Piano Casa: verso un sistema di housing sociale da 8 miliardi
Come già anticipato dal sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante la scorsa settimana, il Governo è al lavoro su un DPCM che renderà operativo il Piano Casa Italia, un programma di interventi volto a fronteggiare la crisi abitativa introdotto dalla Manovra 2025.
Tinagli (Parlamento UE): bene il Piano alloggi accessibili, ma ora azioni concrete
Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), insieme a Palazzo Chigi e al Dipartimento per gli Affari Europei, starebbe definendo i dettagli operativi del nuovo Piano Casa, il cui obiettivo è rispondere all’emergenza abitativa tramite una strategia integrata che punti, in particolare, sulla rigenerazione urbana e su modelli di gestione innovativi.
Più in dettaglio, da quanto emerge da dei documenti tecnici del MIT visionati dal Sole 24 Ore, il Piano non si limiterà alla costruzione di nuovi alloggi, ma darà anzi priorità al recupero del patrimonio esistente e all’efficientamento dei programmi già in essere.
Al centro dei documenti ministeriali, inoltre, vi sarebbe la questione delle risorse da destinare al Piano che, come sostenuto nelle scorse settimane dai ministri Salvini e Foti e come ribadito anche da Ferrante durante l’interrogazione parlamentare del 20 febbraio, potrebbero includere anche i fondi inizialmente indirizzati alla RoSCo (che è stata eliminata dalla versione finale del DL PNRR).
Per approfondire: PNRR, 1 miliardo della RoSCo per il Piano Casa Italia
Piano Casa: dalla Legge di Bilancio 2025 al DPCM attuativo
Il “Piano Casa Italia” del governo Meloni al centro del dibattito politico nelle ultime settimane è stato previsto dal comma 402 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207). Si tratta di uno strumento programmatico che - con uno stanziamento iniziale previsto dalla Manovra 2025 pari a 560 milioni di euro di cui 150 milioni per il 2028, 180 milioni per il 2029 e 230 milioni per il 2030 - punta a rilanciare le politiche abitative come risposta coerente ed efficace ai bisogni dei soggetti più vulnerabili.
Il Piano Casa Italia, quindi, definirà le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione dell’offerta abitativa, in sinergia con gli enti territoriali, al fine di rispondere ai nuovi fabbisogni abitativi emergenti dal contesto sociale, integrare i programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale, dare nuovo impulso alle iniziative di settore, individuare modelli innovativi di governance e di finanziamento dei progetti e razionalizzare l’utilizzo dell’offerta abitativa disponibile.
Attualmente, è in fase di stesura il DPCM attuativo del Piano Casa, che avrà il compito di tradurre le linee programmatiche in norme operative. Tra le principali novità attese, in base alle anticipazioni del Sole24 Ore sul dossier tecnico del MIT e alle dichiarazioni di Ferrante della scorsa settimana, vi è anzitutto, il superamento della distinzione ERP (edilizia residenziale pubblica)/ERS (edilizia sociale pubblica), creando un modello unico di housing capace di rispondere ai bisogni eterogenei di studenti, anziani, giovani coppie e altri soggetti vulnerabili. In secondo luogo, sarebbe prevista la riforma delle Aziende Casa, con una revisione della governance delle agenzie territoriali per aumentarne la capacità negoziale e finanziaria nel rapporto con i privati. Infine, il nuovo provvedimento attuativo dovrebbe istituire un Comitato nazionale per l’housing sociale, un nuovo organismo tecnico con funzioni di coordinamento normativo e supporto agli enti locali.
Il nodo delle risorse per il Piano Casa Italia
Come annunciato nei giorni scorsi dal ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti intervenendo al “Forum in Masseria” organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners alle Terme di Saturnia, il pacchetto complessivo di interventi previsti dal Piano Casa potrebbe mobilitare risorse per oltre 8 miliardi di euro.
Relativamente alla provenienza di questi fondi, il dossier tecnico del MIT sembrerebbe sottolinearne la natura variegata: da un lato, dovrebbe essere confermato, infatti, il dirottamento di circa un miliardo di euro ex RoSCo per la manutenzione di 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente inutilizzati. Altri 970 milioni, invece, proverrebbero da stanziamenti nazionali allocati tramite le ultime finanziarie.
Allo stesso tempo, in base al documento del MIT e come già dichiarato da Ferrante alla Camera, il Governo starebbe proseguendo anche con l’attuazione del programma Pinqua del PNRR (cioè il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), al fine di riqualificare 10mila alloggi. A ciò si aggiunge, infine, anche la messa a terra del programma “Sicuro, verde e sociale” del PNC, che mira a recuperare oltre 27mila alloggi entro il 2026.
Leggi anche: Mid term review, intesa Stato-Regioni: 1 miliardo in più per gli alloggi accessibili
o