FASI: Funding Aid Strategies Investments

Horizon Europe: ipotesi rimpasto budget 2026-27 per nuove priorità di ricerca

 

Foto di RDNE Stock project da PexelsAumentano le informazioni sull'ipotesi di un rimpasto di bilancio per l'ultimo biennio di Horizon Europe a cui starebbe lavorando la Commissione europea al fine di sostenere nuovi obiettivi politici strategici. Oltre a prevedere il lancio di due grandi call per la tutela della biodiversità, i nuovi leaks parlano anche di una call ponte con il nuovo QFP. 

Cosa finanzia il Work Programme 2026-2027 di Horizon Europe?

Come già emerso a metà febbraio, l'Esecutivo UE starebbe dunque valutando un emendamento al programma di lavoro di Horizon Europe 2026-2027 per finanziare nuove urgenze politiche, attingendo in particolare dai contributi dei paesi associati. Le novità al WP 2026-2027 di Horizon Europe dovrebbero essere adottate a fine settembre e dovrebbero essere precedute da una consultazione formale con gli Stati membri prevista da metà luglio. A riferire queste nuove anticipazioni sulle modifiche che attenderebbero il programma di lavoro degli ultimi due anni di Horizon Europe è la testata Science Business che ha visionato alcuni leaks di documenti interni alla Commissione. 

Le nuove fughe di notizie su Horizon Europe di questi giorni fanno seguito ad un primo nucleo di informazioni rese note il mese scorso da parte di una portavoce della Commissione che forniva già dei primi dettagli in merito alla revisione del programma. La modifica al work programme (WP), che punterebbe a massimizzare l'impatto delle risorse residue del Programma Quadro, solleva tuttavia una serie di interrogativi sui finanziamenti destinati alla ricerca d’eccellenza che potrebbero essere, infatti, sacrificati a favore delle nuove priorità.

Emendamento al WP Horizon Europe 2026-27 e contributi dei Paesi associati

Il perno della strategia allo studio a Bruxelles riguarderebbe l'utilizzo dei cosiddetti "pay-in", ovvero i contributi versati dai paesi associati non-UE (come la Svizzera) per partecipare al programma. Solo l'apporto elvetico è stimato in circa 730 milioni di euro all'anno.

Solitamente, queste risorse dovrebbero integrare i budget dei vari pilastri in base alla partecipazione dei ricercatori di tali paesi. Tuttavia, secondo le indiscrezioni, la Commissione starebbe ipotizzando di convogliare questi fondi verso nuove aree di intervento strategiche. Tecnicamente, ciò è reso possibile dal fatto che, secondo testimonianze diplomatiche riportate dalle fonti, l’Esecutivo UE avrebbe sempre ribadito che tali contributi, una volta versati, "non possono essere tracciati" all'interno del bilancio globale. Questa mancanza di rendicontazione puntuale permette a Bruxelles di disporre delle somme con estrema flessibilità, svincolandole dall'assegnazione automatica ai programmi preferiti dai ricercatori dei paesi contribuenti per indirizzarle verso priorità politiche emergenti.

Questa scelta potrebbe penalizzare i programmi a trazione scientifica pura, come le Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA). Per queste ultime, i budget per il 2026 (1.196 milioni) e 2027 (1.181 milioni) risultano già inferiori di circa 60-70 milioni rispetto al biennio precedente. A differenza di quanto accaduto con l'ingresso del Regno Unito nel 2024 - che portò un incremento di 360 milioni di euro per le MSCA - il contributo svizzero non genererebbe un aumento simile per la mobilità dei ricercatori, consolidando tassi di successo che in alcune call sono già scesi sotto il 10%.

Le nuove priorità: anticipazioni sulle call orizzontali

L'eventuale revisione del work programma Horizon Europe 2026-2027 servirebbe a garantire, invece, la copertura finanziaria a due pilastri dell'agenda politica dell’Esecutivo UE.

Verso le nuove call Horizon Europe sulla biodiversità

In primo luogo, la Commissione punterebbe a colmare il deficit di spesa per la biodiversità, con l’obiettivo di favorire il raggiungimento del target di dedicare il 10% del budget 2026-2027 di Horizon Europe a questo tema. Dopo le prime indiscrezioni di metà febbraio, aumentano ora le informazioni su questa misura. Allo studio vi sarebbe infatti il lancio di una "mega-call" orizzontale da 230 milioni di euro, suddivisa in 10 topic complessivi, da distribuire negli ultimi due anni dell'attuale programma Horizon Europe. 

