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Combustibili alternativi, Bruxelles cerca feedback su revisione Regolamento AFIR

 

Foto di Ross Parmly da UnsplashC’è tempo fino al 20 aprile per partecipare alla consultazione della Commissione europea in merito alla revisione del Regolamento 2023/1804 (Alternative Fuels Infrastructure Regulation - AFIR), la norma UE che impone lo sviluppo di un'infrastruttura capillare per carburanti alternativi, inclusi ricarica elettrica e idrogeno.

MASE: in consultazione il Quadro per le infrastrutture per i combustibili alternativi

Come previsto dall’articolo 14 del Regolamento AFIR - e come ribadito nel Piano d'azione della Commissione per il settore automobilistico - la norma deve infatti essere revisionata entro la fine di quest’anno

Il fine dell’aggiornamento è di valutare l’adeguatezza degli obiettivi previsti per le infrastrutture di ricarica e il rifornimento su strada, nonché le disposizioni in materia di trasparenza dei pagamenti e dei prezzi e una possibile estensione dell’ambito di applicazione delle disposizioni relative alla fornitura di energia elettrica da terra nei porti marittimi. 

Cosa prevede il Regolamento (UE) 2023/1804 per i carburanti alternativi

In vigore dal 13 aprile 2024, il Regolamento (UE) 2023/1804 - che è parte integrante del Green Deal e del Clean Industrial Deal - stabilisce obiettivi obbligatori comuni per la creazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi in tutta l’Unione Europea, con lo scopo di favorire la decarbonizzazione dei trasporti. 

In generale, il regolamento punta a sostenere un mercato unico per l’infrastruttura per i combustibili alternativi specificamente lungo la rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), prevedendo una serie di interventi per determinate categorie di trasporti e per specifici tipi di fonti di energia (come ad esempio l’idrogeno). 

Anzitutto, entro il 31 dicembre 2025 le colonnine ("pool") di ricarica rapida per i veicoli elettrici sarebbero dovute essere installate ogni 60 km lungo la rete TEN-T in tutti gli Stati membri (un processo che però è ancora in corso). Tali pool, devono offrire una potenza d'uscita di almeno 300 kW, target che sale ad almeno 600 kW entro il 2027

Per i mezzi pesanti, i requisiti sono più stringenti a causa del maggior fabbisogno energetico: entro il 2025 sarebbero dovuti esserci pool di ricarica - con potenza d’uscita compresa tra 1.400 kW e 3.500 kW, ogni 120 km sul 15% della rete TEN-T - per arrivare alla copertura totale entro il 2030 (anche il raggiungimento di questo obiettivo è in divenire). 

Il Regolamento AFIR fissa poi obiettivi stringenti anche per i mezzi alimentati ad idrogeno: entro il 31 dicembre 2030 deve essere installata almeno una stazione di rifornimento di idrogeno (con una capacità cumulativa a partire da 1 tonnellata al giorno) ogni 200 km lungo la rete TEN-T.

Accanto agli interventi previsti sulla rete centrale europea, il Regolamento 2023/1804 mira a ridurre le emissioni anche dei mezzi fermi in porto o in aeroporto. Per quanto concerne le navi da crociera e i container, dal 1° gennaio 2030 i porti che registrano un numero minimo di scali annuali devono fornire alimentazione elettrica da terra per coprire il 90% della domanda energetica delle navi ormeggiate. Per gli aerei, entro il 2030 l’elettricità deve essere fornita in stazionamento presso i gate e anche nelle postazioni remote (fuori dai gate). 

Cuore della norma è anche la determinazione di standard comuni in materia di pagamenti e trasparenza per l’utente. In tale contesto, per tutte le stazioni di ricarica con potenza pari o superiore a 50 kW installate dopo aprile 2024, è obbligatorio il lettore di carte di pagamento o la tecnologia contactless. Per i prezzi, che devono essere espressi in €/kWh, è previsto invece che siano presentati in modo trasparente prima dell’inizio della ricarica. 

La consultazione sulla revisione del Regolamento AFIR

Il processo di revisione in atto del Regolamento AFIR serve a valutare l’adeguatezza degli obiettivi della norma nel soddisfare la creazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi efficiente e facile da usare, in considerazione delle mutevoli esigenze del mercato. 

In tale contesto, il riesame analizzerà in primo luogo l’idoneità dei livelli target alla luce dei dati più recenti sulla diffusione dei veicoli nei vari settori del trasporto, con particolare riferimento all’infrastruttura di ricarica per i veicoli pesanti.

In secondo luogo, dato che il monitoraggio del mercato in alcuni Stati membri sembra indicare che persistano criticità relative all’esperienza dell’utente- in particolare in termini di trasparenza dei prezzi presso le stazioni di ricarica accessibili al pubblico - al centro dell’aggiornamento del regolamento vi saranno misure che promuovano prezzi equi e trasparenti e l'integrazione della ricarica elettrica nel sistema elettrico. In tale contesto, particolare attenzione sarà dedicata ad eventuali misure che saranno proposte per migliorare gli standard prescritti attraverso, ad esempio, sistemi di certificazione e un migliore accesso ai dati sui punti di ricarica e rifornimento. 

Altri aspetti che saranno considerati nell’ambito della revisione, inoltre, riguardano la futura definizione di obiettivi per l’infrastruttura per i combustibili alternativi per navi e aeromobili, tenendo conto degli ultimi sviluppi tecnologici e della conformità alle specifiche tecniche per garantire la piena interoperabilità delle infrastrutture di ricarica e rifornimento. 

Tra le altre cose, in linea con la direzione strategica adottata da Bruxelles in diversi settori, il riesame includerà anche un'analisi del potenziale di semplificazione e di riduzione degli oneri.

La call for evidence lanciata ora dalla Commissione, cui seguirà nel secondo trimestre dell’anno in corso una consultazione pubblica di 12 settimane, punta a raccogliere i feedback, entro il prossimo 20 aprile, di diversi tipi di stakeholder. Tra questi, autorità nazionali, regionali e locali, l’industria della ricarica e del rifornimento nei diversi settori del trasporto, le industrie automobilistiche e manifatturiere, gli operatori portuali e aeroportuali, le ONG ambientaliste, gli utenti di veicoli, il mondo della ricerca e quello accademico. 

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