Le novità sul credito d’imposta ZES unica nella Legge di bilancio 2026
Tra gli incentivi alle imprese previsti dalla Manovra 2026 figura anche il credito d’imposta ZES Unica che, per la prima volta, prevede uno stanziamento triennale di risorse, tenendo anche conto dell’allargamento della ZES a Marche e Umbria.
Con quella che, a tutti gli effetti, dovrebbe essere la versione definitiva della Manovra 2026 è stato sanato infatti anche un passaggio dell’articolo 95 della Legge di bilancio 2026 che, nella sua formulazione originaria, non includeva le due regioni dell’Italia centrale all’interno del nuovo perimetro ZES. Adesso invece Marche e Umbria sono esplicitamente citate, rientrando quindi a tutti gli effetti tra i territori che potranno accedere al bonus ZES previsto per il triennio 2026-2028.
Oltre ad adeguare il perimetro dell'agevolazione alle due nuove regioni e a stanziare risorse triennali, la Manovra 2026 introduce anche una terza novità per il credito d’imposta ZES: il fatto che il periodo di realizzazione degli investimenti ammissibili adesso include l’intera annualità.
E’ bene specificare che, a seguito del decreto del 12 dicembre 2025 del direttore dell’Agenzia delle entrate, l’articolo 95 della Manovra 2026 interviene anche sul tax credit ZES 2025, stanziando ulteriori risorse volte ad aumentare la percentuale di fruizione del beneficio.
Per approfondire: Le misure per imprese e famiglie della Manovra 2026
Credito d’imposta ZES Unica in Legge di bilancio 2026
La nuova Legge di bilancio stanzia 2,3 miliardi per il credito d’imposta ZES Unica 2026, in considerazione di quanto sperimentato con il budget 2025 - pari a 2,2 miliardi, rivelatisi insufficienti a far fronte a tutte le domande pervenute - e dell'allargamento della ZES Unica a Marche e Umbria. In questo modo il budget 2026 per il tax credit ZES Unica aumenta di 100 milioni di euro rispetto allo scorso anno, così da coprire anche gli investimenti realizzati nelle Marche e in Umbria, le due regioni italiane "in transizione" che si aggiungono all’Abruzzo, sempre classificata come regione in transizione ma già presente nella ZES insieme alle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna).
Inoltre, per la prima volta la Legge di bilancio prevede uno stanziamento triennale per il credito d’imposta ZES Unica. Oltre a prevedere risorse per il nuovo anno, infatti, la Manovra 2026 prevede anche 1 miliardo di euro per il credito d’imposta ZES 2027 e 750 milioni per il tax credit ZES 2028, per un totale di risorse previste sul triennio 2026-2028 pari a 4,05 miliardi di euro. In questo modo l’operazione punta ad offrire alle imprese della ZES Unica una prospettiva di medio termine sugli investimenti da realizzare nella Zona economica speciale Sud.
In più, per il nuovo triennio la Manovra 2026 modifica anche la finestra temporale all'interno della quale le imprese possono realizzare gli investimenti: nel 2026 (ma anche nel 2027 e nel 2028), infatti, gli investimenti ammissibili al tax credit ZES Unica saranno quelli realizzati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell’anno di riferimento. Una novità rispetto al passato, quando gli investimenti ammissibili si fermavano al 15 novembre, come ad esempio per il credito d’imposta ZES 2025.
La Manovra 2026 indica già le tempistiche per l’invio delle due comunicazioni all’Agenzia delle entrate, che permettono di accedere all’incentivo ZES. Per il 2026, infatti, le imprese interessate all’agevolazione dovranno inviare la prima comunicazione - quella relativa agli investimenti realizzati o che si intendono realizzare nella ZES Unica tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 - tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026. La comunicazione integrativa per il bonus ZES 2026 - a conferma dell’avvenuta realizzazione degli investimenti - dovrà invece essere inviata tra il 3 e il 17 gennaio 2027. Le stesse date indicate per la comunicazione preventiva (31 marzo - 30 maggio) e per quella integrativa (3-17 gennaio) valgono anche per le annualità 2027 e 2028 del tax credit ZES.
