Assegno unico, dall'INPS gli importi per il 2026 e le nuove tabelle ISEE
Nel 2026 le famiglie con figli a carico potranno godere di un assegno unico leggermente più sostanzioso, per effetto della rivalutazione annuale correlata all'aumento del costo della vita. Lo rende noto l’INPS che, con una circolare ad hoc, ha pubblicato le tabelle con l’adeguamento degli importi e le relative soglie ISEE.
Congedo parentale 2026, le istruzioni dell'INPS per fare domanda
Aumentano, anche se di poco, gli importi dell’assegno unico universale (AUU) per il 2026, con una conseguente modifica delle relative soglie ISEE per ottenerlo. È quanto emerge dalla nuova circolare dell'INPS, in cui vengono fornite le tabelle aggiornate.
Come previsto dalla normativa di riferimento per la misura (decreto legislativo n. 230/2021), la cifra che spetta alle famiglie deve essere adeguata ogni anno in base all’inflazione. Come per altre prestazioni dello stesso Istituto, la rivalutazione degli importi avviene in base alla variazione dell’indice del costo della vita, ossia dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, che per l'anno in corso è pari allo 1,4 per cento (in base ai dati Istat relativi al 2025).
Inoltre, ha ricordato l'Istituto, i nuclei familiari che stanno già beneficiando dell’AUU, per continuare a percepirlo nel corso del 2026, non dovranno presentare una nuova domanda, a meno che quella precedentemente trasmessa all’Ente previdenziale non sia decaduta, revocata, rinunciata o respinta.
Assegno unico per figli a carico 2026: requisiti e importi
L’assegno unico e universale (AUU) è la principale misura a sostegno della genitorialità in Italia. Introdotta dal Dlgs n. 230/2021, è in vigore da marzo 2022, cioè da quando ha preso il posto degli assegni per il nucleo familiare (ANF).
Si tratta di un sostegno economico per le famiglie con figli a carico indipendentemente dalla condizione lavorativa e dal reddito. Il sussidio può essere richiesto con apposita domanda e viene attribuito a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni del figlio.
Per i figli maggiorenni, il contributo è riconosciuto solo nel caso in cui si rispetti almeno una delle seguenti condizioni:
- frequentano l’università o corsi di formazione scolastica o professionale;
- svolgono un tirocinio o un’attività lavorativa e possiedono un reddito complessivo inferiore a 8 mila euro annui;
- sono registrati come disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
- svolgono il servizio civile universale.
Per i figli disabili, invece, non c’è un limite di età.
In quanto misura "universale", l'AUU può essere richiesto anche in assenza di ISEE o con ISEE superiore 46.582,71 euro per il 2026. In questo caso, saranno corrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa.
Per poter ottenere l’assegno unico non è necessario rispettare determinati limiti di reddito. Tuttavia, i beneficiari non ricevono tutti lo stesso importo. Il valore della prestazione, infatti, varia sulla base di determinati fattori che sono: il valore ISEE del nucleo familiare; il numero di figli a carico e la loro età; eventuali maggiorazioni riconosciute.
Nello specifico, la somma che viene erogata dall’INPS ogni mese è composta da una quota variabile e una quota a titolo di maggiorazioni. La prima è determinata in modo progressivo in base all'ISEE del nucleo familiare, mentre la seconda è variabile in base a un serie di parametri da valutare caso per caso.
Per il 2026, l’importo base della prestazione per figlio minorenne, senza alcuna maggiorazione, parte da un minimo di 58,30 euro, in assenza di ISEE o con un valore pari o superiore a 46.582,71 euro, fino a un massimo di 203,80 euro per chi ha un ISEE fino a 17.468,51 euro. Come anticipato in premessa, queste cifre sono frutto della rivalutazione annuale degli importi calcolata sulla base dei dati sui prezzi al consumo (pari allo 1,4 per cento per l'anno in corso). C'è, quindi, un piccolo aumento del contributo rispetto al 2025, quando l’importo era compreso tra un minimo di 57,50 euro e un massimo di 201 euro.
