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Verso l’Affordable Housing Act: Bruxelles cerca feedback

 

Foto di Jakub Żerdzicki da UnsplashIn vista dell’adozione a fine 2026 dell’Affordable Housing Act - iniziativa che mira a fornire ad autorità nazionali, regionali e locali strumenti utili ad affrontare la crisi abitativa gestendo soprattutto il fenomeno degli affitti brevi - la Commissione UE ha lanciato una “call for evidence” e un “detailed questionnaire” per incoraggiare gli stakeholder ad inviare i propri contributi sulla nuova norma. 

EU Affordable Housing Plan: non basta costruire alloggi e limitare gli affitti brevi

Obiettivo dell'Affordable Housing Act, atteso per fine anno, è concretizzare le azioni previste dal Piano UE per alloggi accessibili, agendo su questioni specifiche come la riduzione della burocrazia, il sostegno all’edilizia sociale, il controllo degli affitti brevi e la definizione di aree sottoposte a stress abitativo.

"Alcune zone d'Europa sono particolarmente colpite dalla crisi abitativa, con persone che faticano a pagare l'affitto o persino a trovare un alloggio dove vivere una vita dignitosa. Per questo motivo vogliamo fornire alle autorità locali gli strumenti necessari per agire e fare davvero la differenza nella vita quotidiana dei loro cittadini, anche per quanto riguarda il crescente impatto degli affitti a breve termine. Ma non possiamo risolvere questa sfida da soli. Invito tutti coloro che sono interessati a questo tema a contribuire al nostro lavoro. Solo lavorando insieme possiamo iniziare a invertire la rotta di questa crisi", ha dichiarato Dan Jørgensen, il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa, annunciando il lancio della consultazione e del questionario. 

Cosa prevede l’Affordable Housing Act

Come è ormai noto, l’Europa sta affrontando una crisi abitativa acuta, che non è più limitata a poche aree ma è diventata una preoccupazione sistemica, avvertita con particolare intensità nelle grandi metropoli e nelle destinazioni turistiche più popolari del continente. Una situazione che ha posto la crisi abitativa al centro dell’agenda politica della Commissione Von der leyen-bis, che lo scorso 16 dicembre ha presentato il Piano UE per alloggi accessibili

Tra i tanti fattori che alimentano la crisi degli alloggi, vi è uno squilibrio tra domanda (più alta) e offerta (più bassa), nonché l’espansione degli affitti a breve termine, soprattutto in alcuni quartieri dove questi affitti sono arrivati a rappresentare fino al 20% del patrimonio edilizio totale. Questa rapida crescita degli affitti brevi, unita a pratiche di investimento speculativo, sottrae alloggi al mercato residenziale a lungo termine, facendo lievitare i prezzi di vendita e locazione. A pesare sulla crisi vi è poi anche la frammentazione normativa, che complica la gestione della crisi edilizia per le autorità locali e nazionali.

In tale contesto, l’Affordable Housing Act è uno dei dieci pilastri d’azione del Piano Ue per alloggi accessibili, che mira a raggiungere quattro obiettivi in particolare. Anzitutto, punta ad identificare le aree sottoposte a stress abitativo, utilizzando indicatori socio-economici e dati pubblici per mappare le zone in cui l’emergenza è particolarmente grave.

Obiettivo della norma è anche fornire uno strumento operativo per aiutare le autorità locali a decidere quali restrizioni applicare agli affitti brevi (ad esempio limiti di giorni o zone) in modo che siano non discriminatorie e proporzionate.

Inoltre, l’Affordable Housing Act intende promuovere l’aumento dell’offerta incentivando il riutilizzo del patrimonio esistente ristrutturando e recuperando case vacanze o edifici vuoti, nonché semplificando le procedure amministrative.

La norma al centro della consultazione di Bruxelles mira, infine, a garantire standard adeguati anche nel settore degli affitti brevi per tutelare i consumatori

Come e quando partecipare alla consultazione sull’Affordable Housing Act

Data la rilevanza della norma, la Commissione ha suddiviso il processo consultivo per raccogliere il feedback degli stakeholder in più fasi: una prima call for evidence aperta a tutti che è stata lanciata già nel 2025 e che ha ricevuto oltre 13.300 proposte, a dimostrazione dell’enorme interesse pubblico sul tema, e una seconda fase con il lancio dell’attuale consultazione mirata, aperta fino al 3 aprile, e del questionario specifico, a cui è possibile rispondere fino al prossimo 29 marzo

Questa seconda fase delle consultazioni di Bruxelles punta a ricevere, in particolare, i contributi di parti interessate come associazioni di inquilini e proprietari, urbanisti, ma anche della società civile. 

Dopo il processo consultivo, l'adozione dell'iniziativa è prevista indicativamente per il quarto trimestre del 2026.

Partecipa alla call for evidence aperta fino al 3 aprile

Partecipa al detailed questionnaire fino al 29 marzo

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