L’effettiva percentuale di fruizione del tax credit ZES sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate (che sarà emanato entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle comunicazioni integrative) e sarà ottenuta rapportando il limite di spesa annuale con l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta indicati nelle comunicazioni integrative.
Per il resto, il funzionamento del credito d'imposta ZES Unica non cambia rispetto al passato. Anche nel triennio 2026-2028, dunque, il bonus ZES continuerà a sostenere l'acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise, ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), nonché nelle zone assistite della regione Abruzzo, ammissibili alla deroga prevista dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera e), del TFUE, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 (a cui si aggiungeranno anche le zone assistite di Marche e Umbria).
In questo modo restano finanziabili gli investimenti relativi all'acquisto (anche mediante contratti di locazione finanziaria) di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio della ZES unica. Ad essere ammessi sono anche l'acquisto di terreni e l’acquisizione, la realizzazione ovvero l'ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. In questi casi, però, la normativa ha previsto che il valore dei terreni e degli immobili non possa superare il 50% del valore complessivo dell'investimento agevolato.
E’ bene specificare, però, che tali interventi debbano far parte di un progetto di investimento iniziale (di importo non inferiore a 200mila euro) per la creazione di un nuovo stabilimento, oppure per l’ampliamento dell'attuale capacità di uno stabilimento esistente o, ancora, per la diversificazione della produzione. Quanto agli importi, il credito d’imposta ZES è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.
Per quel che concerne, invece, le percentuali di aiuto, esse variano in base all’area geografica e alla grandezza delle imprese. In Calabria, Campania e Puglia, infatti, il credito d’imposta è concesso in misura pari al 60% delle spese ammissibili per investimenti effettuati dalle piccole imprese, al 50% nel caso di medie imprese e al 40% se si tratta di grandi imprese. In Molise, Basilicata e Sardegna, invece, il credito d’imposta ZES Unica ammonta al 50% delle spese ammissibili nel caso di piccole imprese, al 40% nel caso di imprese medie e al 30% se l’impresa è grande. In Abruzzo - e verosimilmente anche nelle altre due regioni in transizione, Marche e Umbria - il credito d’imposta ZES Unica sarà pari al 35% delle spese ammissibili nel caso l’investimento sia effettuato da una imprese di piccole dimensioni. La percentuale scende al 25% per le medie imprese e al 15% per le grandi imprese. Infine per alcune zone della Puglia (Taranto) e della Sardegna (Sulcis) - cioé le aree interessate anche dal Just Transition Fund - l’aliquota è aumentata del 10%.
Nessuna novità neanche per quanto concerne le imprese non ammissibili, che continuano ad includere quelle che operano nei settori dell'industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti (esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti) e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. Sono escluse anche le imprese della produzione primaria, della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura. Infine l'agevolazione non si applica neanche alle imprese che si trovano in stato di liquidazione o di scioglimento ed alle imprese in difficoltà.
ZES Unica: la gestione passa al nuovo Dipartimento per il Sud
In questi mesi la ZES Unica è stata segnata da una serie di novità. Oltre all’ampliamento del suo perimetro a Marche e Umbria, infatti, il Decreto legge sulla Terra dei Fuochi (DL 116/2025) ha previsto anche l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, del Dipartimento per il Sud e la contestuale soppressione della Struttura di missione ZES.
La gestione del nuovo Dipartimento, con funzioni di indirizzo, coordinamento e promozione dell'azione strategica del Governo con riferimento alle politiche per il Mezzogiorno, è stata affidata al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Luigi Sbarra.
Allo stato attuale il nuovo organismo non è ancora operativo. Prima, infatti, dovrà essere emanato un DPCM recante la disciplina del Dipartimento per il Sud, che apporti anche le modifiche necessarie all’ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
A quel punto, entro 30 giorni dall'entrata in vigore di questo DPCM, dovrà essere adottato anche un decreto concernente l’organizzazione interna del Dipartimento per il Sud.
Solo una volta entrato in vigore il decreto recante l’organizzazione interna del Dipartimento, si procederà con la soppressione della Struttura di missione ZES, a cui il nuovo Dipartimento succederà a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi, assumendone tutte le funzioni.
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