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Congedo parentale 2026, le istruzioni dell'INPS per fare domanda

Foto di cottonbro studio da PexelsArrivano dall'INPS le prime indicazioni operative e procedurali circa le novità introdotte dalla Manovra 2026 in materia di congedi parentali. In particolare, a partire da quest’anno i genitori lavoratori dipendenti possono richiedere la prestazione fino ai 14 anni del figlio.

Manovra 2026, dal bonus mamme al congedo parentale: le misure per le famiglie

La legge di Bilancio 2026 è intervenuta a sostegno della genitorialità incidendo sui congedi parentali in due direzioni: da un lato, l'allungamento del periodo di fruizione del congedo facoltativo per i dipendenti; dall'altro, il potenziamento del diritto di astensione per l'assistenza dei figli minori in caso di malattia.

Con il messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026, l'INPS ha fornito i primi chiarimenti proprio in relazione al primo asse d'intervento, aprendo all’invio delle domande per il nuovo congedo parentale e dettagliando l'ambito di applicazione, i nuovi termini legati all'età del minore e le modalità per presentare l'istanza.

Manovra 2026, rafforzato il congedo parentale 

Il congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta ai genitori per prendersi cura del figlio nei suoi primi anni di vita, offrendo una tutela economica parziale.

Con la Manovra 2026, il Governo ha rafforzato questa misura estendendone la durata massima di fruizione. Tramite una modifica al Testo Unico in materia di tutela della maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001), è stato infatti stabilito che il periodo massimo per usufruire del congedo parentale facoltativo per i genitori lavoratori dipendenti non si ferma più ai 12 anni di età del figlio, ma arriva fino ai 14

La novità si applica a tutte le forme di congedo previste previste dalla normativa, quindi anche ai casi di disabilità o per quel che riguarda il congedo parentale indennizzato all’80% della retribuzione.

Novità: Congedo parentale fino ai 14 anni: i chiarimenti INPS 

L'INPS, con il messaggio n. 251/2026, ha definito le regole per la fruizione del nuovo congedo parentale, rafforzato dall'ultima legge di Bilancio.

Innanzitutto, vengono chiariti i criteri di spettanza del beneficio. Come ha specificato l'Istituto, in caso di nascita, il congedo può essere utilizzato entro i primi 14 anni di vita del figlio; mentre se si tratta di adozione o affidamento, entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, fermo restando il limite della maggiore età.

Sempre a proposito di requisiti, viene precisato che la modifica normativa riguarda esclusivamente i genitori lavoratori dipendenti. Restano invariati, quindi, i limiti temporali previsti per le altre categorie: per i genitori iscritti alla Gestione separata continua ad applicarsi il termine dei 12 anni, mentre per i lavoratori autonomi il congedo parentale resta fruibile entro il primo anno di vita del figlio o entro un anno dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento.

Quanto alle tempistiche, viene ricordato che le nuove disposizioni trovano applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2026. Di conseguenza, per i periodi di congedo parentale fruiti fino al 31 dicembre 2025 resta valido il precedente limite dei 12 anni. Dal 1° gennaio 2026, invece, i genitori lavoratori dipendenti con figli che non abbiano ancora compiuto 14 anni possono fruire del congedo parentale nei limiti individuali e di coppia previsti dalla normativa vigente.

Sul piano operativo, l’INPS ha specificato che l’8 gennaio 2026 è stata aggiornata la procedura telematica “Domande di maternità e paternità”, attraverso la quale devono essere presentate le domande di congedo parentale.

Infine, viene specificato che qualora tra l’entrata in vigore della norma e l’aggiornamento della procedura non sia stato possibile presentare la domanda in via preventiva, sarà comunque consentito l’invio di richieste per periodi di congedo già fruiti, tenendo conto dell’oggettiva impossibilità tecnica riscontrata dagli interessati.

Manovra 2026 e congedo malattia figli, più giorni per i genitori

Parallelamente, la Manovra 2026 è intervenuta anche sulle disposizioni che regolano il congedo in caso di malattia dei figli minori.

Questo beneficio, che spetta in alternativa a ciascun genitore, è stato significativamente potenziato per offrire maggiore supporto nella conciliazione vita-lavoro. Nello specifico, si è innalzato il limite massimo di giornate fruibili per l'assistenza al figlio malato da 5 a 10 giorni all'anno per ciascun genitore. Inoltre, è stato elevato da 8 a 14 anni il requisito anagrafico del figlio, e quindi l'età massima entro cui è possibile beneficiare di questo congedo.

Quindi, a partire dal 1° gennaio 2026 i genitori possono beneficiare del congedo per malattia nel limite di 10 giornate lavorative all’anno, per ogni figlio di età compresa fra i 3 e i 14 anni d’età.

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