Nello specifico, una prima call - del valore di 95 milioni di euro - dovrebbe aprirsi il 6 ottobre 2026 e si articolerebbe in 4 topic relativi:

  • allo studio del declino degli invertebrati (RIA, 15 milioni);
  • all'analisi degli impatti della transizione verde e digitale (RIA, 18 milioni);
  • agli approcci sistemici per accelerare il cambiamento trasformativo a favore della biodiversità (RIA, 12 milioni); e
  • al potenziamento del sistema globale di osservazione degli oceani (IA, 50 milioni).

Si aprirebbe, invece, l’8 aprile 2027 una seconda call da 124 milioni di euro strutturata in 6 topic. Tra i temi principali figurano gli effetti dei PFAS sulla biodiversità (RIA, 10 milioni), lo sviluppo di "Living Labs" per il ripristino degli ecosistemi (RIA, 60 milioni) e un’azione per il loro coordinamento volta a metterli in rete (CSA, 4 milioni), ma anche la ricerca interdisciplinare secondo l'approccio "One Health" (RIA, 20 milioni), lo sviluppo di soluzioni innovative per contrastare il traffico di specie selvatiche e l'introduzione di specie aliene (IA, 15 milioni) e attività di ricerca per definire sistemi di monitoraggio della biodiversità vantaggiosi (RIA, 15 milioni). 

Horizon Europe: in arrivo una call ponte con il QFP 2028-2034?

Se la notizia sul possibile lancio di due nuove call sulla biodiversità circolava già da qualche settimana, quella sul varo di una call ponte con il nuovo QFP è invece nuova.

I nuovi leaks riferiscono infatti che all'interno dell’emendamento al WP 2026-2027 di Horizon dovrebbe trovare spazio anche una nuova call orizzontale relativa alle "bridging actions" per rendere più fluido il passaggio dall’attuale programma Horizon Europe al suo successore FP10

A differenza di quanto accaduto per il tema biodiversità, però, non sono ancora trapelati argomenti o budget concreti. Tuttavia, le slide divulgate in queste ore mostrano che i criteri di valutazione per le azioni proposte potrebbero includere probabilmente un assessment sulla natura intersettoriale dei progetti, sul sostegno al percorso di innovazione e sul livello di sviluppo/maturità.

Nuove priorità: il ruolo dello Scaleup Europe Fund

Oltre alle due call sulla biodiversità e quella ponte con il QFP post 2027, le modifiche al WP di Horizon Europe dovrebbero riguardare anche le startup. Nel primo blocco di anticipazioni risalenti a metà febbraio, infatti, era emerso che il rimpasto dei fondi potrebbe andare a sostenere anche la competitività industriale attraverso la creazione dello Scaleup Europe Fund

Per questo nuovo strumento, che mira a mobilitare 5 miliardi di euro, la Commissione starebbe valutando uno stanziamento di 1 miliardo di euro a valere proprio sui contributi dei paesi associati. Il fondo, la cui gestione verrebbe affidata al Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC), nascerebbe con la missione specifica di accompagnare la crescita delle imprese deep tech ad alto potenziale, fornendo loro i capitali necessari per scalare il mercato globale e difendere la sovranità tecnologica del continente.

Verso una ricerca sempre più orientata alla politica industriale

La possibile revisione del budget del Programma Quadro per l'ultimo biennio di programmazione confermerebbe una tendenza già osservata con iniziative come il Chips Act. Nel 2022, l'Esecutivo UE aveva infatti già attinto alle risorse di Horizon Europe per sostenere lo sviluppo dell'industria dei semiconduttori, creando un precedente significativo. Questo approccio consolida la percezione del programma come uno strumento flessibile o "serbatoio" strategico, utilizzato per rispondere prontamente a crisi contingenti o a nuove agende industriali emergenti.

Guardando al prossimo settennato 2028-2034, il legame sempre più stretto con il futuro Fondo Europeo per la Competitività suggerisce che la programmazione della ricerca potrebbe essere in futuro sempre più dettata dalle necessità della politica industriale, a discapito della ricerca di base e dei programmi "bottom-up", tradizionalmente orientati all'eccellenza scientifica slegata da obiettivi di mercato immediati. Il prossimo programma quadro si preannuncia infatti profondamente diverso, integrando la ricerca in un ecosistema più ampio focalizzato sulla sovranità tecnologica e sul mercato interno dell'Unione.

QFP 2028-2034, FP10: le criticità del nuovo Horizon Europe nel parere ECA

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o