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Vertice informale: i leader UE d'accordo sulle priorità del Consiglio europeo di marzo

 

Photocredit: Palazzo ChigiAl Consiglio europeo di marzo la Commissione UE presenterà "una Tabella di marcia e un Piano d'azione per ‘Un'Europa, Un Mercato’ molto dettagliati con tempistiche, obiettivi e un limite di tempo chiaro per la realizzazione". A dirlo è stata ieri Ursula von der Leyen, a conclusione del vertice informale sulla competitività.

Incontro informale competitività: Meloni, focus su energia tra ETS e CBAM

Al centro del Piano d’azione vi sono molti di quei fattori che, ad oggi, frenano la crescita delle imprese europee, evidenziati più di un anno fa dai rapporti Draghi e Letta.

Un “Patto per il Mercato Unico”, lo ha chiamato von der Leyen, incentrato su cinque pilastri: semplificazioni, costruzione del mercato unico, mercato unico dell’energia, digitale e commercio internazionale.

Al centro, il tema degli investimenti necessari per rilanciare l'economia. A marzo il focus sarà su come sostenere quelli privati, in primis attraverso il completamento dell’Unione dei risparmi e degli investimenti e poi mediante una serie di interventi normativi, come un allentamento delle regole sulle fusioni. Per ora resta invece sullo sfondo il tema di quelli pubblici, gravati dalla questione “eurobond” rilanciata dal presidente francese Macron e accolta molto freddamente dalla Germania. A parlarne implicitamente è stato il presidente del Consiglio europeo António Costa, che però ha rimandato la questione al tavolo dei negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP).

Quanto al metodo, il vertice informale di ieri ha sdoganato definitivamente l’ipotesi della cooperazione rafforzata. Anche se l’obiettivo - per tutti i dossier - resta quello di procedere compatti con la formazione a 27, i leader europei e la Commissione hanno infatti messo sul tavolo anche l’opzione prevista dai Trattati che permette ad un gruppo di Stati membri di avanzare in formazione ridotta su alcuni dossier strategici. Il numero minimo per procedere con la cooperazione rafforzata è di nove paesi.

I cinque pilastri del Piano d’azione per ‘Un'Europa, Un Mercato’

Le priorità su cui si è raggiunto un accordo unanime - parola usata più volte da Costa - e che si tradurranno in azioni concrete, caratterizzate anche da specifiche roadmap, sono sostanzialmente le stesse che si ripetono nei discorsi dei due leader europei.

Semplificazioni e lotta alla burocrazia

In primis vi sono le semplificazioni, al centro dell’agenda della seconda Commissione von der Leyen sin dal suo insediamento e su cui l’Esecutivo - sostenuto dal Consiglio - intende continuare a procedere spedito. Sul tema, von der Leyen richiama però Parlamento e Consiglio. Dei 10 Omnibus in pipeline, infatti, “tre sono giunti a destinazione, ma sette sono ancora in viaggio”, ha ricordato la presidente. “Abbiamo bisogno, quindi, che i co-legislatori accelerino davvero per portarli al traguardo, poiché ciò significa tagliare 15 miliardi di euro di tagli alla burocrazia ogni anno”. 

Sempre sul piano delle semplificazioni, poi, l’orientamento delle istituzioni europee sarà quello di iniziare a privilegiare i Regolamenti alle Direttive. Il motivo è semplice. I Regolamenti sono autoapplicativi e, oltre a ridurre i tempi, evitano anche il “gold-plating”, cioè quel fenomeno che comporta l'aggiunta di strati extra di legislazione nazionale rispetto a quanto previsto a livello europeo.

Il Mercato Unico

Luci accese poi su una serie di interventi per la costruzione e il completamento del mercato unico. Su questo fronte troneggia la proposta di un 28° regime per startup e imprese innovative, attesa il mese prossimo, prima del Consiglio europeo di marzo. Si chiamerà “EU Inc” e permetterà di costituire digitalmente una società in 48 ore, operando con un'unica regola semplice in tutta l'Unione. 

