strategici, utilizzando strumenti su misura con partner privati e pubblici, e agire come gestore di portafoglio per catene di approvvigionamento diversificate e resilienti, anche attraverso acquisti congiunti e stoccaggio. Parallelamente, la Piattaforma delle Materie Prime faciliterà gli sforzi delle aziende per aggregare la domanda, acquistare congiuntamente materie prime strategiche e garantire accordi di ritiro (offtake agreements). Infine, sempre all'inizio del prossimo anno la Commissione punta ad avviare un programma pilota, su cui è in corso il lavoro con gli Stati membri, per un approccio coordinato dell'UE allo stoccaggio delle materie prime critiche, cui dovrà affiancarsi l'azione di monitoraggio, coordinamento delle crisi e difesa contro le interferenze ostili.
Nell'alveo delle azioni per la protezione del mercato interno, la Commissione intende anche introdurre, all'inizio del 2026, delle restrizioni all'esportazione di rottami e rifiuti di magneti permanenti, insieme a misure mirate sui rottami di alluminio. Queste misure - che la Commissione si impegna ad elaborare sulla base di una valutazione approfondita degli impatti - dovrebbero condurre ad un potenziamento della capacità di riciclo dell'UE e potrebbero essere seguite da azioni analoghe per i rottami di rame. All'obiettivo di incentivare il riciclo dei rifiuti pre-consumo per i magneti permanenti, vale a dire materiali sprecati durante la produzione, come rottami, rifilature e prodotti difettosi, dovrebbe contribuire anche un emendamento mirato al CRMA volto ad espandere i requisiti di etichettatura dei prodotti, mentre un piano d'azione ad hoc, in questo caso atteso entro la metà del 2026, dovrebbe sostenere sia i fertilizzanti domestici e i nutrienti riciclati, che alternative per affrontare le dipendenze dai fertilizzanti prodotti da materie prime critiche.
Passando al secondo pilastro, la Commissione intende sostenere lo sviluppo di progetti di materie prime critiche, agendo sia sul fronte della riduzione dei rischi degli investimenti che sull'accelerazione delle autorizzazioni. Fronte investimenti, in particolare, Bruxelles punta su strumenti finanziari di riduzione del rischio, per arrivare a mobilitare fino a 3 miliardi di euro nell'arco dei prossimi 12 mesi, in particolare a sostegno dei progetti in grado di fornire forniture alternative a breve termine. Un ruolo decisivo in questo contesto sarà svolto naturalmente dalla BEI, la Banca europea per gli investimenti.
Il Piano promuove anche la collaborazione con paesi affini per diversificare e rendere più sicure le catene di approvvigionamento. Il punto di partenza saranno i 15 partenariati strategici siglati con paesi ricchi di risorse, di cui il più recente è quello con il Sudafrica, ma in cantiere ci sono già l'avvio dei negoziati con il Brasile e l'elaborazione di quadri di investimento dedicati per catene del valore integrate di materie prime critiche con l'Ucraina, i Balcani occidentali e i paesi vicini meridionali. Una spinta alla diversificazione degli approvvigionamenti dovrebbe venire poi da progetti nell'ambito del Global Gateway con i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo, oltre che dall'impegno UE a sostegno dell'alleanza per la produzione di minerali e della tabella di marcia del G7.
Proposal for targeted amendments to the European Critical Raw Materials Act
Comunicazione congiunta sulla sicurezza economica
La posizione del Consiglio sulle modifiche al CRMA
Tra le modifiche alla legge sulle materie prime critiche previste nel contesto di RESourceEU vi è anche il trasferimento della responsabilità di identificare le grandi imprese che utilizzano materie prime critiche dagli Stati membri alla Commissione Europea, a cui si conferisce anche il potere di suggerire le misure che le grandi imprese potenzialmente interessate da interruzioni dell'approvvigionamento devono adottare per garantire la continuità della produzione.
Proprio su questi aspetti vertono gli aggiustamenti contenuti nella posizione negoziale sul regolamento adottata il 4 marzo dal Consiglio, che include l'obbligo per la Commissione europea di informare gli Stati membri quando richiede informazioni sulle imprese presenti nel loro territorio e poi di condividere tali informazioni con i paesi interessati.
Inoltre, per garantire una forte partecipazione degli Stati membri all'intero processo, il mandato negoziale dei 27 prevede che la Commissione presenti la sua valutazione dei rischi delle vulnerabilità individuate al Comitato europeo per le materie prime critiche, cioé l'organo consultivo - formato da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dalla Commissione - che è stato istituito dalla legge UE sulle materie prime critiche per sovraintendere ai progetti strategici relativi alle materie prime e alla resilienza della catena di approvvigionamento. Nel mandato del Consiglio figurano anche chiarimenti sulla possibilità per la Commissione di proporre misure di mitigazione del rischio per le grandi aziende, al fine di garantire la continuità della produzione in caso di interruzione dell'approvvigionamento: queste potranno anche includere interventi per limitare la dipendenza da un unico fornitore, ma solo laddove siano disponibili fonti alternative.
Infine, la posizione del Consiglio interviene anche sul tema dei magneti permanenti, consentendo l'uso di passaporti dei prodotti - cioè documenti che tracciano e condividono le informazioni chiave su un prodotto durante il suo ciclo di vita - al fine divulgare i materiali utilizzati e di promuovere la trasparenza e la tracciabilità, riducendo gli oneri amministrativi.
Sulla base di questa posizione il Consiglio è ora pronto a negoziare il regolamento di modifica del CRMA con il Parlamento UE, una volta che quest'ultimo avrà adottato la sua posizione.
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