Piano Casa, MIT: nessun taglio ai fondi per recupero alloggi Erp/Ers
Rispondendo alle speculazioni dell’ultimo mese su eventuali tagli al Piano Casa Italia, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) conferma in una nota che è in arrivo il primo decreto attuativo del Piano, che alloca circa 970 milioni di euro al recupero di 60mila alloggi di edilizia residenziale e sociale pubblica inutilizzati.
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Questo primo provvedimento attuativo, che era stato già annunciato dal numero uno del MIT, Matteo Salvini, in un’interrogazione parlamentare di inizio marzo, fa parte di un più ampio programma di interventi volto a fronteggiare la crisi abitativa introdotto dalla Manovra 2025, il Piano Casa Italia.
I 970 milioni di euro destinati alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale e sociale, dunque, sono solo una parte delle risorse complessive che Palazzo Chigi vuole allocare per fronteggiare il disagio abitativo.
La questione delle risorse, in effetti, è ancora al centro dell’interlocuzione tra Governo e Quirinale, anche se lo scorso 21 febbraio il ministro Foti aveva anticipato che il Piano Casa potrebbe mobilitare complessivamente circa 8 miliardi di euro.
Inoltre, come segnalato nei mesi scorsi dai ministri Salvini e Foti e dal sottosegretario alle Infrastrutture Tullio Ferrante rispondendo ad un’interrogazione alla Camera il 20 febbraio, la dotazione del Piano potrebbe includere anche i fondi inizialmente indirizzati alla RoSCo (che è stata eliminata dalla versione finale del DL PNRR).
Per approfondire: PNRR, 1 miliardo della RoSCo per il Piano Casa Italia
Piano Casa: dalla Legge di Bilancio 2025 al DPCM attuativo
Il “Piano Casa Italia” del governo Meloni, al centro del dibattito politico negli ultimi mesi, è stato previsto dal comma 402 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207). Si tratta di uno strumento programmatico che - con uno stanziamento iniziale previsto dalla Manovra 2025 pari a 560 milioni di euro di cui 150 milioni per il 2028, 180 milioni per il 2029 e 230 milioni per il 2030 - punta a rilanciare le politiche abitative come risposta coerente ed efficace ai bisogni dei soggetti più vulnerabili.
Il Piano Casa Italia, quindi, definirà le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione dell’offerta abitativa, in sinergia con gli enti territoriali, al fine di rispondere ai nuovi fabbisogni abitativi emergenti dal contesto sociale, integrare i programmi di edilizia residenziale pubblica e sociale, dare nuovo impulso alle iniziative di settore, individuare modelli innovativi di governance e di finanziamento dei progetti e razionalizzare l’utilizzo dell’offerta abitativa disponibile.
Come confermato dal MIT, attualmente è in fase di stesura uno dei provvedimenti attuativi del Piano Casa, che contiene una delle principali novità attese tra gli interventi previsti: il superamento della distinzione tra ERP (edilizia residenziale pubblica) ed ERS (edilizia sociale pubblica), creando un modello unico di housing capace di rispondere ai bisogni eterogenei di studenti, anziani, giovani coppie e altri soggetti vulnerabili. I 970 milioni del provvedimento in arrivo sarebbero destinati ad entrambe le tipologie di edilizia.
Il decreto atteso non esaurisce però tutti gli interventi previsti dal Piano Casa Italia. Tra gli altri, infatti, Salvini ha ricordato la volontà di promuovere il “rent to buy”, un sistema che permette alla cosiddetta “fascia grigia” (ovvero il ceto medio che non possiede i requisiti per le case popolari ma non ha reddito sufficiente per i prezzi di mercato) di ottenere l’alloggio pagando un affitto che in parte andrà ad integrare un piano d’acquisto.
Un’altra novità che dovrebbe essere al centro di un ulteriore provvedimento attuativo del Piano, di cui aveva parlato anche Ferrante alla Camera lo scorso 20 febbraio, riguarda la riforma delle Aziende Casa, con una revisione della governance delle agenzie territoriali per aumentarne la capacità negoziale e finanziaria nel rapporto con i privati. Infine, nell'ambito del processo di attuazione del Piano dovrebbe anche essere istituito un Comitato nazionale per l’housing sociale, un nuovo organismo tecnico con funzioni di coordinamento normativo e supporto agli enti locali.
Il nodo delle risorse per il Piano Casa Italia
Come annunciato il 21 febbraio scorso dal ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti intervenendo al “Forum in Masseria” organizzato da Bruno Vespa e Comin&Partners alle Terme di Saturnia, il pacchetto complessivo di interventi previsti dal Piano Casa potrebbe mobilitare risorse per oltre 8 miliardi di euro.
Relativamente alla provenienza di questi fondi, il MIT avrebbe previsto una natura variegata: da un lato, dovrebbe essere confermato il dirottamento di circa un miliardo di euro ex RoSCo. Altri 970 milioni, invece, proverrebbero da stanziamenti nazionali allocati tramite le ultime finanziarie.
Allo stesso tempo, come già dichiarato da Ferrante alla Camera e come confermato poi da Salvini a marzo, il Governo starebbe proseguendo anche con l’attuazione del programma Pinqua del PNRR (cioè il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), al fine di riqualificare 10mila alloggi. A ciò si aggiunge, infine, anche la messa a terra del programma “Sicuro, verde e sociale” del PNC, che mira a recuperare oltre 27mila alloggi entro il 2026.
Novità: confermato decretocon 970 mln per ALER e ATER
Il primo decreto attuativo del Piano, che dovrebbe allocare 970 milioni di euro alle Aziende Casa, alle Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale (ALER) e alle Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER), è “in preparazione”, ha annunciato il MIT in un comunicato stampa rilasciato ieri, 7 aprile.
Secondo il MIT, infatti, i 970 milioni provenienti dalle casse del ministero “non risultano né tagliati né bloccati” e, anzi, saranno destinati quanto prima alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia pubblica residenziale e sociale. Un patrimonio che ad oggi non è ancora stato assegnato alle famiglie in graduatoria perché non è a norma, ed è quindi inutilizzabile. In questo modo, come aveva già dichiarato Salvini lo scorso mese, dovrebbero essere ripristinati in pochi mesi tra 50mila e 60mila alloggi.
Secondo l’osservatorio del 2024 di Federcasa, che ha comunque accolto favorevolmente l’arrivo di questo primo decreto attuativo, gli alloggi inutilizzati sarebbero un po’ di più di quelli interessati dai nuovi interventi, ovvero circa 63.200, e le risorse effettivamente necessarie per risolvere tale criticità supererebbero in realtà il miliardo.
La nota del MIT sottolinea poi che “l’azione dell’Esecutivo si muove su due fronti: sostegno ai salari e varo del Piano Casa”. Interventi che saranno promossi dal Governo, che nella sua pianificazione strategica dovrà però rispettare anche le scelte dell’UE e della Banca Centrale Europea sulle condizioni finanziarie.
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