Power Purchase Agreements: consultazione UE su come eliminare ostacoli al loro sviluppo
C’è tempo fino al 20 febbraio per inoltrare il proprio contributo alla Commissione UE circa la valutazione degli ostacoli normativi (e non) allo sviluppo dei Power Purchase Agreements (PPA), gli accordi di compravendita di energia elettrica.
Cosa prevede la direttiva RED III
Al termine del periodo consultivo, nel secondo trimestre di quest’anno l’Esecutivo europeo formulerà delle raccomandazioni ai Paesi membri su come affrontare gli ostacoli allo sviluppo di questi accordi di compravendita di energia elettrica, che consistono in contratti bilaterali a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) stipulati tra produttori di energia rinnovabile e consumatori aziendali (o rivenditori).
Obiettivo della consultazione è quindi individuare le strategie più adeguate per risolvere alcune delle principali criticità allo sviluppo dei PPA, come l’accesso per i piccoli acquirenti, la standardizzazione dei contratti e i contratti transfrontalieri.
Cosa sono i Power Purchase Agreements per le rinnovabili e perché sono importanti
I Power Purchase Agreements (PPA) sono contratti di lungo periodo che disciplinano la fornitura e l’acquisto di energia elettrica generata da fonti rinnovabili, garantendo continuità e vantaggi a tutti i soggetti coinvolti. Generalmente, le parti contraenti sono un produttore di energia da fonti rinnovabili (come il proprietario o il gestore di un impianto) e un soggetto acquirente, solitamente una grande impresa o una utility energetica.
Nell’ambito del quadro normativo dell’Unione volto ad accelerare la diffusione di progetti di energia rinnovabile e a limitare l’elevato costo dell’energia elettrica in Europa - ovvero la Direttiva RED III e il Regolamento (UE) 2019/943 sul mercato interno dell’energia elettrica - l’agevolazione dei Power Purchase Agreements rappresenta un passaggio cruciale.
I PPA, infatti, oltre ad avere impatti positivi sul piano ambientale contribuendo in modo determinante a finanziare la costruzione di nuove infrastrutture per l’energia pulita, garantiscono ai produttori e agli acquirenti di energia elettrica una stabilità dei prezzi a lungo termine. In particolare, i Power Purchase Agreements consentono ai consumatori di rifornirsi di energia direttamente dai produttori, limitando così la loro esposizione alle fluttuazioni di mercato. Allo stesso tempo, la stabilità tariffaria produce ricadute favorevoli anche per i produttori, che possono contare su entrate più prevedibili e programmare con maggiore tranquillità gli investimenti futuri.
In diversi Paesi UE, tuttavia, tali contratti restano limitati e incontrano ostacoli legali e tecnici, a causa per lo più delle lente e complesse procedure di autorizzazione. Da qui la necessità di Bruxelles di fornire delle linee guida ai 27 per adottare una strategia condivisa di rimozione degli ostacoli agli accordi di compravendita di energia elettrica.
Energia elettrica: la consultazione UE sui PPA
Tra gli ostacoli principali che la Commissione UE intende affrontare tramite la consultazione e la successiva pubblicazione delle raccomandazioni, ve ne sono alcuni specifici che influenzano negativamente la firma dei PPA, ovvero:
- norme nazionali che ostacolano i contratti diretti tra produttori e consumatori;
- difficoltà di accesso agli strumenti finanziari a copertura del rischio di inadempimento;
- il quadro per lo scambio di garanzie di origine rinnovabili associate;
- scarsa trasparenza nei mercati dei PPA;
- mancanza di piattaforme di mercato;
- scarsa standardizzazione dei contratti e insufficienti conoscenze tecniche da parte della maggior parte dei potenziali acquirenti durante la negoziazione dei contratti;
- mancanza di contratti multi-acquirente;
- il trattamento dei PPA nelle norme contabili.
Al centro delle future raccomandazioni della Commissione, anche la formulazione di strategie vincenti per far adattare i mercati dei PPA alle crescenti sfide presenti nei mercati dell’elettricità e dell’energia pulita, come la gestione dell'aumento del numero di ore a prezzo zero o negativo e la necessità di una maggiore flessibilità del sistema per assorbire la generazione variabile da fonti rinnovabili e sostenere l’elettrificazione della rete energetica dell’UE.
In tale contesto, il contributo (che potrà essere inoltrato fino al 20 febbraio) dei principali stakeholder alla consultazione UE - tra cui produttori di energia pulita, sviluppatori di progetti, consumatori di energia di medie e grandi dimensioni, fornitori di energia elettrica, gestori del sistema elettrico, autorità nazionali di regolamentazione dell’energia e comunità scientifica - sarà determinante per fornire delle raccomandazioni complete e ricche di spunti che tengano conto anche delle varie esigenze dei diversi contesti nazionali.
Per approfondire: Cosa prevede il Piano UE per un'energia accessibile per tutti
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