Entro giugno, invece, la Commissione intende completare la fase uno dell’Unione dei risparmi e degli investimenti (integrazione, vigilanza e cartolarizzazione), su cui però von der Leyen è chiara. “Se non ci saranno progressi sufficienti entro allora, considereremo la cooperazione rafforzata". Vale a dire che almeno nove Stati membri, se lo desiderano, vadano avanti più velocemente e decidano di essere più ambiziosi". Un'opzione che, ha sottolineato von der Leyen, è potenzialmente valida anche per il 28° regime, per renderlo più ambizioso.

Von der Leyen ha poi annunciato che da un lato è atteso un Industrial Accelerator Act, “inclusa una preferenza europea per i settori strategici” su cui, ha aggiunto Costa, “sento che c'è un ampio accordo sulla necessità di utilizzarla in settori strategici selezionati in modo proporzionato e mirato, dopo un'analisi approfondita”. Dall’altro, ad aprile, dovrebbe arrivare una bozza sulla revisione delle linee guida sulle fusioni, con l'obiettivo ultimo di facilitare la creazione di "campioni europei".

Il Mercato Unico dell’energia

Il terzo pilastro riguarda l’energia, il capitolo sul quale preme anche la premier italiana, Giorgia Meloni. Anche in questo caso la partita si gioca su molteplici fronti. Il Pacchetto reti per il quale, nella tabella di marcia attesa a marzo, si fisseranno delle tempistiche specifiche.

Ma anche la revisione del sistema ETS, tema particolarmente caro a Meloni e a Confindustria, che ne chiedono una profonda modifica (se non addirittura una sospensione). Su questo fronte la presidente della Commissione europea si è mostrata invece più rigida, riconoscendone anche le conseguenze positive. 

La partita sul digitale

Per quanto concerne il pilastro del digitale, la Commissione l'obiettivo è accelerare anzitutto sul Digital Networks Act. Un'attenzione particolare sarà poi volta a favorire le fusioni nelle telecomunicazioni perchè, come ha spiegato Costa "in alcuni settori", come appunto le telecomunicazioni, "dovremmo consentire un certo grado di consolidamento aziendale per raggiungere i necessari livelli di investimento e innovazione. Questo - ha però sottolineato Costa - dovrebbe far parte di una sorta di contratto sociale, per garantire che le aziende consolidate investano e innovino di più. I leader vogliono che emergano veri campioni europei nei settori strategici; la revisione in corso delle linee guida sulle fusioni gioca un ruolo importante”.

Avanti anche sullo European Business Wallet, il portafoglio aziendale europeo che consentirà di disporre di un'identità digitale unica nei rapporti con i 27 governi. 

Infine - ha dichiarato von der Leyen - proporremo un pacchetto sulla sovranità tecnologica (Chips Act 2.0, Cloud and AI Development Act) e aggiorneremo le fabbriche di IA in ecosistemi di gigafactory di IA entro giugno.

L’UE resta aperta al commercio internazionale

In ultimo, vi è il tema del commercio internazionale, uno dei pilastri sui quali l'economia europea ha costruito parte della sua prosperità negli ultimi decenni - con Germania e Italia leader tra i paesi esportatori - ma che ora è messo seriamente in pericolo dalle nuove dinamiche geopolitiche e protezionistiche.

Su questo fronte, i leader europei e la Commissione hanno concordato sull'urgenza di procedere con la firma e l'attuazione di Accordi di libero scambio appena concordati. In pipeline ci sono quelli con l’Indonesia, l’India - la madre di tutti gli accordi, lo ha definito qualche settimana fa von der Leyen di ritorno dal suo viaggio nel Paese - la Svizzera e il Mercosur (molto contestato, però, dagli agricoltori). In prospettiva, invece, la Commissione è già al lavoro per altri accordi con i paesi ASEAN, gli Stati del Golfo e l’Australia.

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