Come detto, all’importo base della prestazione devono essere sommate le varie maggiorazioni previste dalla normativa. Per quest'anno, sono previsti degli aumenti riservati alle seguenti casistiche: in caso di figli con disabilità; dal terzo figlio in poi; per i figli di madri con meno di 21 anni d’età; in caso del bonus secondo percettore di reddito. A queste categorie si aggiungono anche altre possibili maggiorazioni. Tra queste: i nuclei con figli di età inferiore a un anno; nuclei familiari con almeno tre figli e indicatore ISEE, neutralizzato ai fini AU, pari o inferiore a 46.582,71 euro; nuclei familiari con almeno quattro figli a carico. I valori della maggiorazione spettante sono indicati nella tabella con i valori ISEE allegata alla circolare INPS n. 7/2026.
Infine, la legge di Bilancio 2026 ha introdotto, a partire dal 1° gennaio di quest'anno, il cosiddetto "ISEE per prestazioni familiari e per l'inclusione", da utilizzare per specifiche prestazioni, tra cui l’assegno unico. Questo nuovo parametro, ha spiegato l'INPS, verrà utilizzato per calcolare l’importo dell’AUU dalla mensilità di marzo 2026, in quanto le mensilità di gennaio e di febbraio 2026 sono calcolate con riferimento all’ISEE in corso di validità al 31 dicembre 2025.
Assegno unico 2026: come fare domanda e i pagamenti
Per ottenere l'assegno unico, i genitori devono inviare un’apposita domanda all’INPS (se non già presentata o se decaduta), utilizzando i vari canali a disposizione: tramite la piattaforma online dell'Istituto, con l’App INPS Mobile, rivolgendosi agli Istituti di patronato, chiamando il contact center INPS al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico).
Guardando ai requisiti per richiedere il sussidio, possono fare domanda tutte le categorie di cittadini e cittadine: lavoratrici e lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico sia del privato), autonomi, pensionati, disoccupati, inoccupati. Al momento della presentazione dell'istanza e per tutta la durata del beneficio, è necessario che il richiedente sia in possesso congiuntamente dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno. È possibile consultare i dettagli sulla pagina web dedicata del portale dell’INPS.
La richiesta deve essere presentata da chi riceve la prestazione per la prima volta oppure da chi ha una domanda con stato "respinta, revocata o decaduta" o nel caso di rinuncia. La domanda ha una durata annuale. Ad ogni modo, per tutti i beneficiari che già ricevono l’assegno con una domanda in corso di validità, la prestazione viene comunque rinnovata automaticamente senza il bisogno di presentare una nuova domanda.
I genitori sono però tenuti a comunicare all’INPS eventuali variazioni nelle informazioni indicate nella domanda (ad esempio la nascita di altri figli, la modalità di pagamento), tramite la presentazione di una Dichiarazione sostitutiva unica (DSU) aggiornata. Per quest'anno, le famiglie hanno tempo fino al 28 febbraio 2026 per presentare il valore ISEE aggiornato così da continuare a ricevere tutto l’importo spettante nel corso dell’anno. Senza un modello aggiornato al 2026, infatti, dal 1° marzo l’assegno unico sarà erogato con l’importo minimo (58,30 euro).
Inoltre, per le domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno 2026, l’assegno unico spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo. Per quelle successive al 30 giugno l'aiuto viene erogato a partire dal mese successivo a quello di presentazione ed è determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda.
In merito ai pagamenti, il sussidio fornito nel mese di gennaio ha come riferimento i valori in vigore nel 2025, mentre gli assegni con importi aggiornati al 2026 saranno erogati a partire dalla mensilità di febbraio. La rivalutazione della somma erogata a gennaio sarà invece conguagliata con la mensilità di marzo 2026.
I chiarimenti INPS sull'Assegno unico universale
Nel tempo l'INPS ha fornito diversi chiarimenti sull'Assegno unico.
Come anticipato in premessa, con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, l’Istituto ha fornito la tabella con i nuovi importi dell’assegno unico per il 2026 e le relative soglie ISEE aggiornate.
In precedenza, attraverso il messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025, lo stesso Ente ha fornito il calendario completo con tutte le date di pagamento della prestazione per il 2026.